Sulle coste laziali di Anzio, Luigi Crescenzi, anima dell'azienda Manaide, è un moderno custode della pesca sostenibile e di sapori che rischiano di scomparire. La sua filosofia si traduce in un lavoro artigianale meticoloso, che parte dal rispetto del mare e arriva a prodotti ittici di rara eccellenza, destinati a palati consapevoli. Il nome stesso, Manaide, evoca l'antica rete omonima, dalle maglie selettive, pensata per catturare solo le alici più grandi, che dissanguano direttamente in acqua facilitando la successiva salagione. Crescenzi acquista il pescato da quei pochi pescatori che hanno abbracciato la sua etica di sostenibilità, lo trasforma con gesti antichi e lo distribuisce. Il pesce azzurro, protagonista indiscusso, viene lavorato e conservato in botti di rovere con sale integrale e pregiato olio extravergine d’oliva. Ogni lotto, che richiede due giorni interi di paziente lavorazione, non supera mai i 100 barattoli, proposti in formati da 200 a 280 grammi. Tra le specialità che raccontano il territorio ci sono l'alalunga alla griglia in olio extravergine biologico, le saporite alacce alla pescatora, i delicati sughetti di triglie o di telline, il polpo verace e il moscardino al naturale, la lampuga al limone, il pesce spada in guazzetto arricchito dal finocchietto selvatico di Ventotene, l'alletterato sott’olio e gli sconcigli. Fiore all'occhiello sono le alici, da cui si ricava anche una colatura raffinata e armoniosa, un vero elisir del mare ottenuto dopo una lenta maturazione di tre anni in piccole botticelle di rovere, per una produzione esclusiva di appena 10 litri l’anno.
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