Da scoprire grazie a un itinerario da percorrere a piedi o in mountain bike tra vigne, borghi medievali, laghi e le soste consigliate per conoscere la cucina locale

Volete trascorrere un weekend tra arte e natura, relax ed enogastronomia, dove ogni singola pietra, da millenni, racconta di un passaggio, di un'esperienza, di un incontro? Il consiglio, oggi, è quello di raggiungere l'incantevole Valle Camonica, nel Bresciano, conosciuta in tutto il mondo per le sue incisioni rupestri, e dichiarata Patrimonio Unesco. Per questi motivi, è denominata anche “Valle dei Segni”. Qui, tutto è magia e ogni metro percorso è un'emozione che rimanda ai cinque sensi. Sarete così i protagonisti di un paesaggio dove si rincocorrono senza sosta bellissimi borghi e castelli medievali, laghi e ghiacciai, parchi (Adamello e Stelvio) e fiumi, poi stazioni termali (Boario), malghe e vigneti, ski aree e ciclovie…Un patrimonio davvero infinito di cose belle racchiuso in 1.356 kmq e a un'ora e quarantacinque minuti da Milano
erbanno-strada_vino.jpgLe strade del vino di Erbanno (PH Battista Sedani)Per voi, abbiamo ritagliato un territorio definito di questa ampia area, caratterizzato da un panorama naturalistico di inestimabile bellezza, all'interno del quale si potrà andare alla scoperta dell’enologia camuna. Tra Marzemino e Merlot, Muller Thurgau, Incrocio Manzoni e Riesling Renano.
L’itinerariopercorribile a piedi o in mountain bike, ha come inizio la stazione ferroviaria di Piancogno, per poi raggiungere il complesso monastico del Santuario dell’Annunciata, che sorge proprio in mezzo a terrazzamenti di vigneti. Edificato dai Frati Cappuccini nel XV secolo, il Monastero, famoso in tutto il mondo per aver ospitato il Beato Innocenzo da Berzo, è costituito da un'incantevole chiesa in stile tardo gotico lombardo, con un portale in pietra simona riccamente decorato. 
Nel sentiero da percorrere verso Erbanno, splendido borgo medievale alle pendici del Monte Altissimo, osserverete i numerosi terrazzamenti vitati, recuperati attraverso la ricostruzione dei muretti a secco di sostegno.
2erbanno-muretti_secco.jpgi terrazzamenti vitati con i muretti a secco (PH Battista Sedani)Il risultato è, oltre agli indubbi benefici nella prevenzione di dissesti idrogeologici, un lento cambiamento del paesaggio della media e bassa Valcamonica col recupero dei valori autentici del vino: lavoro, territorio, originalità, biodiversità e tradizione. Non tutti, però, sanno che l’erbanno è anche un vitigno autoctono camuno, con grandi capacità coloranti e buccia spessa, da cui la sua ottima resistenza alla malattie. 
Per scoprirlo, andate a bussare da Enrico Togni (via Rossini, 19 - tel. 3394986463): il suo San Valentino, ottenuto in purezza, ha bel colore rubino brillante, ha naso invitante con note di frutti di bosco e spezie, mentre in bocca è di piacevole beva con sorso fresco e sapido, di buon equilibrio e retrogusto fruttato. Dalla sua cantina, ecco anche Valcamonica Rosso “Lambrù” (marzemino, merlot, barbera) e Valcamonica Merlot “Rebaioli Cavalier Enrico”

Il percorso, cela, tra rovi e detriti, anche i resti di un’antica calchera, un tempo utilizzata per ottenere la calce. Qui, obbligatoria la tappa alla Parrocchiale di San Martino (sconsacrata da tempo), che è contraddistinta dal recinto dell'ex cimitero e dal caratteristico campanile romanico-lombardo; fu edificata dai benedettini francesi e successivamente adibita a semplice cappella per volontà della famiglia nobile ghibellina dei Federici, alleati di Federico Barbarossa e feudatari medievali della Valle Camonica dal XIII al XVI sec. La chiesetta presenta un portale d’ingresso in pietra simona, datato 1465 e una cappella con rarissima testimonianza di affreschi quattrocenteschi di notevole interesse. 
1cimitero.jpgIl portale dell'ex Cimitero con il campanile romanico-lombardo della Parrocchiale di San Martino (PH Battista Sedani)Proseguendo tra i vigneti, si raggiunge dapprima Boario Alta, in posizione dominante sulla città termale e dopo una piacevole passeggiata, la frazione di Gorzone, da sempre ricordata per la forra del fiume Dezzo, un vero e proprio canyon in grado di lasciare senza parole. 

A Darfo Boario, troviamo un'altra realtà vitivinicola in grado di esprimere assai bene la viticoltura camuna: è l'azienda agricola Scraleca (via Aria Libera, 42 - tel. 3388262085), e il vino top è il Griso, un Vino Bianco IGT Val Camonica, ottenuto principalmente da uve incrocio Manzoni (6.0.13) e da una piccola percentuale di kerner. Un vino fine, aromatico e sapido, che vanta un corpo importante con una buona vena acida, mineralità e profumi di frutta matura. Per chi ama esplorare vie nuove (vitivinicole e non geografiche...), imperdibile lo Spumante Metodo Tradizionale Pas Dosé Blanc de Noirs Millesimato “Nautilus CruStorico” dell'Agricola Vallecamonica di Artogne (via XXV Aprile, 11 - tel. 0364599088 - 3355828410), metodo classico tradizionale millesimato, da uve rosse di ceppi storici autoctoni del vigneto Ruk, a 450 s.l.m. Alex Belingheri lo fa arrivare sul mercato dopo 42 mesi di bottiglia, di cui 36 a 40 metri di profondità nelle acque del Lago di Iseo, antistanti Monteisola. Nel bicchiere ha spuma ricca, perlage finissimo, naso elegante con note di nocciola, pane tostato, spezie, erbe officinali, mentre al palato è fresco e sapido, minerale, con finale lunghissimo. 

Riprendendo il cammino, alzando lo sguardo, ecco il castello risalente al 1160, che sorge su uno sperone roccioso compreso tra il paese di Gorzone ed il fiume: una costruzione spoglia, austera, con finestre ad arco acuto, senza più torri.
Castello-di-Gorzone-ok.jpgIl Castello di Gorzone (PH Battista Sedani)Percorso il ponticello sul torrente e dopo una camminata a stretto contatto con la natura si raggiunge Capo di Lago, meta ambita sia da chi ama la tranquillità nei mesi meno caldi che la vitalità dei mesi estivi. 
lago-moro-chiesa.jpgCapo di Lago - Darfo Boario Terme (PH Barbara Panteghini)“Cò de Làch” in dialetto locale, è una frazione del comune di Darfo Boario Terme, costituita da un borgo di poche decine di abitanti che sorge sulle rive del Lago Moro, piccolo lago alpino di origine glaciale, tra le colline delle Sorline e Rodino, alle pendici del Monte Pora. 
lago-moro.jpgLago Moro (PH Elisa Moscardi)Presso Capo di Lago passavano antiche strade di comunicazione, tra cui un troncone della Via Valeriana, probabilmente realizzata dal generale Gaio Publio Licinio Valeriano: si tratta di un antico tracciato che abbracciava e percorreva l'intera Valle Camonica, dal Lago d'Iseo fino a Edolo, dove si biforca. Da una parte prosegue fino all’Aprica, dall’altra invece porta fino al passo del Tonale, collegando la Valle Camonica con la provincia di Sondrio e con il Trentino. Altri studiosi ritengono invece che questa strada risalga al periodo medioevale e che il suo nome derivi da “Vallesiana”, cioè "strada di Valle". Riutilizzata nei secoli, divenne nel Medioevo un’importante via di commercio e di trasporto di ferro e pietra estratti dalle montagne della Valle e, successivamente, un passaggio per i pellegrini. 
Abbandonata la vista del lago per un breve tratto, il percorso prosegue in direzione dell’abitato di Bessimo e prima di imboccare una mulattiera di pregevole fattura, ci si può ritagliare una tranquilla sosta nell’area pic-nic attrezzata con tavoli e fuochi.

Ripreso il cammino, si raggiunge un’area a terrazzamenti, coltivata a vigneti e uliveti che, grazie all’azione mitigatrice del lago d’Iseo, e alla sapiente maestria nella lavorazione, divengono vino IGT Valcamonica e olio extra vergine d’oliva. 
Due le tappe consigliate per assaporare la cucina locale.
Ad Esine, in una dimora del ‘500, tra le più ricche di fascino del paese, Giacomo e Oriana, da oltre vent’anni, vi aspettano “a casa loro” (Trattoria La Cantina, via IV Novembre, 7, tel. 0364466411). Dal menu “bilingue” (è in dialetto e in italiano), i loro piatti che raccontano territorio e tradizione camuna con prodotti di stagione. Piatti imperdibili: gnoc de la cua; orzotto; casoncelli; pasta fresca al tartufo della Valcamonica; capù; stracotti; tettine di mucca impanate. Torta di ricotta e cioccolato. Prezzi medi: Antipasti 5; Primi piatti 9; Secondi piatti 10; Dolci 4. Menu Degustazione a 26 euro. 
E poi, c'è una sosta romantica, golosa, e vero luogo di bellezza e gusto, la Trattoria Glisenti (via Provinciale 34 - tel. 030987222) di Vello di Marone. Se non la conoscete dateci retta. Segnatevi questo indirizzo, che vi aspetta in un angolo paradisiaco di Lombardia, a Vello di Marone, con il locale affacciato sulle rive del lago di Iseo, e che vi darà il benvenuto regalandovi un colpo d’occhio indimenticabile, con vista a perdita d’occhio su acqua, isole e monti circostanti. Se questo è il panorama, da sogno, che vi accompagnerà durante tutto il vostro pranzo o la vostra cena, sia dalla splendida terrazza sia dalle finestre dell’elegante sala all’interno (dove nella stagione fredda crepita il camino). Le emozioni saranno in crescendo, quando, seduti ai tavoli, scoprirete la storia di questo locale, a fine ‘800 – quando la strada “vecchia” che passa dietro alla trattoria, era l’unica arteria che univa Brescia alla Valle Camonica e al Trentino – “stallo”, ossia ristoro e albergo per i viandanti, oggi, ristorante di charme, ma sempre, da oltre un secolo gestito con passione dai Glisenti, come ricorda lo stemma – che rappresenta il ramo con le foglie di olivo – che, da quando Vello non fu più considerato comune indipendente, nel 1927, fu donato dal Parroco alla famiglia come segno di riconoscenza per l’attività svolta. Ora l’avventura prosegue con Michela, impeccabile padrona di casa, che segue la sala, dirigendo lo staff che segue il servizio e che, da sommelier di razza qual è, vi sorprenderà con una cantina che ha costruito con scelte personali e dando spazio a vini del territorio tutti da scoprire. E Marzia, chef, che con la sua cucina esalta il pescato di lago, affiancando alle specialità lacustri, una proposta che valorizza la verdura, e piatti vegani. La vostra sosta, potrà avere il gusto di “Storico”, con trota salmonata con maionese fatta in casa polpettine di salmerino e agone essiccato con polenta, o del “Crudo” con cruditè di trota persico marinato agli agrumi caviale di trota e salmerino e coregone e salmerino affumicati. Poi avanti con i buonissimi casoncelli alla trota al finocchietto selvatico o con la golosa zuppa di lago con pesce di lago gamberi di fiume e salsa di pomodoro fresco. Poi coregone al forno, salmerino alle mandorle o tofu in crosta si semi di sesamo bianco e nero con germogli. Cake vegana mirtilli e vaniglia o goloso semifreddo al miele di Vello con salsa al passito caramellato e pepe nero. E' l’arrivederci a questo luogo di charme e ad un intero territorio, dove non vedrete l’ora di tornare!
casoncelli.jpgI casoncelli, la tipica pasta ripiena lombarda
Portali di riferimento:
www.in-lombardia.it
www.turismovallecamonica.it
www.vinivallecamonica.com
www.scraleca.it
www.togni-rebaioli.it
www.trattorialacantina.com
www.trattoriaglisenti.it