Oltre la crisi, vince la freschezza: l’energia di Langa (e non solo) che sfida il mercato
La nostra sesta degustazione dell’anno ci ha portato quella che si potrebbe chiamare “freschezza” perché l’abbiamo trovata un po’ in tutti i campioni: dalle Bollicine ai vini rossi. Che sia questo il mood del vino con cui le aziende intendono affrontare quella che sembra una crisi acclarata? Leggiamo, assaggiamo (noi lo abbiamo fatto per voi) e proviamo a tirare le somme.
CASCINA BOSCHETTO ALTA LANGA - Monesiglio (Cn)
E a proposito di “Freschezza” iniziamo proprio da un’Alta Langa prodotta a Monesiglio. Giovanni e Marco Magliano sono due giovani ingegneri che hanno scelto di investire nel loro territorio rilanciando una cascina storica tra Camerana e Monesiglio, nell'Alta Langa. I loro 11 ettari uniscono prato, bosco e vigneti (con impianti di pinot nero, riesling e dolcetto). Il progetto integra la produzione vitivinicola con un'ospitalità curata (un bed & breakfast con quattro camere e terrazza panoramica) e percorsi naturalistici per esplorare la valle.
Nel calice abbiamo apprezzato il Piemonte MC Blanc de Noirs Pas Dosè 2022, dal colore paglierino, bolla elegante e un naso erbaceo, intenso, arricchito da note floreali; in bocca è ricco, con una chiusura inizialmente amaricante che poi lascia spazio a una piacevole sapidità. Davvero interessante. Buona prova anche per il Piemonte Pinot Noir 2023, dal colore vivo che preannuncia un naso altrettanto vivo, con piccoli frutti che spiccano e una leggera nota verde; in bocca è abbastanza equilibrato, con un'acidità che può ancora smussarsi.
AZIENDA VITIVINICOLA CANTAMESSA - Costigliole d’Asti (At)
Questa 'azienda familiare ha origine nel 1870 e fin da allora è guidata dalla stessa famiglia. Oggi al timone c’è Aldo Cantamessa insieme al figlio Luca e alla moglie Giuliana. Nel 2017 la decisione di convertire l'intera produzione, dai vigneti alla cantina, seguendo i princìpi dell'agricoltura biologica.
Dalla degustazione emerge un ottimo Alta Langa Brut “Perseidi” 2021 che già champagneggia: color oro, naso finissimo con sentori di violetta, foglia bagnata, lievito e crosta di pane. In bocca è equilibrato, dotato di bella freschezza e di un'acidità lunga.
Piacevole e delicato il Piemonte Rosato Bio “Per Lei” 2025, frutto di uve chardonnay e pinot nero, si presenta di colore rosa tenue e naso floreale. In bocca chiude leggermente amaro. Tra i rossi c’è piaciuta fin da subito l’immediatezza della Barbera d’Asti “La Vocata” 2024 con il suo naso rustico e l’acidità cruda, diretta. Di altro tenore ma altrettanto interessante la Barbera d’Asti Superiore “Ciot” 2021 che mostra un naso profondo ed elegante, con ricordi di violetta e frutta matura che donano pienezza già all'olfatto; in bocca ha una bella rotondità e un finale leggermente amaricante che ne favorisce la beva, anche se “La Vocata” vince, in termini di preferenza. Molto fine il Monferrato Nebbiolo 2024: naso di buona intensità, decisamente floreale con note di viola, e un sorso fresco con un tannino già ben definito e integrato.
Chiusura in dolcezza con il Moscato d’Asti Bio 2025, paglierino tendente all'ambra, che regala profumi freschi di pasticceria, crostata, albicocca e purea di mela che si amplifica nel retrogusto.
CANTINA MARIO COSTA - Canale (Cn)
Sorpresa per questa cantina che ha rappresentato un tris di assaggi che hanno raggiunto il massimo dei voti. Nata nel 1952 con Giuseppe Costa, l'azienda è cresciuta grazie al figlio Mario e oggi è guidata dalla terza generazione, i fratelli Giuseppe e Luca (entrambi diplomati alla Scuola Enologica di Alba). I 20 ettari di vigneti si sviluppano tra Canale e Montà, puntando sui vitigni storici del territorio: arneis, barbera e nebbiolo, per un totale di circa 80/90 mila bottiglie. Subito ottima la prova per il Roero Arneis 2025, che sfodera un naso intenso di pesca bianca accompagnato da una speziatura elegante e leggera; il sorso è rotondo, consistente, vellutato, supportato da una bella sapidità e da una freschezza prolungata. Passando ai rossi, la Barbera d’Alba Superiore “S-ciass” 2022 si mostra molto consistente già nel colore; ha un naso fresco e invitante che ricorda il caffelatte, per rivelarsi in bocca piena, avvolgente e sugosa. Un bicchiere di rara coerenza naso-palato, che riceve i nostri ***** della perfezione e che è frutto anche delle vigne vecchie, che fanno sempre la differenza. Eccellente anche il Roero “Batistin” 2021, dal naso ampio di liquirizia, anice e chiodi di garofano, che al palato risulta pieno, ampio, pregnante e di grande equilibrio. Davvero bravi!!!
DOSIO - La Morra (Cn)
Fondata nel 1974 sulla collina di Serradenari (a 500 metri s.l.m., il punto più alto della denominazione Barolo), Dosio Vigneti vanta 11 ettari nei cru più prestigiosi delle Langhe. Dal 2010 la famiglia Lanci guida l'azienda con un forte impegno per la sostenibilità (certificata SQNPI). Un’offerta che si è ulteriormente arricchita dal 2023 con l’apertura del resort Antica Dimora Dosio.
In degustazione, spinti dalla curiosità dopo aver apprezzato il loro Barolo (che tornerà nelle semifinali dei Top Hundred 2026) abbiamo assaggiato la Barbera d’Alba “La Dimora” 2025. Ha un naso elegante di more e rosa, mentre in bocca il sorso è sottile e spicca l'acidità tipica del vitigno. Il Langhe Nebbiolo “Riva Bosco” 2024 si presenta con un colore più concentrato, un naso di media intensità e un sorso piacevolmente rotondo.
GIACOMO FENOCCHIO - Monforte d'Alba (Cn)
Fondata nel 1864, questa cantina oggi è magistralmente guidata da Claudio e Albino Fenocchio. La filosofia produttiva è legata a doppio filo alla grande tradizione di Langa, con lunghe macerazioni e l'uso di grandi botti. Le uve dei loro grandi rossi (sono anzitutto Barolisti) provengono dai cru come Bussia, Cannubi e Villero. Anche in questo caso abbiamo voluto assaggiare il resto della produzione dopo essere rimasti colpiti dai Barolo e anche in questo caso le sorprese non sono mancate. Sono grandi e lo dimostrano in ogni etichetta.
Ammaliante la Barbera d’Alba Superiore 2023: naso pieno e intenso, quasi balsamico tra note di incenso e after eight (cioccolato e menta); in bocca l'acidità è spiccata ma la trama è ampia, filigranosa, rendendola un vino estremamente goloso ("che si fa mangiare"). Sorprendente il Langhe Freisa 2022: color porpora consistente, in un bicchiere di rara intensità, sprigiona note di lampone disidratato e terriccio; in bocca è pieno, decisamente tannico e con una bella stoffa, un assaggio che rende giustizia alla grandezza del freisa. Un mito questo vino, che ha raggiunto la massima valutazione, così come il Nebbiolo 2024 che mostra un colore trasparente che vira all'aranciato, con un naso intenso di frutta fresca, leggermente balsamico e una lieve nota di cacao; in bocca è graffiante, croccante e fresco, regalando un retrogusto lungo dominato dalla liquirizia.
Che dire? Probabilmente, dopo le semifinali spiccherà uno dei loro Barolo, perché questa azienda entra già nelle finali dei Top Top Hundred, fosse solo col Freisa o con questo Nebbiolo che è Barolo travestito. Comunque siamo di fronte a una “Grande” (dal punto di vista qualitativo) cantina.
PALLADINO - Serralunga d'Alba (Cn)
Fondata da Piero Palladino nel 1974 e gestita per anni dal cugino Maurilio, oggi vede impegnati anche la nuova generazione con Veronica, Alessandro e Margherita. La produzione si concentra sulle denominazioni storiche piemontesi. Per noi salì sul palco dei Top Hundred nel 2017 con il Barolo “Parafada” 2013, ma quest’anno si impone con una batteria che abbiamo assaggiato con soddisfazione, al netto dei Barolo che vanno diretti in semifinale, al vaglio della commissione presieduta da Marco Gatti. La loro Barbera d’Alba Superiore “Bricco delle Olive” 2022 offre un naso caldo, di spezie e verdure cotte, rivelandosi in bocca piena e di buona rotondità. Interessante anche il Nebbiolo d’Alba 2023, un vino che dimostra già alla prima olfazione la proverbiale eleganza e pienezza del vitigno; in bocca sfodera una bella acidità e un tannino ancora leggermente scomposto ma di grande prospettiva.
TENUTA DEL TRAVALE - Rovito (Cs)
Fondata nel 1993, questa tenuta ha visto la rinascita di antichi vigneti terrazzati a pochi chilometri da Cosenza. L'azienda coltiva manualmente e ad altitudini importanti due vitigni storici: nerello mascalese (80%) e nerello cappuccio (20%). Una scelta di campo dell'agronomo Stefano Dini e dell'enologo Emiliano Falsini decisi ad andare a sfruttare gli antichi suoli vulcanici che evocano le condizioni pedoclimatiche così apprezzate sull’Etna.
Il Calabria Rosso “Esmén Tetra” 2022, vera espressione di montagna dei due Nerello, ha un naso vegetale e leggermente agrumato in cui spiccano bergamotto e liquirizia; in bocca ha un'acidità spiccata, è fresco e accarezzato da una leggera nota tannica. Notevole! Splendido anche il Calabria Nerello Mascalese “Eleuteria” 2022, che si rivela ancor più elegante con la sua nota di chinotto; in bocca il tannino è ancora verde e vivo, ma decisamente promettente.
Ecco poi una serie di altri assaggi che ci hanno convinto.
NEGRETTI - La Morra (Cn)
Langhe Chardonnay “DiNoi” 2023: al naso regala suadenti note di miele, banana e chiodo di garofano, mentre in bocca si presenta pieno e appagante, chiudendo con un invitante finale sapido. È molto buono, come già abbiamo avuto modo di rilevare A Grandi Langhe. Ora vedremo come si comporterà il Barolo nelle semifinali.
TERRE DI CEREALTO - Valdagno (Vi)
Veneto Bianco “Edel” 2022: un vino che nasce da johanniter 50% bronner 30% souvignier gris 20% per questa azienda che è stata tra le prime a puntare sui vitigni Piwi. Di colore tendente all'oro, al naso arriva un'immediata nota fumé e di crosta di pane. In bocca l'acidità è pregnante e si avverte una trama leggermente tannica. Con il Veneto Bianco questa cantina salì nell’empireo dei 100 migliori vini d’Italia nel 2021.
CARLO CASETTA - Montà (Cn)
Barbera d’Alba Superiore “Nid” 2021: naso intenso e accattivante di nocciola, pietra focaia e caffè. In bocca spicca per la sua bella acidità, che lo rende vivo e scattante. Lo abbiamo preferito al Nebbiolo d’Alba “Stil” 2022 e al Roero “Fil” 2021.
COLLEMATTONI - Montalcino (Si)
Rosso di Montalcino 2023: colore rubino, naso dal richiamo animale e di pelliccia in cui si avverte tutta la parte più verace e selvatica del sangiovese. In bocca è ricco, pieno e caldo, sorretto da una bella e tipica nota tannica. E se questo Rosso ha ottenuto i nostri 5 asterischi, ci sono buone speranze perché il Brunello di Montalcino che rivedremo nelle semifinali salga sul palco di Golosaria.
