Dai fermentati d'autore alla salumeria ittica: come la bottega sotto casa è diventata il nuovo tempio dei foodie
Dici "drogheria" e la mente viaggia subito tra sacchi di iuta pieni di lenticchie, scaffali in legno scuro e quell'inconfondibile profumo misto di caffè tostato, spezie e sapone di Marsiglia. Un'immagine romantica, certo, ma che nel 2026 ha fatto un definitivo salto nel futuro.
Il negozio di vicinato non è morto sotto i colpi della grande distribuzione, seppur questa unita all’e-commerce ha fatto scendere diverse serrande. Ora la drogheria si evolve, diventando un tempio degli esploratori del gusto, dove una selezione chirurgica spesso svolta una cena o una occasione, ma invita anche, dove possibile e sempre più diffusamente, a consumare sul posto. Il trend è chiaro, il bancone ora fa la differenza.
1. Il Comfort Food Evoluto (o la Nonna-stalgia)
Si torna ai grassi veri, quelli ancestrali, e tra i più cercati, c’è il Beef Tallow, ovvero il grasso bovino fuso, filtrato e chiarificato nella sua versione montata o infuso con erbe aromatiche (e pensare che fino agli Anni 90 era il segreto delle patatine fritte del McDonald’s). Cicerchie, fagioli del purgatorio, lenticchie nere e grani antichi non sono più cibo povero, ma ingredienti per una dieta varia. Anche sottoli e sottaceti non sono più semplici contorni, con giardiniere croccanti in agrodolce in barattoli curatissimi, quasi di design.
2. L'era della Fermentazione e dell’Umami
È la caccia a contrasti audaci, acidità vibranti e a quell'intensità profonda che solo la natura e il tempo sanno creare. Si passa dai mieli fermentati (con l'aggiunta di ingredienti freschi come aglio, peperoncino o zenzero) perfetti per formaggi o pizze gourmet, ai formaggi a latte crudo prodotti con fermenti selvaggi locali. Spopolano i garum, a base vegetale o di pesce, vere e proprie bombe di umami, e le microseasoning, oli e sali aromatizzati con erbe spontanee e germogli che seguono le micro stagioni. Richiesta forte per il fricy, il condimento che unisce note molto fruttate a sfumature piccanti.
3. La Snackification e i formati Mini
Abitudini fluide e un pasto meno strutturato e più vario, ma di alta qualità. E così nel bancone ecco la salumeria ittica, con bresaola di tonno, mortadella di polpo, "nduja di pesce”, nati per per valorizzare tutto il pescato in ottica zero-waste, perfetti da consumare a fette sottili.
E poi i portion me, dolci mini, micro porzioni di formaggi di alpeggio estremi ma tutto estremamente gratificante (e senza sprechi).
Sicuramente conoscete tante realtà come queste, ma in caso contrario, Golosario alla mano alla scoperta delle drogherie d’Italia.
