Dalle colline affacciate sull'Adriatico ai rilievi umbri, fino ai suoli vulcanici dei Castelli Romani a conoscere un enoturismo sempre più strutturato

Le regioni del Centro Italia sono un mosaico di territori profondamente diversi, accomunati da una straordinaria ricchezza paesaggistica e da una tradizione vitivinicola che negli ultimi decenni ha conosciuto un'importante crescita qualitativa. È un'evoluzione che abbiamo seguito con particolare interesse, raccontando negli anni la maturazione di denominazioni che oggi rappresentano autentici punti di riferimento dell'enologia italiana. I vini che oggi identificano queste terre sono passati dai nostri assaggi e hanno regolarmente trovato posto tra i nostri Top Hundred, a testimonianza di un percorso costruito con coerenza, ricerca e forte identità territoriale.
Dalle colline affacciate sull'Adriatico ai rilievi umbri, fino ai suoli vulcanici dei Castelli Romani, il filo conduttore è un enoturismo sempre più maturo, capace di unire cultura, paesaggio, ospitalità e grandi vini.

Marche, tra il Mare Adriatico e i Monti Sibillini

Le Marche sono una regione sorprendente, dove in meno di un'ora si passa dalle spiagge dell'Adriatico alle cime dei Monti Sibillini. Colline morbide, borghi medievali, abbazie e città d'arte disegnano un paesaggio agricolo tra i meglio conservati d'Italia, nel quale vitigni autoctoni come pecorino, passerina, verdicchio e lacrima convivono con interpretazioni moderne e una crescente vocazione all'accoglienza.
In questo scenario, a Montegiorgio, nel Fermano, si inserisce Officina del Sole (www.officinadelsole.it), monumentale progetto nato dalla visione della famiglia Beleggia, che ha trasformato un antico podere in un raffinato wine resort immerso in 50 ettari di natura, dei quali 20 vitati.
OFFICINA SOLE_veduta.jpgLa produzione valorizza sia le varietà marchigiane sia vitigni internazionali, dando vita a una gamma ampia che comprende il Marche Rosso "Tignium", il Marche Passerina Sauvignon "Leiè", il Syrah "Rosso Frutto", il Metodo Classico "Trecentosessanta" (blend in parti uguali di passerina, verdicchio e chardonnay, proposto anche in versione rosè metodo Charmat) e soprattutto il Falerio Pecorino "Franco Franco", in particolare quello dell’annata 2018, nostro Top Hundred nel 2021.
OFFICINA SOLE-camera.jpgL'ospitalità è uno dei punti di forza della struttura: 47 camere, distribuite tra Borghetto (16), Casa Padronale (10) e Casa Colonica (21), una spa di oltre 1.000 metri quadrati con sauna panoramica e piscina infinity, un parco acquatico, 3 campi da padel, 6 chilometri di sentieri, oltre a picnic in vigna, aperitivi panoramici, degustazioni, matrimoni ed eventi privati.
Il ristorante interno e il wine shop esperienziale completano una proposta che unisce benessere, sport e cultura del vino.
OFFICINA SOLEPiscina.jpg

Le terre del Verdicchio

Tra Jesi, Cupramontana e le colline dell'Anconetano si estende uno dei territori simbolo del vino bianco italiano. Qui il verdicchio trova condizioni ideali grazie ai suoli argilloso-calcarei, alle brezze provenienti dall'Adriatico e alle escursioni termiche che garantiscono vini di grande longevità. Borghi storici, castelli e abbazie raccontano una terra dove il vino accompagna la vita quotidiana da secoli.
Tra le aziende che meglio rappresentano questa identità c'è Santa Barbara (www.vinisantabarbara.it). Stefano Antonucci ha costruito a Barbara, in provinci di Ancona, una delle cantine più apprezzate delle Marche, ospitata all'interno di un antico monastero dove la temperatura costante favorisce il perfetto affinamento dei vini. I 45 ettari di vigneto si distribuiscono in sei comuni della provincia di Ancona e danno origine a una produzione che spazia dal Verdicchio al Pecorino fino ai grandi rossi marchigiani.
santa barbara-vigneto.jpgIl Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore "Stefano Antonucci" 2012 (Top Hundred nel 2015), mentre l'Offida Pecorino 2022 è stato nostro Top Hundred Storico nel 2024. Completano la gamma etichette di Verdicchio come "Le Vaglie", "Back to Basics", anche in versione Riserva "Tardivo ma non tardo", il passito "Lina", ma c’è posto anche per i rossi come il Marche Rosso "Mossone" (da uve merolt), il Rosso Piceno "Il Maschio da Monte".
Santa Barbara-bottiglia.jpgLe visite accompagnano gli ospiti tra vigneti, cantina, barricaia e sala degustazione ricavata nel monastero, con la possibilità di esplorare anche i percorsi ciclabili che attraversano i filari.
santa barbara-tavolo.jpg

Montefalco, la terra del Sagrantino

Nel cuore dell'Umbria, Montefalco domina dall'alto un paesaggio di vigneti, oliveti e borghi medievali che le hanno fatto guadagnare il soprannome di "Ringhiera dell'Umbria". Qui nasce il sagrantino, uno dei vitigni più identitari del panorama italiano, capace di coniugare struttura, longevità ed eleganza.
È proprio a Montefalco che la famiglia Cecchi ha scelto di investire con Tenuta Alzatura (www.tenuta-alzatura.it).
alzatura_vigneti drone.jpgNata negli anni Novanta come naturale ampliamento dell'esperienza maturata nel Chianti Classico, la tenuta comprende oggi 30 ettari di vigneto, interamente certificati biologici dalla vendemmia 2021, distribuiti tra i vigneti di San Marco, Alzatura e Monterone. Il protagonista assoluto è il Montefalco Sagrantino, affiancato dal Montefalco Rosso e dai bianchi "Aria di Casa" e "Cortili".
alzatura_vendemmia.jpgLe visite guidate accompagnano gli ospiti tra i vigneti e gli ambienti di produzione, con degustazioni che possono essere abbinate al pranzo, offrendo un'esperienza completa dedicata alla conoscenza del territorio e del suo vitigno simbolo.
alzatura_degustazione.jpg

L'altra Umbria, sulle colline di Torgiano

L'Umbria non è soltanto Montefalco e Orvieto. Attorno a Torgiano, tra Perugia e Assisi si sviluppa uno dei territori che hanno contribuito a definire la moderna enologia regionale. Colline dolci, oliveti, vigneti e piccoli borghi disegnano un paesaggio rurale ancora autentico, ricco di testimonianze storiche e artistiche.
Qui sorge Lungarotti, una delle aziende simbolo del vino italiano. I suoi 190 ettari di vigneto, distribuiti tra Torgiano e Montefalco, sono coltivati nel rispetto della biodiversità e della sostenibilità. Il vino che ha segnato la storia della cantina è il Torgiano Rosso Riserva Rubesco Riserva Vigna Monticchio (da uve sangiovese, canaiolo), che abbiamo premiato Top Hundred nel 2004 con la vendemmia 2000, accanto a etichette come Montefalco Sagrantino, il Torgiano Bianco "Torre di Giano 62" (grechetto e trebbiano), il Rosso di Torgiano "Rubesco 62" (sangiovese in purezza), l'Umbria Rosso "San Giorgio" (sangiovese, cabernet sauvignon) e l'Umbria Rosso Igt "L'Um" (sangiovese e merlot).
LUNGAROTTItorchio copia.jpgSul fronte dei bianchi, la produzione comprende lo Chardonnay di Torgiano "Aurente", il Bianco di Torgiano "Torre di Giano Vigna il Pino" (vermentino, grechetto, trebbiano) e l'Umbria Bianco "L'Um" (vermentino, chardonnay). Completano la gamma il Montefalco Rosso Doc (sangiovese, sagrantino, merlot), il Metodo Classico Lungarotti Brut, lo Spumante Extra Brut Metodo Classico Millesimato 60 mesi, il Montefalco Sagrantino Passito e il Torgiano Vin Santo Doc.
LUNGAROTTIMUVIT Museo del Vino.jpgL'enoturismo qui assume una dimensione culturale unica grazie al Museo del Vino, definito dal New York Times "il migliore d'Italia", e al Museo dell'Olivo e dell'Olio, entrambi voluti da Giorgio e Maria Grazia Lungarotti. Il soggiorno è possibile presso l'Agriturismo Poggio alle Vigne, che dispone di 10 appartamenti e di un romantico nido per due persone, mentre degustazioni e cucina tradizionale trovano spazio rispettivamente nell'Enoteca della Cantina e nell'Osteria del Museo.
LUNGAROTTI-piscina.jpg

Lazio, tra i vulcani dei Castelli Romani

Le colline dei Castelli Romani rappresentano uno dei paesaggi più caratteristici del Lazio. Modellate dall'antica attività vulcanica dei Colli Albani, custodiscono terreni ricchi di minerali che da secoli favoriscono una viticoltura di qualità. Borghi storici, ville papali, laghi vulcanici e boschi rendono quest'area una delle destinazioni più affascinanti alle porte di Roma.
Questa è la cornice che ospita CantinAmena (www.cantinamena.com), azienda di Lanuvio appartenente alla famiglia Mingotti che ha costruito il proprio progetto sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni e sulla sostenibilità ambientale. Malvasia puntinata, bellone e cesanese dialogano con alcune varietà internazionali in una produzione che interpreta con precisione il carattere dei suoli vulcanici.
cantinamena_edificio.jpgIl vino simbolo è il Lazio Malvasia Puntinata "Divitia" 2023, che abbiamo premiato Top Hundred nel 2025, grazie alla sua raffinata impronta minerale e balsamica. Completano la gamma il Lazio Rosso "Patientia" e il curioso Lazio Bianco "Trebbia?No".
cantinamena_vigneto.jpgLe visite sono dedicate alla scoperta del territorio e delle sue peculiarità geologiche, attraverso degustazioni guidate che approfondiscono il rapporto tra il vino e i terreni vulcanici. La struttura ospita inoltre eventi e matrimoni, confermandosi un punto di riferimento per l'enoturismo dei Castelli Romani.
cantinamena_panorama.jpg

ILGOLOSARIO WINE TOUR 2026

DI MASSOBRIO e GATTI

Guida all'enoturismo italiano

ilGolosario 2026

DI PAOLO MASSOBRIO

Guida alle cose buone d'Italia