Le anagrafiche
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Le Pro Loco rappresentano un presidio fondamentale contro lo spopolamento dei piccoli borghi, operando come motori di coesione sociale e sviluppo economico. A ribadirne l’importanza è il presidente del Comitato regionale Pro Loco della Lombardia Pietro Segalini che sottolinea come attraverso l'organizzazione di eventi e la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche, queste associazioni, circa 6200 in tutta Italia, promuovono un turismo sostenibile e autentico, specialmente nelle aree interne. In Lombardia, la rete dei volontari tutela le identità territoriali e le tradizioni locali, trasformando il patrimonio culturale in una risorsa condivisa e in un'opportunità di crescita per le comunità minori. (IlGiorno) @ Mentre nell’alessandrino la stessa attività è esaltata nel progetto “Pro loco e turismo: competenze per valorizzare il territorio" nato dalla collaborazione tra Atl Alexala e Unpli Alessandria e volto a potenziare le capacità comunicative dei volontari e a sviluppare il brand delle singole associazioni. L'iniziativa mira a trasformare le Pro Loco in avamposti di bellezza capaci di generare indotto economico valorizzando i prodotti d'eccellenza locali, con l’obiettivo di sostenere i soci nell’affrontare anche gli obblighi burocratici e normativi. (LaStampa) @ Nonostante la vendemmia 2025 positiva, le aziende viticole astigiane affrontano una grave crisi di liquidità dovuta a costi di gestione che superano la redditività media. A fronte di una spesa di circa 13 mila euro per ettaro, i ricavi si attestano spesso sui 9 mila, rendendo l'attività in perdita. Per salvaguardare i paesaggi Unesco e la sostenibilità della filiera, gli operatori puntano sulla qualità estrema, sull'enoturismo e su strumenti finanziari come il pegno rotativo per ottenere credito immediato. (LaStampa) @ Slow Food compie quarant'anni, celebrando una storia iniziata nelle Langhe e che da sempre promuove un’idea di cibo che non si riduca a mero consumo ma che sia sinonimo di biodiversità, piacere e cultura. Con oltre 10mila progetti attivi in 166 paesi, l’associazione fondata da Carlo Petrini, mantiene vivo l’obiettivo di tutelare la ricchezza delle tradizioni locali contro l’omologazione alimentare. (LaStampa) @ Nonostante i rigidi regimi alimentari degli atleti, a Casa Italia gli chef Graziano Prest e Fabio Pompanin celebrano le specialità locali come casunzei e canederli, con un must: il piatto pilastro fondamentale della cucina olimpica rimane sempre la pasta al pomodoro. (CorrieredellaSera) @ Fa ancora discutere però l’affidamento di un catering olimpico di Cortina a una azienda slovena, per cui è intervenuto il ministro Lollobrigida che ha dichiarato che la scelta è stata una decisione tecnica esclusivamente del CIO. Nonostante le polemiche, Lollobrigida ha invitato a dare risalto all'eccellenza dell'organizzazione italiana, definita superiore a quella di precedenti edizioni internazionali. @ A sorpresa, chiude Lido 84, il ristorante dei fratelli Camanini, aperto 12 anni fa. I due, con un post instagram, hanno annunciato la chiusura lasciando però intendere di volersi aprire a nuove prospettive (IlGiorno) @ I Tajarin dell’Antica Corona Reale approdano in Slovacchia per unire i sapori di Barbaresco alla fotografia di Bruno Murialdo in una mostra in Slovacchia. L'iniziativa celebra il mondo contadino e i suoi valori attraverso il connubio tra i tajarin piemontesi e le immagini che ritraggono volti e tradizioni rurali. L'evento, ospitato a Tatranská Lomnica, propone un confronto culturale tra le Langhe e la zona del Tokaj, valorizzando il cibo e il gesto antico come strumenti di memoria collettiva e identità. (LaStampa) @ Sarà presentato lunedì nei locali della Banca d’Alba il nuovo libro di Luciano Bertello “La cucina del putagè” che celebra l'intreccio tra gastronomia e memoria collettiva. L'opera si propone come un itinerario tra sapori ma anche saperi, restituendo dignità alle storie di umanità legate alla cucina povera e ai volti che ne custodiscono l'eredità. (LaStampa) @ Su Il Foglio Camillo Langone critica duramente le “no show fee”, penali che nel caso citato raggiungono i 100 euro a persona, definendole una forma di prepotenza che mina il rapporto di accoglienza. Attraverso il suo racconto — un tavolo ottenuto e un'ottima cena nonostante il rifiuto di fornire la carta — invita i clienti a recuperare il proprio orgoglio. Se i consumatori smettessero di assecondare certe imposizioni, i ristoratori sarebbero costretti ad abbandonare l'atteggiamento autoritario per tornare a una gestione più ospitale. @ Si è spenta stamane a 87 anni, nella sua casa di Alba, Maria Franca Fissolo Ferrero, vedova di Michele Ferrero e Presidente dell'omonima Fondazione.