Degustazione inedita con tante sorprese

Tutto è iniziato quella domenica a Vignale Monferrato, a palazzo Callori. Era la domenica di Golosaria e prima della cerimonia del premio agli amici del Grignolino, il Consorzio di Tutela dei vini del Monferrato, ha provveduto alla consegna delle targhe a 25 aziende vitivinicole, frutto di uno studio sulla caratterizzazione geologica dei vigneti. Era il secondo anno che avveniva questo evento condotto dall’appassionata Chiara Cane e, mentre venivano fuori i produttori, la nostra scoperta era che fossero sconosciuti, in diversi casi, al Golosario.
Così abbiamo chiesto a Chiara di recuperare i campioni di quelle cantine che non conoscevamo, per farne una valutazione.

Dopo un mese le bottiglie erano pronte presso la Cantina Sociale di San Giorgio Monferrato e con Marco Gatti, la domenica del 30 giugno, a Grazzano Badoglio, in una fresca cantina di collina, abbiamo degustato.
Ecco il resoconto dei nostri assaggi.

LA VIGNAZZA (Alfiano Natta) di Cossetta Arturo
Questa cantina si è presentata con un Grignolino del Monferrato casalese 2023 decisamente iconico che ha fatto dire a Marco Gatti “questo me lo bevo poi tutto a pranzo!”
Dal suo colore rubino scarico e vibrante senti una prugna selvatica pregnante con una nota floreale (geranio). È un Grignolino contadino! (evviva dico io). In bocca è equilibrato, onesto veramente perfetto a tavola, leggermente tannico. Giusto per il vitello tonnato. Un bel ****+ con una promessa di miglioramento.
la vignazza.jpg
FRANCO NAZZARI (Ponzano Monferrato)
Grignolino del Monferrato casalese “Il Matto” 2023. Qui i l colore è rubino trasparente intenso. E senti lampone, ribes in un naso profondo, minerale, che anticipa cenno di cuoio, speziato. In bocca è allappante, tannico. Tanta materia (caz… è un Grignolino!). Bravo Franco! ****++
franco nazzari.jpgGIOVANNI COPPO (Cellamonte)
Grignolino del Monferrato Casalese 2022
. Ha colore trasparente, proprio rosato. Al naso appaiono note medicinali, ma poi emerge il ribes. In bocca la sostanza è più contenuta del precedente. ***
giovanni coppo.jpgCASCINA RONCO (Olivola)
Grignolino del Monferrato casalese “Volta” 2022
. Attenzione, qui il colore è decisamente brillante con riflessi aranciati, come dev’essere un Grignolino. Il naso è di un’eleganza spaventosa (l’aggettivo è di Marco Gatti). In ogni caso un naso diretto, verticale, minerale che insieme evoca il tufo di Olivola e la frutta (lampone). In bocca è velluto, e poi finanche ammandorlato. Campione! Si prende i 5 ***** e finirà su IlGolosario 2025 fra le promesse.
cascina ronco.jpgCASCINA MONTECCHIO (Ottiglio)
Grignolino del Monferrato Casalese “il Custode” 2022
. Ha colore trasparente, al naso una mineralità leggera e frutta con polpa; poi subentrano le erbe aromatiche (rosmarino) per apprezzare una nuance fine. L’ evoluzione del naso va poi verso i piccoli frutti (ribes giallo). In bocca è graffiante, la persistenza lunga. ****+(+) Ci è piaciuto, insomma.
cascina montecchio.jpgAZ. AGR. VOGLIOTTI (Murisengo) bio BRIC D’la LOSNA
Grignolino del Monferrato Casalese “Barouss” 2019
. Ha colore rubino classico, ma un naso inizialmente ridotto e poi terroso, con volatile alta. In bocca ha equilibrio ma va verso l’acetico. Però tutto sommato non dispiace ****
barouss.jpgVINECEA (Ottiglio) bio
Grignolino del Monferrato Casalese 2014
. Un vino che ha 10 anni, il colore aranciato, ma il naso è elegante, con un principio di ossidazione che non disturba. È un vino che ha dentro tanta materia, che in bocca è vellutato, equilibrato. E qui io e Marco abbiamo trovato un compromesso: il più positivo è stato lui, il più critico ero io. Ha comunque i suoi 4 **** e Marco lo ha voluto a tavola, per dimostrare che ci stava, soprattutto con le carni.

CANTINA DI SAN GIORGIO MONFERRATO
Piemonte Alba Rossa 2022
. Ha colore impenetrabile. Naso sugoso, note di cacao e piccoli frutti. In bocca avverti la tecnica di affinamento. Ma ciò che di fatto colpisce è la sostanza, il corpo. ****+ In divenire, avanti cosi!
alba rossa.jpgGIOVANNI COPPO (Cellamonte)
Piemonte Albarossa 2021
. Questa Albarossa ha un naso più barberoso (quindi fruttato) e minerale. In bocca è precisa la beva, equilibrata, tannica. ****+(+). Alla fine sia io sia Marco abbiamo esclamato: BRAVO!!!

VINECEA (Ottiglio)
Vino Rosso 2020
. Aveva una Volatile piuttosto alta. Preferiamo soprassedere, essendo un calice che va oltre i nostri gusti. Ma magari a qualcuno il genere, che sonda il mondo delle acidità piace.

AZ. AGR. CROSIO (Cerrina Monferrato)
Vino Rosso “Brusa'”
. Qui senti immediatamente la ciliegia fresca. Anche in bocca è croccante, piacevole, capace di portarti ad apprezzare un altro sorso. ***+
crosio.jpgGIOVANNI COPPO (Cellamonte)
Barbera del Monferrato 2022
. Il colore mostra consistenza e al naso, nonostante la rusticità ha un’eleganza indomita che evoca la rosa. In bocca senti la freschezza della Barbera, la sua anima pregnante. Con questo campione Giovanni Coppo si dimostra un bravissimo custode della nostra tradizione. Voti alti amico nostro ****++

VINICEA (Ottiglio)
Barbera del Monferrato superiore 2015
. In bocca questa volta c’è, ha equilibrio, ma vira sempre verso un’acidità volatile, presente. Però Marco Gatti questa volta lo ha voluto al tavolo, perché colpito dalla sua sostanza. E poi stiamo parlando di una Barbera di 9 anni. ****
vinicea.jpgBene, mi aggancio a questa ultima considerazione per dire che siamo in un territorio capace di mostrare la sua, nella longevità dei vini; un Monferrato che ci fa vedere due Albarossa davvero interessanti e poi la vocazione indomita per Barbera e Grignolino. Peccato non aver trovato un Freisa: sarebbe stata una bella soddisfazione (mentre è una mortificazione sapere che prosegue il suo abbandono). Ora, questa degustazione è stata molto interessante, perché dimostra l’humus della produzione monferrina, che cresce all’ombra di aziende già affermate. E questa crescita è importante e credo vada accompagnata, anche nella promozione.
Io e Marco in passato abbiamo vissuto sette anni (sempre sette) degustando alla cieca i vini con i produttori presenti: nei Colli Euganei e nell’areale di Dolceacqua. Due territori diversi, che hanno avuto il coraggio del confronto, di fronte a terzi, per capire dove stavano andando. E sono cresciuti. Ecco, il Monferrato (casalese) avrebbe bisogno di un momento come questo, in modo che nessuno resti indietro da quello che è il prezioso confronto superando la sindrome del “a casa mia faccio ciò voglio”.
Si stanno affacciando altri nuovi produttori, in molti casi forestieri, che integrandosi diventano una ricchezza per tutto il territorio, a patto che decidano di approfondirlo, lasciando il timorasso alla zona del timorasso e l’arneis al Roero, tanto per fare un esempio.
Ma il dibattito è aperto e noi siamo alla ricerca, quindi seguiteci, instancabilmente!

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