Le anagrafiche
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Ci lascia Francesca Settimi, protagonista del libro autobiografico “IO GUENDA E IL GENE MATTO” (edizioni Comunica) e di tanti incontri con gli amici di Papillon, svolti in questi anni, dove ha dispensato tanta positività e amore per la vita e per ogni suo istante. Paolo Massobrio la ricorda oggi in un articolo su ilGolosario.it. Al marito Giovanni Tagliavini ci stringiamo con tanto affetto, inviando le nostre più commosse condoglianze.

Rinasce l’Albero della Vita che fu icona di Expo2015. Sarà protagonista di Mind, uno dei principali hub europei dedicati alla scienza e all’innovazione che occupa parte del sito. Il progetto di rilancio dell’albero della Vita costerà 12 milioni e prevede anche la riqualificazione della piazza che diventerà un’area eventi. @ Per gli ulivi pugliesi si muove anche il premio Oscar Helen Mirren. L’attrice celebre per aver interpretato la Regina Elisabetta vive da anni in Puglia e ha creato l’associazione Save The Oliver. @ Torna la transumanza all’Oasi Zegna Il cammino cominca alle due di notte e termina all'ora di pranzo, domenica 24 maggio. È aperto alla cittadinanza. @ Torna da domani a domenica al Castello di Masino a Caravino, la Tre giorni per il giardino del FAI che quest’anno sarà dedicato alla scrittrice lucchese Pia Pera. Sarà l’edizione numero 34 della manifestazione, con tema le Radici. @ Luci e ombre del Venezuela, un paese che è anche quest’anno è protagonista delle Cene in compagnia organizzate dal Club di Papillon a sostegno dell’Associazione Civile Trabajo y Persona e nello specifico per l’associazione “Emprendedoras del Chocolate”. Italia Oggi infatti analizza la situazione del Paese dove si muore ancora di fame ma che sta spalancando le porte al turismo internazionale. @ Mai così numerosi gli squali in Italia: si moltiplicano gli avvistamenti dal Salento a Terracina al Golfo di Napoli. Ma gli esperti spiegano che non sono aggressivi e non c’è da aver paura. (Libero)
Aldo Grasso sul Corriere della Sera denuncia l’inesorabile tramonto della trasmissione di Borghese, Quattro Ristoranti: “C’è qualcosa di profondamente malinconico nel veder sbiadire un rituale, specialmente se quel rituale ha la chioma fonata e il piglio guascone di Alessandro Borghese. Il suo 4 Ristoranti (Sky), un tempo scudisciata necessaria contro il torpore delle tavole provinciali, è oggi un meccanismo usurato, una spirale di marketing che gira a vuoto. È la tv che si mangia il piatto, non per fame, ma per dovere di palinsesto”. E conclude: “Si pretende di celebrare la tradizione, ma la si sottopone a una luce così forte da deformarla. È un'esposizione solare che abbaglia e, alla fine, brucia. Finita l'onda mediatica, restano solo le macerie di un'identità perduta e conti ormai da doppio stipendio”.