Alto e Basso Monferrato, Terre Rosse e Terre Bianche: una breve guida per conoscere la geografia della Barbera

“Il vino è il canto della terra verso il cielo” diceva Luigi Veronelli in una delle sue frasi più famose. Prima del fondamentale lavoro dell'uomo nel processo che porta dal chicco d'uva al vino, c'è la terra: la geografia, le caratteristiche del suolo, le condizioni climatiche.
Il Monferrato, in questo, è un luogo ideale per la viticoltura. Un tempo era quasi interamente coperto di boschi: querce, olmi, carpini, aceri e castagni affollavano le pendici; pioppi, salici e ontani le valli. Lentamente, frutto di una trasformazione agraria incessante, la sua principale vocazione agricola è diventata quella vitivinicola: i vigneti ricoprono quasi interamente le sommità e le pendici delle colline, alternandosi comunque a piccoli boschi, in paesaggi di grande suggestione.

Si dice che esistano tre Monferrato in uno. E che ogni zona abbia la sua terra. È così, e allora per orientarsi e comprendere geografia e caratteristiche dei vini, vi proponiamo questa breve guida. Poi, non resta che mettersi in viaggio, o assaggiare una buona bottiglia di Barbera.

Alto Monferrato

È la zona a sud-est, in provincia di Alessandria: i rilievi sono piuttosto marcati (ecco perché si dice Alto Monferrato), e torri e castelli si trovano in quasi ogni borgo (non a caso il Monferrato è il territorio più castellato d'Italia). I centri principali sono le cittadine di Ovada e Acqui Terme. È la terra del Barbera del Monferrato e del Cortese.

Basso Monferrato

(o Monferrato Casalese)
Si stende a nord-est. Qui il paesaggio è segnato dalle basse colline degradanti fino al Po. La sua capitale è la storica città di Casale, ma non mancano borghi caratteristici come Rosignano e Vignale Monferrato (dove ha sede l'Enoteca Regionale del Monferrato). È terra di Barbera e Grignolino.

Monferrato Astigiano

Occupa quasi totalmente la provincia di Asti, a destra e a sinistra del fiume Tanaro. Qui, tra morbide colline, sorgono tanti borghi storici, come Costigliole, Nizza, Canelli, Cortanze, Cocconato e Montiglio. Al centro, la città che diede i natali ad Alfieri: Asti. Oltre a essere la zona della grande Barbera d'Asti, è anche quella dove nel secolo scorso è nato lo spumante italiano.

Terre bianche

Diffuse nel Canellese, Alto Monferrato e Casalese, sono caratterizzate da molto limo, argilla e sassi, e roccia a poca profondità. Sono i tipici terreni calcareo-marnosi, di colore bianco, grigio chiaro o beige, ricchi di carbonato di calcio. Da queste terre nascono vini corposi, ricchi di colore (nei rossi), talvolta con sentore di tufo, da invecchiamento. Nelle zone tufacee il sottosuolo è stato usato nei secoli per scavarvi cantine. Sono i caratteristici infernot: nicchie scavate nel tufo per conservare le bottiglie alla giusta temperatura naturale.

Terre rosse

Diffuse soprattutto in alcune aree nell'Alto Monferrato, sono più profonde e ricche, oltreché di argilla e limo, di ossidi di ferro e magnesio, e meno alcaline. In virtù delle elevate escursioni termiche, la vite vi dà ottimi risultati, soprattutto nei bianchi.

Sabbie astiane

Sono diffuse al centro del Monferrato Astigiano, a destra e sinistra del Tanaro, e producono ottimi vini rossi caratterizzati da bassa acidità e veloce maturazione. Su questi terreni, nelle annate molto siccitose la vite può subire problemi di stress idrico, poiché la maggior percentuale di sabbia non consente al terreno di trattenere sufficientemente l’acqua. 

Terre grasse

Sono i terreni di fondovalle, ricchi di depositi alluvionali, sostanze organiche e sali minerali, dunque fertili e adatti alla coltivazione di cereali, foraggi e ortaggi pregiati. Non sono invece adatti alla vite per la troppa fertilità e la poca esposizione al sole.


Il mondo della Barbera è dunque un concentrato di versatilità, di prodotti diversi fra loro, ma uniti dalla caratteristica unica del vitigno: l’acidità, fonte di freschezza. Che rende la Barbera adatta anche d’estate. Perché no?

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