Gli assaggi dei 67 campioni 2018: un'annata buona, ma con luci e ombre

In Toscana sono tutti concordi che l’annata 2016 abbia dato dei buoni risultati; nel 2017 molti hanno fatto – anzi rifatto – rispetto all’annata precedente, delle riserve, mentre il 2018 si presenta come un’annata buona ma con luci e ombre, ovvero con campioni da manuale, altri fin troppo costruiti, altri che non riescono a rendere il sorso meno corto di quanto si presenta. Tuttavia il Chianti Classico è il terreno di grandi professionisti e la stoffa si sente, per cui i nostri assaggi di tutti i 67 campioni del 2018 ci hanno dato conferme e anche qualche novità.

Le novità

Partiamo da queste, ossia dalle aziende che non abbiamo sul Golosario 2020, ma che saranno oggetto della nostra attenzione nel corso dell’anno.
Iniziamo dal Chianti Classico 2018 di Cà di Pesa di Greve in Chianti (Fi) con il “Burrone”. C’è una certa finezza in un sorso che si presenta pieno e pregnante di frutto. Bella la frutta del Chianti di Casa Emma di Barberino Val d'Elsa (Fi) che tende alla confettura ed ha un’intensità che appare una sorta di elevazione (è per questo che si avverte l’incenso? Ahahah). È un rosso minerale e di buon impatto anche grazie ai suoi tannini. Colazzi di Impruneta (Fi) con il Chianti “Bastioni” spicca di frutta sotto spirito ed ha un’evoluzione coerente in bocca. Voti alti per il secondo Chianti della Fattoria Carpineta Fontalpino di Castelnuovo Berardenga (Si) con il “Montaperto”: c’è un profumo suadente di rose, in un sorso caldo; è un vino che si usa definire “croccante”, grazie all’ottimo risultato dei tannini. Bella novità per noi. E così anche per l’Antico Podere Gagliole di Castellina in Chianti (Si) con il Chianti “Rubiolo” che ha un’ampiezza fruttata piacevole. È invece profondo al naso con note di inchiostro e grafite e un cuore di ciliegia, il Chianti de L’Erta di Radda di Radda in Chianti (Si): molto buono anche nella sua espressione rotonda che accompagna i tannini. Stessa valutazione per il Chianti di Panzanello di Greve in Chianti (Fi): anche qui una bella profondità al naso e un equilibrio gradevole. Stoffa forte e rara eleganza per il campione della Tenuta Casenuove sempre di Greve in Chianti (Fi).
Il Chianti classico dell’anno va però ascritto al Podere La Cappella di San Donato in Poggio (Fi) che raggiunge il vertice dei nostri 5 *. La sensazione al naso è quella di una caramella di frutti rossi, presagio di un sorso esemplare, corretto, giustamente tannico. Proprio un bell’equilibrio.
Infine, fra le nostre novità, la sorpresa del Chianti classico della Tenuta la Novella di Greve in Chianti (Fi), che è aitante: al naso un fruttato intenso che poi in bocca si concentra con il nocciolo del frutto espressione dei suoi tannini ben levigati.

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Le conferme

Ebbene, se queste sono state le novità, andiamo a vedere le conferme.
La prima è del Chianti classico delle cantine Carpineto di Greve in Chianti (Fi) che ha una particolare ricchezza in bocca a dispetto di certi campioni dell’annata che sono risultati un po’ “corti”. Avvolgente il campione di Badia a Coltibuono di Gaiole in Chianti (Si); vino, fresco, tannico e piacevole quello del Castello di Meleto sempre di Gaiole in Chianti (Si). La medesima sostanza l’abbiamo trovato nel Chianti classico del Castello di Monsanto di Barberino Tavarnelle (Fi) e in quello del Castello di Volpaia di Radda in Chianti (Si). Molto bene San Giusto a Rentennano di Gaiole in Chianti (Si) con un Chianti che tende al frutto sotto spirito, ed è grasso nella sua espressione tipica. Bene anche quest’anno La Castellina di Castellina in Chianti (Si) con un naso profondo che arriva al rabarbaro. Il finale è morbido e amarognolo, l’equilibrio è esemplare. Il loro “Cosimo Bojola” che ci ha colpito è affinato in anfora. Il Chianti Classico di Monteraponi di Radda in Chianti (Si) ha una ciliegia complessa al naso ed è interessante la sua articolazione al palato. Voti altissimi per il Chianti classico 2018 di Rocca di Castagnoli di Gaiole in Chianti (Si). Alle note fruttate si aggiunge una piacevole mandorla e chiude con un tannino perfetto. È poi fine il Chianti classico di Rocca di Montegrossi di Gaiole in Chianti (Si), che si esprime cosi al naso ma anche con la sua setosità in bocca. Tenuta di Nozzole di Greve in Chianti (Fi) non si smentisce e si presenta con un Chianti classico dal frutto composto e rotondo che al termine esprime finezza.

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L'annata 2017

Abbiamo poi assaggiato una serie di 2017 con queste evidenze: Borgo Scopeto di Castelnuovo Berardenga (Si), Castello di Paneretta di Barberino Tavarnelle (Fi), Fontodi di Panzano in Chianti (Fi) col Filetta di Lamole; Lamole di Lamole di Greve in Chianti (Fi); quindi Isole e Olena di Barberino Tavarnelle (Fi); Pomona di Castellina in Chianti (Si), che lo scorso anno ci colpì col miglior campione della nidiata e il risultato alla cieca di questo 2017 ne è una conferma. Ottimo anche Querciabella di Greve in Chianti (Fi), Renzo Marinai di Panzano (Fi) (che conosciamo per la prima volta), Vallepicciola di Castelnuovo Berardenga (Si), Vecchie Terre di Montefili di Greve in Chianti (Fi).

Le riserve 2016

Come sfizio abbiamo assaggiato poi alcune riserve 2016 dove il top è stato il Chianti Classico di Fontodi “Vigna del Sorbo” di Panzano in Chianti (Fi).

È tutto, giovedì si assaggiano i Vino Nobile e venerdì i Brunello.
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