Un’artista eccentrica a Cocconato d’Asti
Incontri che accadono solo nel Monferrato, mi vien da dire dopo essere stato in un tardo pomeriggio a Cocconato d’Asti, nell’Osteria Bell’e Buona della Combriccola Marchetti. Innanzitutto un luogo dove c’è chi legge un libro, chi lavora al pc e chi beve un bicchiere stuzzicando qualcosa. Noi eravamo lì per fare due chiacchiere col sommo gelatiere Alberto Marchetti, che sta rilanciando il borgo facendo rete, ma soprattutto creando un luogo che presto potrà prosperare grazie all’idea di albergo diffuso. Per la cronaca, Alberto Marchetti è il Campione assoluto de IlGolosario 2026, incoronato a Golosaria Milano il primo giorno della manifestazione e al quale abbiamo dedicato una mezza pagina sulla nostra guida ammiraglia. Ora, mentre stavamo chiacchierando sulla prossima edizione di Golosaria tra i castelli del Monferrato (la numero 20), entra una signora (ma preferisco chiamarla ragazza, perché lo spirito che mostrava era quello). Varca la soglia e saluta sorridendo i vari astanti, perché già la conoscono. E scopro che ha aperto una botteguccia in paese, piena di oggetti, che insieme con Silvana avevamo adocchiato questa estate, quando grazie alla fiera del Vintage organizzata dalla Combriccola, salimmo all’apice del paese (ed era la prima volta, dopo 40 anni di frequentazioni di Cocconato).
Questa ragazza si chiama Tamara Bocchi, ed è semplicemente un genio. Arriva dall’isola d’Elba e da qualche tempo si è accasata in Piemonte (prima in un paese sopra a Viola, nelle valli cuneesi, poi a Montemagno). E da quasi un anno, dopo aver conosciuto per un caso fortuito Alberto, è qui a Cocconato. E cosa fa? Ridà vita agli oggetti, ovvero dedica a essi un racconto, o meglio una poesia che ne evoca la storia. La scrive sul dorso dell’oggetto stesso oppure su una pergamena allegata.
E poi produce a mano anche una serie di libretti con le sue poesie (ora ne ho ben due: “Sapore di Bosco” e “Formule magiche”). E poi fissa relazioni fantastiche con le persone, che spesso si commuovono. Come quel signore che incontrava ogni mattina passeggiando in senso opposto e lei lo salutava, contraccambiata. Un giorno lo ha fermato e gli ha regalato una poesia, su di lui. Un’attenzione eccezionale, che dice di quanto sia importate la sacralità di una persona, che in qualche modo, anche tangenzialmente, entra nella tua vita.
Dopo averla conosciuta siamo dunque stati nel suo atelier, dove lei ha declamato un paio di poesie: quella che ho filmato (vedi link) dedicata alla Gabbiana in ceramica (che aveva un difetto che ha fatto perdere valore)
e quella rivolta a un baule, che ripropongo.
Baule
Vecchio baule, dove sei stato?
In un campo di guerra, insieme a un soldato.
Polveri, fumi, forti rumori, lacrime, piaghe, tumulti e dolori.
Guerra matrigna, strega, villana,
guerra disgrazia, matrona e puttana.
Nascosto in trincea, o in faccia al plotone,
ha seguito il destino, fedele al padrone.
Documenti, armi, ampolle di vetro,
quel che dentro ha nascosto, rimane un segreto.
Piana è il tenente, la sua truppa è una banda,
ma è Dio il direttore, è lui che comanda.
E per Dio non c'è distinzione di gradi,
sul baule, le sorti, si tirano ai dadi.
Baule da tavolo, da contenitore,
da sedia a chi siede a contare le ore.
Squillo di tromba, è finita la guerra,
il baule è tornato con le zampe per terra.
Aria di casa e il tenente fa festa,
nel baule ha riposto la vita che resta.
Che dire? Tamara è un personaggio solare, positivo, che merita incontrare anche facendo un viaggio apposito. Io ci tornerò, molti la potranno conoscere a Golosaria, ma nel frattempo, fare oggi un salto a Cocconato, ha più di un perché, fra botteghe rinate, un’osteria, una pizzeria, insomma una comunità nuova, che ruota intorno a chi, finalmente, ha preso iniziativa, cosciente che Cocconato merita di più dei suonatori solitari chiusi nei propri recinti. La Colleganza, infatti, è un’altra storia: è aria fresca.
Grazie Tamara per il tempo che ci hai dedicato.
Grazie Alberto, per essere un protagonista di questo esempio raro di Colleganza.
