Un itinerario nel Canavese tra monumenti e bellezze naturali, con un approfondimento sulla tradizione enogastronomica

Il Canavese è una regione storico-geografica del Piemonte che si estende tra la Serra di Ivrea, il Po, la Stura di Lanzo e le Alpi Graie, ossia tutta quella parte di territorio compreso tra Torino e la Valle d’Aosta. Terra di colline e castelli arroccati, di architettura barocca e medievale.

Nell’itinerario dedicato al Canavese, spezzettato in diverse zone, vi segnaliamo alcune delle escursioni più interessanti, tra monumenti e bellezze naturali, per un’immersione a 360° nella tradizione e la cultura piemontese di questa zona, oltre a un approfondimento sulla tradizione enogastronomica.

Siamo nella parte nord orientale del Canavese, dove troviamo il Lago di Viverone: è il terzo lago più grande del Piemonte, prende il nome dal comune a cui appartiene.
lago viverone.jpgIl Lago di Viverone – credits lagodiviverone.org Di origine glaciale è inserito nella Serra di Ivrea, l’anfiteatro morenico che caratterizza la zona eporediese. È un importante sito archeologico di reperti preistorici dell’Età del Bronzo. È una risorsa ittica e turistica, soprattutto nella parte a nord est, con una maggiore presenza  di hotel, camping, spiagge, bar.

Cosa comprare e mangiare nei dintorni di Azeglio e Piverone 
Le Querce ad Azeglio
20 anni di lavoro per la famiglia Perino, 20 anni dedicati alle api e al miele: Le Querce dal 2012 ha ottenuto la certificazione biologica dei mieli grazie anche ad una preziosa collaborazione con molti colleghi che operano nel sud della penisola. La linea biologica dedicata, Nettari Bio, racchiude alcune tipologie quali: mieli di flora alpine, castagno, coriandolo, tarassaco, tiglio e melata.
api.jpgCantina della Serra a Piverone

Da un centinaio di piccoli produttori, nel 1953, la cantina è nata grazie all’intuizione e alla spinta di Adriano Olivetti. 180 ettari vitati sulla Serra Morenica, per quasi un milione di bottiglie prodotte ogni anno divise su moltissime etichette. Per citarne alcune: Erbaluce, ovviamente, a partire dal Metodo Tradizione Serra Classic che sta 30 mesi sui lieviti, poi l’Erbaluce 60 (solo acciaio) il Larol fa 12 mesi in legno grande. Tra i Top Rossi Nebbiolo Tupiél.
uva.jpgLavorazione dell’uva alla Cantina della Serra La Masera azienda vinicola a Piverone

Da un sogno immaginato da bambini alla realtà che riesce a far avverare quel sogno: 6 amici nel 2005 lo realizzano e nasce La Masera, che richiama i nomi dei muri di pietra che sostengono i terrazzamenti. In totale 5 ettari vitati per ventimila bottiglie l’anno, Erbaluce in tre differenti tipologie: Metodo Tradizionale Masilè, due vini fermi, Anima e il Macaria che affina sette mesi in legno grande, un Rosato Bolle (uvaggio Barbera e altri vitigni locali) e infine il sogno giovanile realizzato: il Passito Venanzia.

Andar per Castelli: Caravino e Borgomasino 

Caravino, all’interno di un parco immenso sorge il millenario Castello di Masino, dimora di una delle più illustri casate piemontesi, discendenti dal mitico Arduino, Re d’Italia.
 Un percorso immerso attraverso 1000 anni di storia: situato in una posizione strategica, il castello è stato nei secoli oggetto di contese proprio a causa della sua posizione, ma il Casato di Valperga, discendente di Re Arduino ne mantenne la proprietà fin dalle origini.
masino.jpgIl Castello di Masino – foto credits Fondo Ambiente Italiano Fanno restare a bocca aperta, ancora oggi, i saloni affrescati e arredati con sfarzo, gli appartamenti privati, i salotti, le terrazze panoramiche, un’ostentazione di cultura sei e settecentesca, che sembra voler culminare nella biblioteca, dove sono ancora oggi conservati più di 25.000 volumi antichi.
masino-interno.jpgGli interni del Castello di Masino – foto credits Fondo Ambiente Italiano Non perdete il magnifico parco, con uno dei labirinti più grandi d’Italia e il maestoso viale alberato. Il Castello di Masino è tornato agli antichi splendori anche grazie all’Impegno del FAI (Fondo Ambiente Italiano) che si impegna a proteggere e salvaguardare il nostro patrimonio artistico e culturale.

A 15 minuti da Caravino, troviamo Borgomasino e il suo Castello: dalle origini molto antiche, risale all’XI secolo. Guido, Conte di Pombia, comprò da Ardissone le proprietà della zona di Ivrea. Era chiamato “Castrum Vetus”, per distinguerlo dal Castello di Torrazza, costruito nello stesso periodo, ma nominato “Castrum Novum”. Il castello è stato edificato sul confine tra i territori di Ivrea e Vercelli per ragioni difensive e fu sovente teatro di guerre tra i due paesi. È stato oggetto di dispute per secoli tra i Conti Valperga di Masino e i Conti di Borgomasino. Oggi il castello è una splendida villa ottocentesca; purtroppo, delle struture medievali sono rimaste solo una torre a pianta quadrata e alcuni edifici rustici non ancora restaurati.

Cosa mangiare e comprare a Caravino 
Il Castello

Dal 1997 Silvia Colautti produce ogni giorno pasta fresca, pasta lavorata sia a mano che a macchina. Piatti e ricette tradizionali come gli gnocchi (noci e ortiche), i plin (con nocciola e toma del canavese), i ravioli (alle ajucche, deliziose erbe spontanee tipiche del Canavese) più un tocco di modernità negli abbinamenti: agnolotti mirtilli e speck, i tortellini al cacao con robiola e noci e i tortelloni alle erbe di montagna. Da provare anche la gastronomia con capunet (foglie di verza ripiene di carne, salsiccia e grana padano) le crespelle porcini e fonduta e la zuppa di Ajucche.

La Campore 

La cantina di Franca Fiamenghi e del marito Roberto Gabriele sorge a pochissimi chilometri dal Parco del Castello di Masino, oasi verde: più di quattro ettari vitati e la produzione annua si attesta intorno alle 20.000 bottiglie. Metodo Classico (sta 24 mesi sui lieviti), l’erbaluce di Caluso fermo, il Passito Frale, che perfeziona in legno grande, un profumo intenso e appagante.

Cosa mangiare e comprare a Borgomasino 
Green Italy

Qui trovate prodotti ottenuti dalla coltivazione della canapa: olio di seme intero, i semi decorticati, la farina. Si confezionano prodotti del territorio, dai torcetti ai grissini, una deliziosa crema spalmabile di nocciole, cacao e canapa. Ottima la maionese vegana all’olio extravergine di canapa.
Curiosità: la coltivazione della canapa affonda le radici nel Canavese da diverso tempo, al punto che ci sono ipotesi che l’etimologia del territorio derivi proprio dalla canapa.
canapa.jpgLa coltivazione della canapa nel canavese Il clima e la natura morenica della zona ha sempre offerto condizioni favorevoli alla canapicoltura: col tempo poi è stata abbandonata perché considerata troppo laboriosa, ma la sua ripresa è anche un omaggio alla storia di questi paesi.

La mappa dell’itinerario Tra Laghi e Castelli del Canavese
Ecco la mappa dell’itinerario Tra Laghi e Castelli del Canavese con i Maestri del Gusto: trovate tutti gli indirizzi dei Maestri del Gusto e i luoghi da visitare a questo link.
[Itinerario in collaborazione con Travel With Gusto]

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