Rassegna stampa commentata da Paolo Massobrio

Il 1° gennaio non usciranno i giornali… e allora vi regaliamo un’edizione speciale della NOTIZIA DEL GIORNO, la cui ultima puntata è stata quella del 19 dicembre, mentre il 20 dicembre abbiamo pubblicato (vedi home page del sito) alcune notizie sul mondo del Golosario e di Golosaria. La nostra rassegna stampa riprenderà dunque il 7 gennaio per cui siamo a circa metà del nostro tempo di vacanze. Buona lettura!
auguri.jpgAuguri troppo in anticipo: non si fa. Così scrive il Corsera del 20 dicembre adducendo che appaiono più un adempimento che un segno di affetto. OK, ma forse gli auguri, a patto che non siano quelli seriali, impersonali e inutili inviati via mail, sono comunque il segno di qualcuno che ci ha presente. Che problema sono gli auguri in anticipo? Perché i messaggi concentrati il 24 dicembre o il 31 su WhatsApp, al netto di quelli di chi vuole distinguersi telefonandoti mentre stai facendo cose più giocose e interessanti che stare al telefono? Meno male che il titolo dell’articolo di Candida Morvillo era “Gli auguri, ma che stress” (già… come inventarsi un non problema).

Sal De Riso si confessa sul Corsera del 20 dicembre: “Bezos ha voluto una torta di 55 metri”. Ma De Riso, al netto di Bezos, si ricorderà ancora di quei due col papillon che nel 2002 lo scoprirono al Salone dei Sapori di Milano premiandolo con la sua torta ricotta e pere? Alla Prova del Cuoco lo ammise pubblicamente, mentre sul Corsera di 10 giorni fa ha dimenticato varie cose, compreso il nome di quel pasticciere di Concorezzo che gli ha insegnato l’arte del lievito madre. Achille Zoia per caso?

Alessandro Borghese dichiara alla Stampa del 21 dicembre: “Da vent’anni cuoco gentiluomo. Gli chef della Tv sono tutti miei figli”. L’improbabile dichiarazione era nel titolo dell’articolo (che è un invito per evitare di leggerlo). Ma cosa avrà mai pensato Vissani, il primo cuoco della tivù, davanti a questa exploit di vanagloria?
cenone.jpgVolano i numeri delle feste: a Natale 9,6 miliardi in regali, l’enogastronomia è prima (il Giornale del 21 dicembre); Natale 2025: cenoni record da 3,5 miliardi è il titolo di QN del 22 dicembre; Il cibo salutare vale oltre 5 miliardi, titola A&F di Repubblica; Agroalimentare il valore è pari al 15% del Pil e l’export verso gli States ha avuto una contrazione solo dell’1,2%. (sempre A&F del 22 dicembre); Natale, lo spreco di pranzi e cenoni: centomila tonnellate di cibo buttato, pari a 100 euro a famiglia (QN del 23 dicembre). Ma se un marziano leggesse questi numeri cose penserebbe? Se poi da un Telegiornale apprendesse pure che “20 milioni di italiani saranno in viaggio per le feste”, cioè 1 italiano su 3, il dubbio che siamo un paese che sta dando i numeri diventerebbe certezza.danimarca.jpgIn Danimarca Alt alle spedizioni di lettere e cartoline (Il Fatto Quotidiano del 24 dicembre). Business is Business scrive Massimo Fini nel suo articolo che stigmatizza una tendenza che presto potrà essere imitata da altri paesi. In Danimarca questo tipo di comunicazione era diminuito del 90%. È dunque la fine di un’epoca, come si disse quando sparirono le cabine del telefono, e forse un giorno potremmo dire quando le edicole non avranno più i quotidiani che vendono oggi. “Ci siamo creati un mondo disumano che chiamiamo progresso”, chiosa Massimo Fini. Come dargli torto se in questo modo sparisce anche la bella grafia (non a caso c’è una branca della scienza che si chiama grafologia), e quel gesto distintivo di attenzione all’altro (per tornare alla notizia di apertura sugli auguri) che è scrivere un indirizzo a mano, comprare un francobollo, appiccicarlo e poi scrivere un biglietto a mano, che ti aiuta a pensare. (P.S. a proposito di fine di un’epoca: a Milano dal 1° gennaio 2026, addio al biglietto del tram di carta, si viaggerà solo in digitale).
riciclo.jpgIl regalo riciclato: un italiano su due ne ha impacchettato uno ricevuto per sé e non gradito. Si stima che nel 2025 sono finiti sotto l’albero prodotti già usati per 3,7 miliardi di euro (La Stampa del 27 dicembre). Ma dai, ma come è stato possibile fare un calcolo in tempo reale così credibile da sembrare un riciclo? A pochi giorni da Natale – dice sempre l’articolo - il 20% dei cittadini ha già venduto almeno una sorpresa. Ma i regali non si aprono il 24 o il 25 dicembre? Ma di quale festa o stanno parlando questi statistici? Oppure un Grande fratello aiutato dall’IA con la complicità dei Babbi Natale, è entrato nelle case la sera del 24 e ha scoperto che gli stessi regali sono riapparsi il 25 mattina, per chi festeggia col pranzo anziché col cenone. E nelle statistiche fantasiose, i miliardi di euro anche stavolta volano.

Dio, patria e carbonara. Atreju rilancia il riconoscimento dell’Unesco e trasforma anche il mangiare e bere in qualcosa di destra (il Venerdì del 27 dicembre). Ma basta! Ma quanto è stucchevole questa polemica su quello che è di destra o di sinistra, che ha coinvolto persino il film di Checco Zalone dove, avendolo visto, non sono riuscito a capire cosa possa centrare la politica. Ma io mi domando: c’è stato un momento, non molti anni fa, in cui il distacco della politica dal sentire comune era diventato talmente palese che un comico è riuscito a conquistare il potere; adesso sono i giornali col corredo dei giornalisti che partecipano ai dibattiti televisivi urlati, a regalarci la noia assoluta su argomenti di interesse effimero. Eppoi è passato del tempo da quel 10 dicembre che ha visto il riconoscimento Unesco: possibile che dopo 17 giorni dobbiamo ancora leggere che adesso il cibo è di destra?

Invecchiare bene, segreti da “over 80”. Cibo, attività fisica, relazioni sociali e resilienza: così ci si mantiene con funzioni vitali e cognitive sopra la media (Corriere della Sera 27 dicembre). È un’analisi del Washington Post sugli stili di vita dei “super ager” che vivono sempre più a lungo anche grazie a un atteggiamento mentale positivo. Perché dunque abbruttirsi dividendo sempre e su tutto il mondo in due: fra buoni e cattivi o fra destra e sinistra?

Il Panettone identificato con Milano già da Gadda, che definì la città Panettonopoli; ai tempi del Manzoni il panatton (così dal vocabolario milanese-italiano del 1814) non era solo un dolce natalizio. E la seconda moglie dell’autore dei Promessi Sposi lo mangiava a colazione e annotò sul suo diario di essere “bene panatonata”. (Sette 27 dicembre). Dopo 212 anni però qualcosa si è capovolto se è vero che oggi sui giornali si parla di Sal De Riso che è di Minori (Sa) e alcuni fra i migliori panettoni d’Italia si trovano al Sud. Alcuni consigli? Calciano a Tricarico (MT), Rocco Scutellà a Delianuova (RC), Pepe Mastro Dolciere a Sant’Egidio del Monte Albino (SA) e ancora, in Molise, Gerri ad Agnone (IS). Oppure il mio panettone di questo Natale: Francesco Saliceti di Longobardi (CS), prodotto con la melanzana violetta candita e la tecnica di Mazzuca di Amantea.
vino.jpgArriva l’Ok al vino senza alcol. Firmato il decreto che regolamenta il settore (Repubblica e Corriere della Sera del 30 dicembre). Ora, secondo Lamberto Frescobaldi, i vini più adatti saranno i bianchi mossi, simili a spumanti e Prosecco. Ma siamo sicuri che ci sia un mercato che si accontenta di qualcosa di simile? Io la mano sul fuoco non ce la metterei.

Chiudiamo la nostra rassegna speciale con la lettura dei giornali di oggi, che non ci è parsa particolarmente brillante, anzi un po’ grigia per certi versi. La notizia più triste è forse l’ipotesi che la guerra in Ucraina possa protrarsi fino al 2029. Il resto è cronaca dei giorni nostri, fra scandali, finanziaria approvata e minacce di guerre in varie parti del mondo. E sul fronte enogastronomico, oggi stranamente appaiono pochi articoli della serie il Cenone di Capodanno o come si apparecchia la tavola (che il riciclo sia finito?). Tiene banco solo il panettone (anche se Natale è passato), con la proposta del Decalogo del panettone artigianale proposto dal mulino Agugiaro&Figna (Italia Oggi), mentre sul Corriere di Torino si tirano le somme sulle vendite di quest’anno per cui il costo del panettone ha avuto maggiori rincari nell’industria (+40%), rispetto alla pasticceria (+20%). @ Ma questa sera fate molta attenzione, perché un signore di 77 anni di Andria ha mangiato troppe lenticchie a Natale (ma non erano per Capodanno?) e poi, sforzandosi di vomitarle si è lacerato l’esofago. Morale: non esageriamo, perché nella giusta misura delle cose incontriamo il gusto. Buon Anno, restate con noi per tutto il 2026!

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