Al Riva trionfa la cucina locale con funghi, cassoeula e cotechino vaniglia

Sembra un set di un film, tanto è bello. La sala con il grande camino, il banco bar, il legno delle travi del soffitto e alle pareti, i tavoli a giusta distanza e ben apparecchiati, le stampe e gli specchi. E poi, sulla destra, defilata, l’altra saletta, quattro tavoli dove Lucio Battisti e Giulio Rapetti, in arte Mogol, nascosti dai vetri smerigliati, creavano, parole e musica di Acqua azzurra acqua chiara, La canzone del sole, Il mio canto libero...

L’insegna, all’esterno, ricorda che qui, i fuochi son accesi dal 1940. Settantacinque anni quest’anno, ma questo ristorante, tirato a lucido da una recente e sapiente ristrutturazione, è come se avesse aperto oggi. Riva a Molteno (via Roma, 31 – tel. 031850141) è uno di quei locali dove l’anima respira. La guerra mondiale, il dopoguerra e il boom, e poi si continua fino ai giorni nostri. Respiri la storia quando ti siedi a questi tavoli, dove la meraviglia sarà scoprire che i segreti di Angela Buzzi, prima patronne, vivono oggi, nei piatti che vi prepareranno e vi serviranno i suoi eredi.

È la cucina dell’amore quella che va in scena qui. Sapori e profumi son quelli di questa terra, laboriosa e dal cuore grande. Due buone ragioni per venire qui sono risotto ai funghi e cassoeula. Considerate la stagione, e se ci sono, non fateveli scappare. Son altri buoni motivi i salumi del sommo prosciuttificio Marco d’Oggiono e sottaceti della casa, e quel vaniglia (cotechino) di cui non vi accontenterete di una, due, tre fette… Fermatevi! Perché vi aspettano gli gnocchi di zucca o le tagliatelle ai porcini. Prima di andare “a vedere” le altre carte, con la cucina che calerà un formidabile poker di secondi. Arrosto di punta, faraona, capretto e stracotto con la polenta. Una fetta di torta fatta in casa o un tiramisù, i titoli di coda del film di cui sarete stati protagonisti. Il titolo? Emozioni!