Il Golosario Wine Tour sale in quota: tre storie di passione e accoglienza per un'immersione totale nel paesaggio e nei grandi calici alpini
Questa settimana, con il Golosario Wine Tour sotto braccio ci rechiamo in Valle d’Aosta, tra vette imponenti, castelli medievali e vigneti che sembrano aggrapparsi alla montagna. Questo territorio custodisce una delle viticolture più affascinanti e complesse d’Europa, dove il vino nasce in condizioni estreme, tra terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, forti escursioni termiche e pendenze vertiginose che rendono la meccanizzazione un miraggio. Più che di agricoltura, si parla di vera e propria "viticoltura eroica": una quotidianità fatta di tenacia e geometrie spettacolari che seguono il corso della Dora Baltea, arrampicandosi dai 500 ai 1.000 metri di altitudine con le vigne sostenute dai topioni di pietra.
In questo scenario, la produzione vinicola conserva un'identità formidabile grazie alla presenza di vitigni autoctoni come petite arvine, fumin, cornalin, petit rouge e nebbiolo picotendro. Oggi, queste varietà sono interpretate da aziende capaci di trasformare la degustazione in una totale immersione nel paesaggio alpino. E sono anche accoglienti per una degustazione che vi sorprenderà. Noi ne abbiamo fatta una, ma nel frattempo iniziamo il nostro percorso dalla Bassa Valle, regno del nebbiolo picotendro.
Pianta Grossa: il richiamo delle radici a Donnas
Spostandoci nel tratto orientale della regione, a un passo dal Piemonte, Pianta Grossa racconta una bellissima storia di ritorno alla terra. A Donnas, Luciano Zoppo Ronzero ha lasciato il mondo delle telecomunicazioni per dedicarsi anima e corpo ai vigneti di famiglia, riportando in vita una cascina ottocentesca. Il nome dell’azienda è un omaggio a un antico ippocastano che per secoli ha dominato il cortile della proprietà, simbolo di un legame viscerale con la montagna. Nei panoramici terrazzamenti coltivati a pergola trovano spazio nebbiolo picotendro, fumin, vien de nus, neyret e freisa. Il risultato? Vini dal carattere d'acciaio. Tra le etichette di punta spiccano il "Dessus" (un nebbiolo in purezza intensissimo), il "Georgos" e il "396 Aesculus Hippocastanum", premiato tra i nostri Top Hundred nel 2018.
L’accoglienza qui è pura e autentica: su prenotazione si esplorano i terrazzamenti per toccare con mano le fatiche della viticoltura alpina, per poi godersi la degustazione in cantina o direttamente sotto le pergole, immersi nel silenzio della vallata. Veniteci!
(via Roma, 213 – Donnas – tel. 3480077404)
Azienda Agricola Rosset: sfidare la gravità oltre quota 900
Risalendo la valle verso il centro della regione, ecco l’azienda Rosset, una delle realtà in assoluto più dinamiche del panorama valdostano. Nata nel 2001 a Saint-Christophe, l'azienda coltiva oggi tredici ettari sparsi in diversi areali, puntando su un dialogo tra varietà internazionali e autoctone. Il progetto più ambizioso prende vita a Villeneuve, oltre i 900 metri di quota. È qui che nasce il "Sopraquota 900", nostro Top Storico 2023 che può considerarsi a buon diritto un Top dei Top tanto è spaziale. È il vino simbolo della cantina, dove il petite arvine sfida pendenze superiori al 50%. L'affinamento tra anfore, orci toscani, barrique e acciaio regala un sorso dalla tensione minerale irresistibile.
Ad affiancare questa perla ci pensano chardonnay, syrah, cornalin e moscato bianco di Chambave. La visita aziendale è un'immersione totale nel mondo Rosset, spaziando dagli impianti produttivi ai vigneti, fino alla cantina, per concludersi con degustazioni che fotografano alla perfezione i mille volti del terroir locale. Esperienza di grande soddisfazione!
(loc. Torrent de Maillod, 4 – Quart – tel. 0165774111)
Les Crêtes: eleganza contemporanea nel Rifugio del Vino
Ancora più avanti, ai piedi del Monte Bianco, Les Crêtes rappresenta un'istituzione assoluta della viticoltura alpina contemporanea. La famiglia Charrère lavora la vigna da sei generazioni, curando piccoli appezzamenti terrazzati che richiedono un lavoro rigorosamente manuale. Negli anni hanno firmato vere e proprie icone enologiche: dallo Chardonnay “Cuvée Bois” (Top Hundred già nella prima edizione del 2002) al “Neige d’Or” (Top Storico 2023), un blend elegantissimo di petite arvine e pinot gris. Passando ai nostri assaggi della settimana passata, ci è venuto da dire che questa è davvero una delle migliori cantine dell’anno, avendo ottenuto il massimo dei voti (i 5 *****) praticamente su tutti i vini.
E allora il Valle d’Aosta Petit Arvine 2025 colpisce subito per la freschezza fragrante di prugna gialla, che in bocca si traduce in una rotondità sorprendente per la sua giovane età. Non è da meno il Valle d’Aosta Pinot Nero 2025, un rubino finissimo che profuma di piccoli frutti, pepe nero ed eucalipto, rivelando un sorso equilibrato dalla tannicità precisissima. Vi assicuriamo che è sorprendente. Chiude il cerchio il Valle d’Aosta La “Sabla” 2023: avvolgente e persistente, blend di uve rosse locali (petite rouge, fumin, mayolet e barbera), perfetta sintesi dello stile aziendale.
Il cuore dell'ospitalità è il Rifugio del Vino, una struttura dal design pazzesco collegata alla cantina storica. Tra wine shop, sala degustazione emozionale e vari percorsi guidati con abbinamenti a formaggi e salumi l'esperienza per i winelover è garantita tutto l'anno.
(strada Regionale 20, 50 – Aymavilles – tel. 0165902274)
