Dai ristoranti da standing ovation alle botteghe evergreen, ecco i Big che non steccano mai nella Città dei Fiori
Dirige l’orchestra... mancano poche ore al principale evento nazional - popolare e mentre sul palco dell'Ariston si sfideranno i cantanti a colpi di acuti, noi abbiamo già compilato la nostra personale Hit Parade. No, niente FantaSanremo, ma una lista di ristoranti che non steccano mai, botteghe che sono veri "evergreen" e produttori che meritano il Premio della Critica. Pronti a spellarvi le mani? Ecco a chi dedicare i dieci minuti (e passa) di applausi...
I "Big" in Gara: Ristoranti da Podio
Questi sono gli artisti che calcano le scene da tempo, quelli che se non prenoti fai la fine degli esclusi dalla finale.
● Paolo e Barbara: qui siamo al livello di una standing ovation. È un gioiello da soli 20 coperti dove la cucina d'ispirazione classica tocca vette assolute. Non perdetevi lo scabeccio di triglia di scoglio con verdure in agrodolce; un piatto che ha la stessa precisione di un arrangiamento dell’indimenticabile Beppe Vessicchio. E che dire di ravioli al prebuggiun, pesto di noci e cagliata o del merluzzo in olio di cottura alla “baucogna” con noci e funghi? Niente se non du du du da da da. Perché se fossero una coppia della canzone, sarebbero senza dubbio Minghi e Mietta nel 1990.
● Conchiglia (Arma di Taggia): a pochi passi da Sanremo, Giacomo Ruffoni recita la cucina ligure con un rigore che farebbe invidia a un direttore d'orchestra. Il suo risotto con seppioline e radicchio rosso è un pezzo di bravura senza inutili orpelli al pari del fegato d’oca al torcione, confettura cipolla di Tropea, melone in petali o della zuppa di pesce. Un professore come Vecchioni sul palco dell’Ariston nel 2011.
● Baccara Bistrot Bello: se cercate l'eleganza romantica in pieno centro, questo è il vostro "duetto" perfetto. Claudio Manti e Lorenzo Mussi servono con classe piatti come il loro cappon magro in ricetta personalizzata o il risotto con pecorino, mostarda di mele, uova di trota, gambero rosso e pepe di Timut. E se duetto deve essere loro saranno i Toto Cutugno e Ray Charles di Sanremo 1990.
● Ittiturismo Patrizia: qui non ci sono basi registrate, è tutto live. La motobarca di famiglia porta il pesce a riva e lo chef lo serve senza strafare. Il brandacujun alla sanremese e i tagliolini ai gamberi di Sanremo qui parlano la lingua del mare più autentico. Freddy Mercury nel 1984, senza playback come avrebbe voluto.
● Rooftop Garden - Hotel Europa: per chi vuole dominare la città dall'alto come dal balconcino dell'Ariston. Un ambiente di design dove spicca il risotto alla robiola di Roccaverano con gamberi rossi di Sanremo e tartufo e la frittura di calamaretti spillo, cacio & pepe, lime. Raffinato come Patty Pravo che canta Vasco Rossi nel 1997.
Le "Nuove Proposte" e le performance rock
Per chi cerca movimento, volume alto o semplicemente una sosta meno formale tra una serata e l'altra.
● Victory Morgana Bay: il locale che non dorme mai. Dal sushi alle ostriche fino a qualche piatto iconico come i rigatoni Cocco con calamaretti e lemongrass, è il posto ideale per il "Dopo Festival" tra musica e atmosfera glam. Se fosse un momento, uno solo: la spallina di Patsy Kensit, nel 1987. (E per chi l’ha dimenticato, c’è sempre il video su RaiPlay)
● Osteria del Marinaio: La sostanza è nel piatto. Nonostante il servizio possa essere un po' frenetico (come il backstage durante i cambi palco), i loro gamberi rossi alla catalana valgono l'attesa così come il pacchero con bottarga e vongole o il pescato del giorno in ogni possibile fattura. Insomma comunque vada sarà un successo, come un Sanremo condotto da Baudo.
● Flipper: un locale festoso in pieno centro. Se volete sentirvi parte del circo mediatico, sedetevi nel dehors e ordinate un plateau royal di crostacei, spiedini di polpo e gamberi o la grigliata di pesce. Se è pieno, c'è sempre il gemello Il Molo. Una sicurezza un po’ come un brano di Cocciante.
● Mare Blu: La formula che mette d'accordo tutti, dalla pizza all'aragosta. Provate gli gnocchi con trombette e gamberi, un classico del territorio eseguito con affidabilità, o scampi e gamberi cucinati alla Tano. Nazional-popolare più della Carrà che insegue Eminem a Sanremo 2001.
Fuori Gara: botteghe e produttori (Il "Backstage" del nostro festival)
Perché un grande Festival ha bisogno di grandi autori dietro le quinte.
● Le Dolcezze di Billy: l’idea più geniale del Festival? Mangiare i fiori invece di riceverli e basta. Gianluigi Roverio trasforma violette, mimose e gelsomini in gelatine morbide e spalmabili. Da provare sui formaggi o con il tè. È il nostro Occidentali’s Karma, genio allo stato puro.
● Calvini: se il Festival fosse un vino, sarebbe il loro Vermentino “Gold Label”, complesso e strutturato, o il raro Moscatello di Taggia, un recupero storico che merita la vittoria. Eleganza d’antàn come un’esibizione di Lucio Dalla (fate voi, sono tutte perfette).
● Nevio Balbis: sulle colline imperiesi la pecora Brigasca è la vera star. Balbis produce la Sora e il Brus, formaggi dal gusto deciso per chi non ama le melodie troppo dolci. In pratica Elio e Rocco Tanica vestiti da Rockets nel 1996.
● Birrificio Nadir: per chi vuole rinfrescarsi tra una canzone e l'altra, la birra Montefollia è amaricata con foglie d’olivo della Valle Argentina. Decisamente rock, un Francesco Renga ai tempi dei Timoria.
Soste Veloci e "Street Food" d'Autore
Per un break tra un autografo e un selfie:
● Il Fornaio e La Tavernetta: qui si va sul sicuro con la sardenaira (pomodoro, acciughe, olive e aglio) e la farinata. È lo street food locale che non passa mai di moda come la sigla del Festival.
● Gelateria Matuzia: famosa per la panna semifredda, è la tappa obbligatoria per chi è disposto a fare un po' di coda pur di avere un gusto indimenticabile come Benigni che strizza i gioielli a Baudo nel 2002.
● Sapori in Musica: un nome, un programma. Lorenzo e Laura vendono salumi, tartufi e formaggi della tradizione in un ambiente che è un omaggio continuo alla città. Il Sentimento della Piccola Orchestra Avion Travel nel 2000.
Che la sigla abbia inizio, e buon appetito!
Foto d'apertura generata con AI
