In giro per l'Italia tra tradizione, creatività e grandi piatti: tutte le tappe della nostra estate di assaggi verso la nuova edizione della guida
Il lavoro per la prossima edizione de IlGolosario Ristoranti impazza e i nostri collaboratori sono al lavoro su e giù per l’Italia. E anche noi non ci stiamo facendo mancare visite entusiasmanti dalla Calabria al Friuli.
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CORONA REALE Moncalvo (At)
La corona è ben solida qui al Corona Reale di Moncalvo dove tutto fila alla perfezione: nel servizio, nella cucina, nella proposta del menu e dei vini. Si sta bene anche nel dehors di fronte al locale che si dispone su due piani. Ora, non stiamo a citare tutti i piatti che vanno annoverati fra i classici perfetti (agnolotti in primis), ma puntare l’accento sul piatto con sei assaggi di antipasti tipici, che sono una goduria; sulla mia trippa alla parmigiana da fine del mondo, rossa, perfetta.
Ghiotto il maritozzo farcito di caponata, burrata e acciuga del Cantabrico, o il cannolo croccante con mousse al gorgonzola, coulis di fichi freschi e noci.
Fra i primi è difficile scegliere e i tagliolini sono quelli della tradizione ai 30 tuorli, con tartufo nero estivo o ragù di salsiccia. Ai secondi il carpione leggero di galletto, zucchine e uovo è un classico dell’estate, ma che dire della milanese di coscia farcita allo stecco? Oppure dello stinco di fassone cotto morbido all’Arneis su soffice di patate. Chiudete col loro bunet bianco e nero o la millefoglie di crema chantilly e caramello da scegliere fra 10 proposte oltre a gelati e sorbetti. Che bello! (Paolo Massobrio, provato il 1° luglio)
piazza cavour, 2 - tel. 0141917130
Pinocchio - BORGOMANERO (No)
La cena che abbiamo fatto al Pinocchio di Borgomanero quest’anno a mio avviso sancisce la piena maturità di Francesco Molaro, il nipote di Piero Bertinotti che sa interpretare la cucina del nonno, ma anche creare nuove suggestioni. E Paola, la mamma, è decisamente felice di questo momento di bella creatività che sta dando nuove motivazioni a tutti.
Cito alcuni dei piatti assaggiati che mi hanno molto colpito: “Il nostro salmone affumicato su legni resinosi, pane alle cinque spezie”; paté di coniglio, confettura di cipolle; lumache di bosco fritte, con bagnetto verde delicato e poi le “False lumache al burro verde”. Ottima e coerente con la manualità del nonno, il piatto simbolo: i batsoà, ovvero i nervetti impanati.
Curiosa e fresca la battuta di luccioperca del lago Maggiore, frutti rossi, aglio nero e polvere di capperi; quindi i calamaretti imbuttunati alle pesche bianche, finocchi e finocchietto. Sontuosa la scaloppa di fegato grasso di oca nello sciroppo di fiori di tarassaco raccolti nell’alpeggio di Otro Alagna; quindi il risotto aglio, olio e peperoncino - aglio orsino ossolano, aglione della Chiana, aria di peperoncino calabrese - e i plin di coregone ed erbe fini, fumetto al plancton, grattata di limone. Immancabili gli agnolotti del Presidente nel loro intingolo di cottura e il tapulone di asino secondo tradizione, spuma di patate della Valsesia al pepe bianco. In chiusura il classico zabajone al Marsala, gelato alla vaniglia, meringa col mitico Vermuth Super Sidere di Castello di Montecavallo.
E la prova del 9, dopo tutto questo ben di dio è stata al mattino presto: leggerezza! (Paolo Massobrio, provato il 10 luglio)
via matteotti, 147 - tel. 032282273
MAGNATUM LA DEGUSTERIA – LONGOBARDI (CS)
Appena sbarcati a Lamezia Terme, solo il tempo per porre le valigie nell’ottimo Hotel Gaudio e poi cena sulla terrazza che guarda il mare alla Degusteria Magnatum di Francesco Saliceti e Giovanna Martire.
Che ora ha una sala interna per lavorare tutto l’anno e quando il tempo lo permette, ma presto si dovrebbe concretizzare anche l’apertura di una pizzeria al taglio, il centro paese, con l’idea di valorizzare la parte storica. Il menu di Francesco è una delizia e segue una sequenza di piatti che esaltano i prodotti migliori del territorio, dai formaggi, agli olii, ai vini. Quest’anno ho notato una perfezione nella Cannaruta, che è l’insalata di pomodori cuori di bue di Belmonte con le olive schiacciate fatte in proprio, la cipolla rossa di Tropea e il pane croccante. Idem per l’attesa Frittata di Patate detta do oscuru, che è un piatto imperdibile. Poi vari assaggi, compresa la pasta Vicidomini in chiusura prima del dolce come signature di una scelta di qualità ispirata dal Golosario. Bravi! (Paolo Massobrio, provato il 13 luglio)
viale san francesco, 23 – tel. 098275201
PIZZERIA MODUGNO - San Salvatore Monferrato (Al)
Modugno di San Salvatore Monferrato sta in una viuzza del centro.
Fondata nel 1974 dai fratelli Antonio "Modugno" e Mario Avitabile — giunti in Monferrato da Agerola a fine anni '50 —, questa pizzeria fu la prima del circondario a proporre una ristorazione informale e popolare che conquistò subito i giovani dell'epoca. Oggi questa storia cinquantennale vive ancora nella "pizza dell'amicizia", simbolo del gemellaggio con il comune campano d'origine e prodotto inserito nel paniere della De.Co. di San Salvatore Monferrato. Il locale ha un dehors fuori e uno spazio all’interno con due sale. Ma voglio segnalare questa sosta perché la pizza che abbiamo assaggiato era veramente buona: una classica Margherita e la Nonno Mio con fiordilatte, acciughe, pomodori e tarallo e aggiunta di burrata, fragrante fino all’ultimo, cotta alla perfezione. Una sosta raccomandabile, per togliersi la soddisfazione. (Paolo Massobrio, provato il 23 luglio)
via Prelio, 3 - tel. 0131 233384 - 3472700585
RISTORO DEL PELLEGRINO - BORGHETTO VARA (SP)
È sempre bello tornare in questa trattoria che vi aspetta di fronte al bellissimo Santuario dedicato a Nostra Signora di Roverano, circondato da uliveti e castagneti. Lorenzo Gentile in cucina e la compagna Sara in sala, propongono una cucina di terra e di mare di sicura soddisfazione. Con i vini di una cantina ampia, con quasi 500 referenze, con molte etichette poco conosciute, e sapiente spazio al territorio.
Sarete felici con antipasto del pellegrino (di terra e di mare) o tartare di Fassona su salsa al Parmigiano e tartufo. Poi imperdibili i ravioli al ragù, ma non vi deluderanno anche gli spaghetti alla chitarra ai frutti di mare. Tra i secondi gamberoni gratinati con porri pomodorini o olive, fritto misto di mare o cima di faraona arrosto con fiori di zucca fritti e crema di patate. Torta rovesciata con pesche albicocche e amaretto con gelato alla panna sarà il dolce arrivederci! (Marco Gatti, provato il 12 luglio 2026)
c/o santuario Nostra Signora di Roverano via Roverano, 12 - tel. 0187893651
LA TAVERNA DEI GOLOSI - BRUGNATO (SP)
È stata una sosta radiosissima quella che abbiamo fatto qui, dove anche la nostra ultima visita ha confermato che l’insegna è più che mai azzeccata, perché questa è tavola in grado di fare felici i palati più golosi, appunto. Il locale è vicino a Porta Soprana, uno dei due accessi (l’altro è Porta Sottana) al borgo medievale che è il cuore di Brugnato, e vi aspetta appena dopo l’oratorio di San Bernardo. L’ambiente è molto accogliente, con la sala interna con muri in pietra e pavimenti in cotto, e il gradevolissimo dehors. A farvi uscire con tanta voglia di tornare saranno tuttavia il servizio fatto con il sorriso e la cucina, ghiotta lettura delle ricette liguri di terra e di mare di questo territorio.
Per voi tartare di Fassona o baccalà mantecato al latte con pane carasau. Tra i primi, una golosità i ravioli di carne e borragine al ragù o le lasagnette al pesto con patate e fagiolini. Di secondo scottadito di agnello al rosmarino o baccalà alla taggiasca. Da applausi il finale, con semifreddo di crema pasticciera con pesche caramellate o crema di mascarpone con fragole. (Marco Gatti, provato il 21 luglio 2026)
via Borgo San Bernardo 16 - Tel. 0187895007
OSTERIA DEL BENEDET - DELEBIO (SO)
Vittorio Citrini è un grande del gusto italiano, e dopo aver lavorato in alcuni dei locali più importanti del mondo, tornato in Italia, da anni è guida sicura di questa tavola della nostra predilezione. È a Delebio, che è già provincia di Sondrio, ma è a due passi dal lago di Como, in posizione strategica per chi sale in montagna, in Valtellina.
Al piano terra c’è il wine bar, al piano superiore il ristorante. Nella bella sala con i tavoli ben distanziati e le grandi travi in legno del soffitto, cucina radiosa che si muove tra territorio e mare con tartare di tonno o strudel di verdure con fonduta al Bitto. Poi zuppetta di pesce o risotto alle alghe con polpa di riccio e crema di peperone brasato, o ancora gnocchi ai ceci, pesto di melanzane, piselli, angus marinato e Bitto 3 anni. Di secondo ombrina con fumetto alle arselle e crumble alle olive taggiasche o maialino da latte croccante con giardiniera di verdure. Tris di crème brûlé (vaniglia-liquirizia-mango) o bavarese all’ananas con fragole marinate alla menta a chiudere. Qui c’è una cantina formidabile costruita con passione da Patron Vittorio, in anni di degustazioni appassionate. (Marco Gatti, provato il 25 giugno 2026)
via Roma, 2 - tel. 0342696096
TUMELIN - LEVANTO (SP)
La targa con la Corona Radiosa de ilGolosarioRistoranti dice che Tumelin è una tavola ligure dove mare e piatti della tradizione hanno celebrazione a tutta gola. A occuparsi di voi la famiglia Motto, con il giovane e talentuoso Leonardo che dopo avere frequentato Alma e avere fatto gavetta da chef blasonati, bene ha fatto a ritenere che, forse, posto migliore dove esprimere il suo valore, fosse proprio qui, e ora nel ristorante di famiglia affianca papà Damiano ai fornelli, mentre mamma Romina, nonna Anna e Andrea, leader del team che segue la sala, assicurano un servizio col sorriso e impeccabile.
Con i vini di una bella cantina sarete felici con il formidabile antipasto di mare, con sequenza di assaggi sia freddi sia caldi (10 proposte), poi con pennette agli scampi o spaghetti alle vongole o ancora con il risotto Tumelin (con frutti di mare, calamari, seppie e gamberi). Quindi come secondo pesci di grossa pezzatura, al forno o alla ligure (con patate, pomodori, olive e pinoli). Torta di mele con uvette e pinoli con il gelato alla crema o sorbetti della casa l’arrivederci perché qui si torna e si ritorna! (Marco Gatti, provato il 6 luglio 2026)
Via Grillo, 32 - tel. 0187808379
LA DOLCENOTECA - LURAGO D’ERBA (CO)
Non è vanitoso, né, peggio, malato di protagonismo, e quindi non imperversa sui social né è come il prezzemolo in decine di eventi. Paolo Brunati è al suo ristorante (che trovate allo storico Crocino di Lurago d'Erba, celebre per Villa Sormani, sontuosa dimora del XVII secolo dai cui giardini si ammira un panorama unico sulla Brianza), perché è innamorato del suo lavoro, ovvero cucinare, e la sua gratificazione non è stare sotto i riflettori, ma la soddisfazione dei clienti. La verità è che lui è un grandissimo cuoco, e se volete mangiare davvero bene, questo è l’indirizzo giusto. L'ambiente è accogliente, con le salette curate e il grazioso dehors. Il servizio, curato da mamma Laura Masiero e dai suoi bravi collaboratori, è impeccabile.
Dei suoi piatti, geniali sintesi di creatività e tradizione, provate lo strepitoso uovo “Le Selvagge” cotto a 64° con pappa al pomodoro fonduta al cacio e pepe o il polpo arrosto con gazpacho al pomodoro , capperi, burrata olio al prezzemolo. Tra i primi da applausi il risotto al lambrusco, barbabietola, mirtilli con salsa all'uovo e zafferano, non da meno lo spaghettone con cipollotto e guanciale affumicato mantecati al pecorino. Poi, carne, con lo stinco d'agnello disossato alle erbe aromatiche con salsa all'aglio e patate novelle arrosto, pesce, con la spigola delle Canarie con caponata di verdure, salsa al pomodoro giallo e salmoriglio. Chiusura entusiasmante con aspic (meraviglioso! E chi lo fa più?) al moscato, frutti di bosco e sorbetto mirtillo e lampone o bonet all'Astigiana con crema vaniglia e gelato al caffe. Bella la cantina, con un buon numero di etichette che sono scoperte davvero sfiziose, dall’ottimo rapporto qualità/prezzo, frutto della passione di Brunati anche per il vino. La Dolcenoteca è una nostra grande Corona! (Marco Gatti, provato il 24 luglio 2026)
via Roma, 44 - Tel. 0312499913
ALTRI ASSAGGI
Sono poi tante le soste che stanno facendo i nostri collaboratori. In particolare GT è stato da Antonia Klugmann all’Argine di Vencò di Dolegna del Collio (Go) e, con l’assaggio della cicala di mare cruda (e non solo) ha confermato la nostra impressione di piena soddisfazione di un anno esatto fa.
Quindi Tagliavini al Dolada di Alpago (Bl) per assaggiare la versione di Carbonara di Riccardo, un ghiotto patè di beccaccia; di primo i tagliolini porcini e finferli, ricchi e succulenti, e i raviolini di lumache. Clamoroso il Cervo al camino e piccante alle erbe ovvero in salsa chimichurri. In chiusura il gelato alla melissa e crumble.
Sono le nostre corone, ma di altre vi racconteremo prestissimo.
