Dai giovani Michele e Lorenzo Fontana, vini di classe e personalità con tre Barolo, Fontanin, Villero e Bussia, che sono un vero tris d’assi!

Quando si degusta un Barolo è sempre un’emozione. Che il Barolo sia il Re dei vini non è il claim di un geniale pubblicitario. È la verità. I primi a saperlo, anche se gli ultimi ad ammetterlo, sono i cugini d’Oltralpe, che di vini rossi di eccellenza se ne intendono. Sanno bene i francesi, che il loro orgoglio, il Pinot nero di Borgogna, non ha avversari fino a quando va alla sfida del bicchiere con un Nebbiolo del Piemonte, lì la partita finisce come il 9 luglio 2006 all'Olympiastadion di Berlino, la vittoria è italiana.
fontana-paese.jpgDa una bellissima degustazione di questi giorni, l’ennesima, sontuosa, conferma, della grandezza barolesca. A lasciarci sbacaliti, due giovani, le cui interpretazioni del sommo rosso piemontese, sono da veri artisti della vigna. Sono i fratelli Michele e Lorenzo Fontana, da cinque anni al fianco di mamma Livia nella storica azienda famigliare.
fontana-tutti_vini.jpgNonostante la difficoltà di risalire alle origini, grazie al ritrovamento di un atto notarile, è stato scoperto che la famiglia Fontana era presente nel centro di Castiglione Falletto già nel 1450, e che ai tempi era proprietaria di un vigneto in Monprivato, poi, purtroppo, sequestrato in epoca napoleonica. La Cantina, invece, è del 1820, quando il più giovane dei fratelli Fontana ha comprato e si è trasferito nella Cascina che prende il nome di Fontanin, creando la sua azienda agricola, coltivando uva, grano e nocciole e allevando mucche e galline. Le prime bottiglie sono del nonno di Livia, Saverio. Mentre sarà solo con papà Ettore che l’azienda diventerà ufficialmente vitivinicola, quando, espiantate tutte le colture, dal 1992 saranno sostituite dalle viti, prima, di Mariondino, e 2 anni dopo di Villero, andandosi ad affiancare allo storico Cru Bussia. Ettore è un talento commerciale fuori dal comune, e l’azienda cresce. Lungimirante, sebbene in quegli anni produrre vino fosse considerato lavoro da uomini, lascia spazio a Livia, la figlia, che nel 1995, dopo anni di esperienza lontana da casa, decide di tornare, avendo grande libertà d’iniziativa, sia in vigna sia in cantina. Nel 1997, inizia una collaborazione con l’enologo Donato Lanati. Nel 2008, alla scomparsa di papà Ettore al suo fianco entra in azienda il figlio maggiore Michele, diplomatosi alla scuola enologica di Alba. Ha le idee chiare. Il suo obbiettivo riuscir a mettere il territorio nel bicchiere. É l’inizio di un cammino che porterà ad avviare, nel 2012, un percorso di recupero studiando il terreno, il suo patrimonio biologico e la vigna secondo un sistema parcellare. Da allora, sono banditi diserbanti e concimi chimici, e la scelta è quella di produrre i vini con il minor impatto tecnico/agronomico possibile per ottenere un prodotto che rappresenti proprio il territorio, affinché in qualunque posto al mondo venga bevuto si possa riconoscerne la provenienza.
Oggi, Michele, la mamma e il fratello Lorenzo, con orgoglio possono dire che “i nostri vini iniziano realmente a rappresentarci e la reazione del mercato stesso ne è la dimostrazione”, un’affermazione supportata dal successo che la cantina sta avendo nei paesi del Nord Europa quali Belgio, Danimarca, Olanda, poi nella Svizzera tedesca e oltre Oceano, negli Stati Uniti.
fontana-botti.jpgPer quanto ci riguarda, detto che i Fontana hanno anche un tris di vini meno famosi, ma a dir poco spiazzanti, di grande classe. Assaggiate il Roero Arneis Docg 2020. Prodotto a Priocca e Castagnito, a un’altitudine 250-350 m. s.l.m.da un terreno di circa 2 ettari, e affinato in vasche di acciaio, nel bicchiere ha colore giallo paglierino con riflessi verdi smeraldo, naso elegante, fresco e floreale, cui seguono profumi di pesca, albicocca e mela mentre in bocca ha gusto secco, delicato, piacevole sapidità.
fontana-roero_arneis.jpgLa superba Barbera d’Alba Doc Superiore 2018. Da 4 ettari di vigneti di Castiglione Falletto, a un’altitudine 300-350 m. s.l.m. Affinata 29 mesi in botti di rovere tradizionali e in bottiglia, ha intenso colore rosso rubino cardinalizio, naso generoso con sentori di ciliegia, frutti di bosco, e in particolare fragoline di bosco e ribes, sorso caldo , di notevole struttura, con un finale di lunga persistenza. Un capolavoro.
fontana-barbera_alba.jpgE un Langhe Doc Nebbiolo 2018 di cui ci si innamora. Da 3 ettari di nebbiolo da Barolo di vigne di Castiglione Falletto, altitudine 300-350 m. s.l.m. Affinato 18 mesi in botti di rovere tradizionali, si presenta di colore rubino con riflessi granati, profumo delicato di viola e ciliegia, tipici del Nebbiolo, sorso armonico ed elegante, con tannini molto fini e buona persistenza. È un giovane Barolo!
fontana-nebbiolo.jpgIl vero tris d’assi, che fa intravedere un grandissimo futuro per questa cantina sono i tre Barolo. È stato vero coup de coeur il Barolo Docg Fontanin 2017. Da vigneti di 2 ettari a Castiglione Falletto, ad altitudine di 300-350 m. s.l.m. Affinato almeno 40 mesi, prima in botti di rovere tradizionali e dopo in bottiglia nella cantina con temperatura controllata. Alla vista colpisce subito per il suo colore rosso rubino luminoso, con riflessi granati. Al naso è intenso, elegantissimo con sentori floreali, di spezie e frutti rossi, e ancora di liquirizia e cacao. Pieno ed elegante al palato ha tannini ben integrato, grande intensità e persistenza. Avete presente “di viola e liquirizia”? Amore a prima vista!
fontana-barolo_fontanin.jpgHa la nobiltà dei grandi, il Barolo Docg Villero 2017, che nasce a Castiglione Falletto dal vigneto Villero, di circa 1 ettaro, con esposizione Sud-Ovest, 300-350 m. s.l.m. Affinato almeno 40 mesi, prima in botti di rovere tradizionali e dopo in bottiglia. In degustazione con il suo colore rosso rubino con riflessi aranciati, i suoi profumi di frutta rossa, spezie, quelle sue note minerali e di sottobosco caratteristiche, il suo proporsi al palato con grande intesità e buona dolcezza tannica, è Barolo che vi farà dire “chapeau”!
fontana-barolo_villero.jpgUltimo, ma non ultimo, il Barolo Docg Riserva Bussia, che nasce a Monforte d’Alba, da circa mezzo ettaro di vigneto Bussia che ha esposizione Sud- Ovest, ed è a 300 m. s.l.m.  Affinato almeno 60 mesi. Nella versione Riserva 2015, già nostro miglior assaggio alle recenti Anteprime di Nebbiolo Prima svoltesi ad Alba. Nel bicchiere ha colore rosso granato, il profumo  è intenso ed equilibrato, con note fruttate e di spezie, mentre in bocca è pieno, di grande struttura, ma con sorso setoso, vellutato. Un Barolo classico con un finale molto elegante e persistente.
La storia continua! Di questa cantina si sentirà parlare! 
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