Le anagrafiche
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Si chiama Cupuaçu, è originario dell’Amazzonia brasiliana ed il cugino stretto del cacao. Nuovo simbolo della bioeconomia locale, promette uno sviluppo economico che non richiede la deforestazione, ma non è tutto: è caratterizzato da una versatilità che ne consente l'utilizzo quasi totale, dalla polpa per i consumi alimentari ai semi per la cosmesi e per un derivato simile al cioccolato denominato cupulate, inserendosi nei sistemi agroforestali complessi. Tuttavia, il passaggio da alimento della tradizione indigena a risorsa per i mercati globali di fascia alta comporta alcuni rischi strutturali, come già avvenuto per l’açai, la cui domanda ha innescato monoculture lasciando solo una minima parte del valore economico alla filiera. (Corriere della Sera) @ Buona notizia per il turismo lacustre piemontese, con il 92% delle spiagge promosse nelle fasce di qualità eccellente e buona. Il Lago di Mergozzo si posiziona in cima alla classifica per la limpidezza delle sue acque, protette dal divieto di navigazione a motore, seguito dal Lago d'Orta e dalle sponde eporediesi del Lago Sirio. Maglia nera per Baveno sul Lago Maggiore, mentre i bacini di Avigliana e Candia restano sotto osservazione per la proliferazione di alghe e cianobatteri. (LaStampa). @ Alla biennale di Venezia, presso gli spazi di Santa Maria Ausiliatrice verrà ricreato uno scriptorium temporaneo e un archivio vivente in collaborazione con la St. Hildegard Academy, dove ai momenti della liturgia monastica risuonano i canti gregoriani della santa. L'iniziativa, chiamata "The Ear is the Eye to the soul", trova la sua massima espressione nell'orto dei Carmelitani Scalzi. Questo spazio fiorito, custodito dal 1880, si trasforma in un'oasi di pace e silenzio dove l'ascolto diventa l'elemento centrale. Considerata dalla critica tra le proposte più interessanti della Biennale, invita a superare la logica ripetitiva degli algoritmi per aprirsi alla dimensione dell'arte e del possibile. Sant’Hilderga che fu nominata pochi anni fa dottore della Chiesa fra i suoi meriti ha la conoscenza dell’agricoltura, della botanica, della cucina. Sua l’affermazione della “viridità” dei prodotti della terra e dello svelta, il cereale di mille anni fa.