Nato nel 2010, questo birrificio piemontese ha costruito la sua fortuna su un solido brew-pub, una linea eclettica e un impiego identitario del riso
«Birra al popolo». Più che uno slogan, una dichiarazione d'intenti che dal 2010 fa da architrave al Birrificio Sant'Andrea (BSA) di Vercelli. «Siamo nati quando il movimento birraio artigianale italiano iniziava la sua espansione. Volevamo portare un prodotto qualitativamente ricercato a un livello di consumo diffuso. Per noi la birra deve essere proposta nella maniera più semplice possibile» racconta Vittorio "Vicky" Ferraris, tra i soci fondatori dell'azienda.
Tra grafica, rock e bancone
L'azienda nasce dall'iniziativa di quattro amici del liceo, ritrovatisi dopo anni e uniti da un background che spazia dalla grafica pubblicitaria ai palchi della musica indipendente. Questa attitudine ha dato forma a un progetto che mette al centro il brew-pub integrato nello stabilimento, un terminale di socialità e musica live non convenzionale. Oggi il birrificio produce circa 3500 ettolitri annui, consumati in prevalenz in loco e gestiti con una precisa distribuzione di prossimità tra Piemonte, Liguria e Lombardia occidentale. «Non cerchiamo mercati lontani: investiamo nella fidelizzazione dei nostri clienti attraverso l'impiantistica di spillatura e le celle frigo che installiamo direttamente nei loro locali». A questa rete si è aggiunta recentemente una tap-room nel centro storico di Vercelli, dedicata a un consumo rapido e urbano.
tra stili inglesi e la risorsa riso
Uno dei tratti distintivi è il loro amore per gli stili d'Oltremanica, un ambito in cui il birrificio si sente particolarmente forte. «Abbiamo avuto un successo enorme con la nostra Bitter, la Rossa del Gallo, con la quale abbiamo vinto tantissimi concorsi, anche in Inghilterra, cosa che per noi è stata una soddisfazione eccezionale» sottolinea Vittorio.
Al rigore inglese si affianca il legame viscerale con la geografia vercellese e il suo cereale principe: il riso. Non si tratta di una scelta folkloristica, ma di una soluzione tecnica che permette di ottenere prodotti senza glutine tutelando l'integrità organolettica. La Santandrea Lager Gluten Free incarna questa filosofia: una birra quotidiana, pulita, che sfrutta i risi locali per snellire il corpo senza rinunciare alla fragranza del malto e all'acqua della fonte di Vercelli. La ricerca sul territorio ha portato anche a sperimentazioni più complesse come il Barley Wine prodotto con quattro tipi di riso diversi (Carnaroli, Venere ed Ermes).
Le etichette seguono i ritmi delle risaie o quelli delle playlist dei soci fondatori. La MoZkito, hoppy golden ale dedicata ai proverbiali insetti locali, gioca su una luppolatura americana agrumata ed erbacea per una sorsata fresca e immediata (è stato l'assaggio più convincente). La Fog, è una blanche che omaggia la nebbia padana: una birra torbida, rinfrescante e poco amara, giocata sul classico binomio di coriandolo e scorza d'arancia.
Sulle alte gradazioni, i riferimenti virano sul punk e sul blues. La Riot è una golden strong ale di ispirazione belga (8,1 gradi) dai tratti floreali, e il nome non mente: è un tributo alla musica dei Clash. La Hey Ho! To Go! è una IPA che unisce le note esotiche del luppolo a un progetto di cooperazione internazionale: nata per finanziare un pozzo d'acqua in Togo per conto della comunità locale, si assesta su un amaro marcato e persistente. Infine, tra quelle assaggiate, la Enigma, Double IPA carica e intrigante, chiude il cerchio di una gamma che non rinuncia mai alla facilità di beva.
Questa capacità di coniugare rigore stilistico e attitudine popolare troverà una nuova vetrina in occasione della prossima edizione di Golosaria Milano. Il Birrificio Sant'Andrea sarà infatti tra i protagonisti della manifestazione dal 31 ottobre al 2 novembre 2026, negli spazi di Fiera Milano Rho, per raccontare come la filosofia della "birra al popolo" sia diventata una realtà produttiva solida e di carattere.
