Dalla Sicilia alla Calabria, il cambiamento climatico e l'innovazione giovanile ridisegnano i campi del Mezzogiorno: mango, avocado e annona soppiantano agrumeti e vitigni
Non è più una curiosità da bancarella etnica, ma una vera e propria rivoluzione agricola che sta riscrivendo la geografia del Mediterraneo. Tra gli ulivi e gli storici agrumeti del Sud Italia oggi crescono mango, avocado, papaya, litchi e dragon fruit.
Secondo i dati Coldiretti, gli ettari coltivati a frutta tropicale in Italia hanno superato quota mille, concentrati soprattutto tra la Puglia, la Calabria e la Sicilia, che da sola ne conta circa 500. Un boom trainato dal cambiamento climatico, dall'aumento dei consumi quotidiani (entrati ormai nel paniere Istat) e dalla redditività di queste colture, che spinge molti giovani imprenditori a recuperare terreni abbandonati o a riconvertire limoneti e vigneti obsoleti.
Il punto di forza del tropicale italiano risiede nella straordinaria qualità organolettica. A differenza dei frutti importati via nave dal Centroamerica, che vengono raccolti immaturi e maturano nelle stive, i frutti del Sud Italia maturano sulla pianta e arrivano sui mercati nel giro di 24-48 ore.
Il mango nostrano è zuccherino e intenso, mentre l'avocado vanta una polpa burrosa e cremosa, ottenuto tramite protocolli biologici e tecniche di precision farming come sensori di umidità e droni.
In Sicilia, la capitale di questa tendenza, un esempio emblematico è L’Orto di Rosolino a Terrasini, un autentico orto tropicale a pochi minuti da Palermo. Qui Rosolino Palazzolo propone frutta esotica a coltivazione rigorosamente biologica e raccolta a piena maturazione per preservarne le proprietà organolettiche e salutari: banane, mango, papaya, avocado e il misterioso Black Sapote, dalla polpa cremosa e dal sapore intenso.
Foto da pagina FacebookL'altro grande pioniere del settore è Andrea Passanisi che, appena diciottenne, nel 2003 dà vita a Sicilia Avocado sulle pendici dell'Etna. In questo territorio, il terreno vulcanico e l'acqua pura creano un microclima perfetto per garantire frutti dalle virtù energizzanti, idratanti e antiossidanti. La raccolta manuale e l'attenta selezione precedono una spedizione fulminea entro 48 ore.
Foto da pagina FacebookDagli esemplari migliori l'azienda ricava Avo, il primo olio di avocado italiano: spremuto a freddo e ricco di polifenoli, vitamine e sali minerali, è ideale sia per uso alimentare sia cosmetico. Oggi la sua società commerciale Dal Tropico consorzia 54 piccole aziende agricole per oltre 200 ettari coltivati tra l'Etna e il mare, esportando in tutta Italia e in Europa anche mango e altri frutti esotici attraverso una filiera controllata e trasparente.
Foto da pagina FacebookSe la Sicilia è la terra d'elezione di mango e avocado, la Calabria vanta una storia tropicale gloriosa legata all'annona cherimola, introdotta dagli Spagnoli due secoli fa. Nella fascia costiera reggina, tra Scilla e Pellaro, questo frutto cremoso ha trovato un microclima ideale, tutelato oggi dalla De.C.O.
Tra i custodi di questo patrimonio troviamo Edulè a Fiumara, dove Giuseppe Bellè e Francesco Anghelone trasformano il frutto in confetture extra sottovuoto e succhi naturali che accostano l'annona al bergamotto.
Foto da pagina FacebookFrancesco Caridi è un altro punto di riferimento per la spedizione dell'annona fresca a domicilio, celebre anche per le sue marmellate di arancia belladonna di San Giuseppe.
A Santa Maria del Cedro, l'azienda CheSud di Pietro Granito eleva il profilo gourmet del territorio con un raffinato nettare di annona in vetro e composte speziate.
Ultimo ma non meno importante, l'Anoneto dello Stretto a Villa San Giovanni, guidato da Francesco Crispo, rappresenta un'autentica oasi di biodiversità affacciata sul mare: un ettaro dove 450 piante di annona convivono con feijoa, noci di macadamia e zapote nero, offrendo il ritratto di un Sud operoso che sa guardare al futuro.
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