Su ilGusto.it questa settimana Paolo Massobrio degusta i convincenti Valdobbiadene di Varaschin, espressioni autentiche di un territorio unico

Nel cuore di San Pietro di Barbozza, enclave d'eccellenza del Cartizze, la cantina Varaschin racconta quasi un secolo di viticoltura eroica.
Tutto ebbe inizio intorno al 1930 con Matteo Varaschin, pioniere che scelse di investire nelle "Rive", i ripidi pendii dove la vite affonda le radici in terreni di origine marina ricchi di minerali e rocce salate, note come "salis". Matteo non fu solo un viticoltore, ma un pilastro della comunità, frenando l'emigrazione grazie all'insegnamento della cultura del vino.
Oggi la tradizione continua con Raffaella e il figlio Manuel, insieme al cugino Andrea, custodi di una sapienza antica che si rinnova. La produzione, che conta circa 290 mila bottiglie, si focalizza su lunghe spumantizzazioni in autoclave (metodo Martinotti).

L'accoglienza trova invece casa nello storico Palazzo Brunoro, sede della Confraternita del Valdobbiadene Docg.

Tra i vini degustati da Paolo Massobrio, tutti metodo Martinotti, spicca il Valdobbiadene Superiore di Cartizze Brut “Matteo”, di cui dice: “Ha un naso molto intenso di cedro e buccia di mela. Al palato è avvolgente, con un'acidità che sostiene bene il sorso. Sosta minimo sei mesi in autoclave. Ed è fantastico”.

Poi il Valdobbiadene Extra Dry “Strada Chiesa”, da uve glera in purezza, e il Valdobbiadene Brut “1930”, dal gusto secco e immediato.

Varaschin

Valdobbiadene (Tv)
Strada Chiesa, 10
Tel. 0423973553

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