Camilla Rossi Chauvenet trasforma la tenuta di Mezzane in un regno di accoglienza e vini irriverenti capaci di rompere gli schemi classici

Immersa nel paesaggio di Mezzane, l'Altra Valpolicella, la realtà di Massimago rappresenta il coronamento della visione di Camilla Rossi Chauvenet, che dal 2012 ha trasformato i vigneti di famiglia in un progetto organico dove l’ospitalità di alto livello incontra una produzione vinicola audace. Con dodici ettari vitati e un innovativo fruttaio di ispirazione giapponese, l'azienda si distingue per un approccio comunicativo unico che mette al centro il consumatore, utilizzando etichette pop e irriverenti per riportare il vino alla sua dimensione conviviale e di dialogo.

La degustazione fatta da Paolo Massobrio inizia con lo Zurlie, un corvina rifermentato in bottiglia dal colore dorato velato e dal sorso decisamente speziato e fresco, seguito dal Verona garganega Duchessa Allegra 2025, un bianco ampio e rotondo con note di albicocca e sentori fumé.

Il percorso tra i rossi svela il Valpolicella Duca Fedele 2024, caratterizzato da una spiccata verticalità e chiusura sapida, e il Valpolicella Ripasso Marchesa MariaBella 2023, che Massobrio descrive così: “ha colore rubino trasparente. Il naso è giustamente più concentrato, profondo e senti la recia fresca. È forse il vino che più mi è rimasto impresso per linearità, equilibrio, succulenza, freschezza. È il primo Ripasso che mi conquista interamente: pregnante, sapido, asciutto”.

Salendo di intensità si incontra il Valpolicella Superiore Profanaso 2021, un vino di estrema finezza che evolve da note balsamiche di canfora a toni di cioccolato, per poi giungere alla verticale di Amarone della Valpolicella Gastone. Se l'annata 2020 si presenta masticabile e rotonda con finale amaricante, la 2021 brilla per acidità e tannini integrati, mentre la 2019 esprime un'intensità esplosiva e distesa.

La massima espressione si tocca con l'Amarone della Valpolicella 2018, opulento e balsamico, e con l'Amarone Terrazze 2018, figlio di micro vigneti su roccia calcarea che ne definiscono il profilo asciutto e floreale.

La chiusura è affidata al Magò, un brut da uve corvina veronese teso e rosato, e al passito di aleatico Picciomoro di Masseria Cuturi, che suggella l'esperienza con una persistenza speziata e verticale.

Massimago

via Giare, 11

Mezzane di Sotto (Vr)

Tel. 3426604566

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