Tonino Verro, il patron del ristorante La Contea di Neive, era emozionato quando Luciano Bertello e il sottoscritto, nella sala degli onori del castello di Grinzane Cavour, gli abbiamo attribuito il riconoscimento alla carriera. Era la celebrazione solenne della fine della stagione del tartufo e io non ho potuto fare a meno di ricordare quando una volta Tonino, in quel locale dove sembra che a un tratto ti appaia il conte Cavour, mi ha portato un cesto di tartufi e ha iniziato a frantumarli col pugno per poi cospargerli sui tajarin.
Un istrione, un simpatico patron che insieme alla moglie Claudia, col suo locale ha creato quella situazione che significa un lungo racconto.

Oggi che siamo tutti impegnati a dare punteggi a questa o a quella cucina abbiamo dimenticato che un tempo – me lo ha detto Enrico Scavino, produttore di Barolo a Castiglione Falletto – i ristoratori di Langa erano come i giornalisti, come Veronelli o Pillon. Un articolo, ma anche un bicchiere di vino giusto servito a quella tavola, decretavano la fortuna di una cantina, la spinta propulsiva. Oggi tutto è cambiato, certo, ma personaggi come Gian Bovio, Felicin e Tonino meriteranno una riflessione, uno studio di marketing. Perché qualcosa del loro quid, io credo, si è perso.