Non si tratta della celebre canzone, ma di un insieme di assaggi che suonano però come una hit

Un settembre che oltre ad aver visto svelati i Top Hundred 2026 e gli Storici (leggi qui l’articolo dedicato), ci ha visto comunque attivi al tavolo degli assaggi. Ecco la nostra raccolta.

CANTINA GULINO - Siracusa (Sr)

Fondata nel 1793 nella contrada Fanusa, dove l'altopiano siracusano degli Iblei degrada verso lo Ionio, la cantina della famiglia Gulino pratica un'agricoltura molto attenta agli equilibri naturali. L'azienda si è storicamente distinta per aver salvato il raro vitigno albanello dall'estinzione e per il rilancio del moscato di Siracusa. Una dedizione premiata anche dal Top Hundred assegnato nel 2017 al loro "Don Nuzzo".
Detto questo, il Siracusa Moscato Spumante “Saliens” 2022 vanta un colore oro brillante e un naso fine di pesca fuso a sentori salmastri. In bocca la mineralità e un finale leggermente amaricante fanno risaltare la componente aromatica e le note di zagara. Molto particolare nel panorama degli spumanti e decisamente intrigante. Il Sicilia Nero d’Avola Rosato Brut “Maluk” 2022 ha un colore aranciato; al naso è profondo e spiccatamente agrumato, con un sorso pieno ravvivato da un'acidità vibrante.
gulino-Maluk Saliens.jpgMolto diretto il Siracusa Bianco Moscato Secco “Eileos” 2025, dal colore oro e profumi agrumati di pompelmo, per una bocca di immediato impatto amaricante. Conferma lo spessore dell'azienda il Siracusa Moscato “Don Nuzzo” 2025: colore corallo, bouquet elegantissimo di rosa damascena e albicocca, con un palato fresco, pieno e persistente. Chiude la degustazione il Siracusa Passito “Jaraya” 2023, sempre da uve moscato, di colore rubino; al naso è opulento e ricco, ma in bocca mantiene una struttura impeccabile grazie a un'ottima spalla acida.
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CANTINA DIOMEDE - Canosa di Puglia (Bt)

La cantina sorge nel cuore dei Campi Diomede, là dove il leggendario fondatore omerico di Canosa avrebbe delimitato le terre e piantato i primi tralci di uva di Troia. Nel 2000 Luigi Lenoci e Sabino Masciulli hanno rilevato uno storico stabilimento del 1903, dando il via a questa loro avventura imprenditoriale.
Il Puglia Bianco "Tenute Tuttavilla" 2025, da verdeca in purezza, esibisce un paglierino consistente dai riflessi dorati. Il naso è un'esplosione finissima di frutta esotica, ananas e pesca. In bocca è avvolgente, acidulo al punto giusto, pregnante e chiude su una vibrante sapidità. Il Puglia Nero di Troia “Canace” 2024 è un concentrato rubino-porpora. Il naso è carico di frutta rossa matura e noce. Al palato è lungo e vellutato, fresco, con sfumature intriganti di cioccolato e legno tostato. Da non perdere il Puglia Nero di Troia appassito "Annibale": rubino brillante e naso di polpa fresca, si distingue per una trama elegante, lunga, sapida e filigranosa.
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Da BRICCO DEI GUAZZI - Olivola (Al) alle TENUTE LEONE ALATO

L'azienda piemontese è parte integrante de Le Tenute del Leone Alato, grande polo vitivinicolo della holding agroalimentare del Gruppo Generali, che unisce diverse realtà di spicco da Nord a Sud.
Il loro Piemonte Rosato 2025 da uve barbera ha un accattivante colore buccia di cipolla. Al naso affianca la spezia al piccolo frutto, con un tocco burroso. In bocca si dimostra pieno, acido e fragrante. Espressiva e godibilissima la Barbera d’Asti 2023: profumi intensi di frutta e mandorla tipici del Monferrato, per una bocca rotonda e dotata di un'acidità insita e mai sfacciata. Impressiona tuttavia il Derthona (Timorasso) "Monleale" 2025, alla sua prima uscita, ottenuto dalle uve dei Vigneti Fassone recentemente acquisiti. Colore pregnante e naso giocato tra mineralità, mela cotogna e agrumi sottili, per un sorso disteso, caratterizzato da acidità ficcanti, tocchi di salvia e una leggera speziatura.
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TORRE ROSAZZA - Manzano (Ud)

Costola friulana delle Tenute del Leone Alato. Il Colli Orientali Pinot Grigio Riserva 2022 offre un naso ampio, denso di frutta, mineralità e leggera pietra focaia. In bocca regala una freschezza agile, persistenza sapida e un elegante finale amaricante. Il Friulano Riserva "Masiero" 2022 è di un giallo consistente. I profumi sono caldi, distesi, tendenti all'esotico; in bocca è di grande ampiezza, setoso e segnato dalla classica mandorla amara.
torre rosazza-bandaros.jpgSempre del Leone Alato, segnaliamo altri due assaggi: Metodo Classico Rosè 2021 di Costa Arente di Grezzana (Vr). Da uve corvina e con liqueur del loro Recioto, vanta un rosa tenue. Naso diritto e fragrante; in bocca è cremoso e asciutto, di decisa pregnanza e spiccata acidità.
costa arente-rose.jpgInfine il Costa Toscana Cabernet Franc 2020 di Duemani di Riparbella (Pi) cantina fondata dall’enologo Luca D’Attoma svela un rosso rubino concentrato. Il bouquet è un mix intenso di note fumé, inchiostro e richiami vegetali; in bocca entra graffiante, fresco e vellutato. Superbo come già lo conoscevamo.
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BAVA - Cocconato (At)

Storica famiglia del Monferrato astigiano, i Bava governano dal 1911 un formidabile mosaico produttivo capace di spaziare dai grandi vini rossi e bianchi, agli spumanti (con le etichette Cocchi), fino al vermouth (sta per uscire l’etichetta dedicata a Pollenzo) e al cioccolato d'autore. L'azienda sa riflettere perfettamente le colline monferrine e vanta primati importanti, come il Nizza “Pianoalto” che fu Top Hundred già nel 2002. Tuttavia, ciò che ci ha rimesso sulle tracce di questa cantina è stato un sauvignon spettacolare, anzi Particolare, che assaggiamo a febbraio. Il suo fratello minore sarebbe il Piemonte Sauvignon "Relais Bianc" 2024 dal colore paglierino: al naso si esprime con toni di anice, fiori e leggeri accenti ematici. In bocca tira fuori un graffiante sentore di frutto della passione.
Ma clamoroso sarà il "Relais Bianc Particulier" Sauvignon Riserva 2019: trattenuto in cantina 5 anni dopo aver intuito le potenzialità dell'annata. Un miracolo dell’affinamento, che scrive pagine nuove sul sauvignon in Piemonte. Di colore oro brillante, sprigiona idrocarburi, spezie, nota ematica e frutta tropicale matura. In bocca ha densità, finezza e sapidità unita a una spiazzante freschezza di polpa di banana e pesca. Grandioso.
bava-relais blanc.jpgAl pari del Monferrato Nebbiolo Superiore “Serre di San Pietro” 2023, di colore rubino trasparente, è intenso al naso con richiami ai piccoli frutti. Il sorso è sugoso, carezzevole ed equilibrato, ravvivato da una freschezza speziata. Curiosa la vigna stilizzata in etichetta che, alzando lo sguardo dalla sala degustazione di vede nel punto più alto della collina, in faccia all’azienda.
bava-serre san pietro.jpgQuindi il nostro primo amore: il Nizza "Pianoalto" 2019 sfoggia legno ben integrato e pulizia estrema. Il frutto ne esce esaltato, su una stoffa filigranosa bilanciata dalla giusta acidità. Chiudiamo con un nome cult della spumantistica piemontese: l'Alta Langa Pas Dosè "Bianc" 2018 a marchio Cocchi. Fermentato interamente in legno, spicca in eleganza e speziatura, donando al palato pietra focaia e una sapidità larga e importante. Finissimo.

BRAIDA - Rocchetta Tanaro (At)

LANGHE RIESLING “Re di Fiori” 2016
Ora, se il Sauvignon in Piemonte ci sta dando racconti speciali, altrettanto si può dire del Riesling, che quest’anno sarà il Top dei Top dei Bianchi (la Frasca di Nizza Monferrato).
La prova l’abbiamo avuta con l’assaggio di questo Riesling di 10 anni fa, prodotto a Trezzo Tinella da Braida. La bottiglia l’ha tirata fuori Carlo della trattoria Taschet. Ed è stato uno spettacolo già dal colore oro antico; al naso idrocarburi tipici dei migliori Riesling; in bocca una spada potente di freschezza, per un sorso che esprime mineralità, frutta sotto spirito (uva spina, ribes bianco…) e un finale sapido. Uno dei grandi bianchi di quest’anno che, messo accanto al Particulare di Bava dice che nel futuro piemontese del vino ci vuole coraggio ad invecchiare anche i bianchi. Del resto Angelo Gaja o Guido Alleva a Grazzano Badoglio già lo fanno.
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Ecco una serie di altri assaggi da segnarsi nel Taccuino


SALVETTA - Sarche (Tn)
La Nosiola Vigneto delle Dolomiti 2020 ha un colore oro antico. Il naso impressiona con chiari sentori di idrocarburi e frutta bianca speziata. Al palato un velluto avvolgente incontra una spada minerale freschissima e rigorosa. Chiude sapido. Una Promessa per la migliore Nosiola di sempre.
salvetta.jpgPOGGIO GRAFFETTA - Ispica (Rg)
Il Catarratto Igt Terre Siciliane "Rapio" 2025 brilla nel calice col suo giallo paglierino. Profumi finissimi di agrumi, mineralità e macchia mediterranea; il sorso è largo, secco, fresco e sapido. Beva irresistibile.
graffetta copia.jpgMO - Cisterna d’Asti (At)
Il Terre Alfieri Arneis Superiore "San Pancrazio" 2023 si colora d'oro e sprigiona un naso potente di idrocarburi e frutta esotica. Il passaggio in legno lascia una leggera traccia speziata e di nocciola su un sorso rotondo, teso e sapido. Sorpresa!
MO.jpgL’ARMANGIA - Canelli (At)
L’Alta Langa “LorenzoMariaSole” Dosaggio Zero 2020 è paglierino con riflessi dorati. Il bouquet è piacevolmente speziato con sbuffi floreali e di frutta, per una bocca fragrante, viva e di encomiabile equilibrio.
aramangia.jpgCANTINA DI TORTONA - Tortona (Al)
Il Derthona “Emilia Scauri" 2022 si presenta paglierino brillante con riflessi d’oro. Al naso spiccano note schiette di fiori d'acacia e pesca, sostenute da una spinta minerale che lascia via via spazio agli idrocarburi. Il sorso è teso, asciutto e di grande verticalità. Anche questa una sorpresa assaggiata alla trattoria Ratera di Milano.
derthona copia.jpgPRASSO PIERO - Mongardino
Assaggio al banco del Consorzio di Tutela del Barbera d’Asti e dei vini del Monferrato alla Douja d’Or. Ed esce questo Grignolino d’Asti 2025, prodotto in un paese benedetto dal cielo, sia per la Barbera sia per il Grignolino. Non a caso i vini di Cascina Rainero, lanciati a Golosaria, sono stati fra i Top. Questo Grignolino ha colore rubino scarico; al naso spiccano note di amarena; in bocca è lui, tipico di queste colline astigiane: pieno, rotondo, equilibrato ed elegante. Una sorpresa, anche se quando si assaggiano vini di Mongardino, bisogna fidarsi.
prasso piero.jpgCARLIN DE PAOLO - San Damiano d'Asti (At)
Cisterna d’Asti superiore “Ciuchin" 2023
Spicca con tanti vini questa cantina, che incontreremo anche quest’anno a Golosaria Milano. Cercate la loro Alta Langa, la teoria di Barbera, gli Arneis, ma non dimenticate di assaggiare i Cisterna, già nostro top Hundred. La doc nasce dalle locali uve croatina che a san Damiano e a Cisterna d'Asti hanno un enclave tutta loro. E vale la pena conoscerla, dacché siamo nel cuore delle Terre Alfieri. Questo Cisterna superiore ha colore rubino fitto; al naso si spande una nota piacevole di prugna rossa; in bocca ti accarezza una setosa eleganza, per un sorso pieno, carico di sfumature che lo rendono molto particolare. Da conoscere.
carlin de paolo.jpgMASTRANGELO - Vasto (Ch)
Il Tenimenti del Grifone Nuntius Pecorino 2023 si offre con un paglierino carico e un bouquet espressivo di ginestra, erbe aromatiche e frutta a polpa gialla. Il palato è pieno e sapido, con un’acidità perfettamente integrata.
nuntius copia.jpgCANTINE SAN MARZANO - San Marzano di San Giuseppe (Ta) 
Il Rosè di Primitivo Tramari 2025 svela un colore rosa tenue. Al naso porta con sé i sentori tipici della macchia mediterranea e piccoli tocchi di lampone. In bocca si dimostra fresco, piacevole, di eccellente beva. Il Primitivo di Manduria Dolce Naturale 2019 sfoggia invece un colore rubino carico. I profumi sono avvolgenti e ricordano la frutta rossa in confettura e il cacao. Il sorso è opulento e avvolgente, magistralmente sorretto dalla spalla acida. Assaggiato da Manie a Monza.
primitivo attanasio copia.jpgATTANASIO GIUSEPPE - Manduria (Ta)
Il Salento Primitivo Rosato 2025 si manifesta con una bella tonalità cerasuolo. Naso fragrante e croccante di ciliegia appena raccolta, per un sorso rotondo che chiude lungo e pulito.
attanasio.jpgLEONE DE CASTRIS - Salice Salentino (Le)
Il Fiano Passito “Pierale” si presenta di un bel colore dorato. Bouquet ricco di frutta secca, miele d’acacia e sfumature agrumate. In bocca l’estrema morbidezza e la dolcezza sono bilanciate da una vivace e godibile acidità.
pierale copia.jpgCHIARA TORTI - Montecalvo Versiggia (Pv)
Il Metodo Classico Nature Pinot Nero brilla nel calice con un perlage fitto e persistente. Sentori nitidi di crosta di pane, spezie e richiami di piccoli frutti; al palato è tagliente, diretto e sapido come ci si aspetta da un Nature.
chiara torti.jpgRONCO CALINO - Adro (Bs)
Il Franciacorta Brut Nature 2019, per un’azienda che taglia il traguardo dei suoi primi 30 anni, ammalia con un paglierino dorato e una bollicina finissima. Profilo olfattivo complesso e austero, tra agrumi e panetteria. Il sorso è asciutto, elegante ed estremamente persistente. Se ci capitasse di assaggiare il Franciacorta brut Limited Edition, caro al fondatore Paolo Radici, ve ne renderemo conto.
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