Wine Tour

A Vignale Monferrato, in località Mongetto, fa capolino tra le vigne un’avanguardistica cantina 'trasparente', perfettamente integrata nel contesto paesaggistico. Rappresenta l’espressione della volontà di investire in questo territorio attraverso un racconto progettuale che unisce vigna, vinificazione, ricettività di qualità ed enoturismo, voluto dalla famiglia Rosolen, imprenditori bergamaschi, che nel 2012 acquista 100 ettari di terreni e inizia un lento lavoro di recupero a 360°. La casa colonica è stata restaurata per dare vita a Ca’ dell’Ebbro, che prevede l’affitto della struttura intera, con piscina all’aperto e 7 camere. Gli spazi produttivi (serbatoi e barricaia) sono a vista da qualsiasi punto della sala degustazione e la cantina non ha un vero e proprio tetto, ma una terrazza ampia che, oltre a essere anfiteatro verso la valle Fons Salera, è un luogo pensato per accogliere eventi e iniziative dove il vino viene abbinato a musica, cibo, incontri di vario genere. In linea con questa visione, sono stati realizzati percorsi di trekking nei vigneti.
Servizi: camere: 7 - sala congressi (30 posti) - animali di piccola taglia ammessi - piscina

Galleria multimediale

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Testo publiredazionale

Il verso di uno dei più famosi poeti della letteratura classica, Orazio, è stato scelto dalla famiglia Rosolen per identificare il suo progetto imprenditoriale dedicato al mondo del vino. Un nome che simboleggia il forte richiamo che Vignale Monferrato ha avuto sulla proprietà, che ha scelto di mettere radici qui e non altrove, istintivamente e quasi istantaneamente. Ora.

Partiamo dal Qui, ovvero Vignale Monferrato. Il territorio di questa località è al centro di una fascia temperata, equidistante dal mare e dalla catena alpina, che lo protegge dalle perturbazioni di nord-est. La scarsa piovosità spinge le vigne a cercare nutrimento in profondità e la buona alternanza dei livelli termici tra il giorno e la notte e specie in tempo di vendemmia, garantisce vini dai profumi intesi ed eleganti. Un ruolo importante nella caratterizzazione dei vini di Hic et Nunc è giocato anche dai suoli di origine marina che presentano una matrice argilloso-calcarea, con una particolarità unica. Nel sottosuolo è possibile rinvenire blocchi compatti di calcare e arenarie dal classico colore giallo-ocra: sono le «pietre da cantone», scavate dalle popolazioni locali fin dall’antichità e utilizzate in edilizia.

Quindi l’Ora, perché la storia di Hic et Nunc è recente, ma quella del territorio che le ha dato i natali ci riporta indietro ai primi anni del 900 periodo a cui risalgono i primi vigneti del paese. Nel 2012 la famiglia Rosolen acquista 100 ettari di terreni e inizia un lento lavoro di recupero. Prima quello di Ca’ Milano, la casa colonica, che viene restaurata per dare vita al wine resort Ca’ dell’ebbro. Poi i vigneti: risanati, riorganizzati e, dove necessario, reimpiantati. A caratterizzare la produzione una pratica agronomica tesa a preservare la biodiversità paesaggistica della tenuta. Il rispetto di Hic et Nunc per il paesaggio si traduce in una difesa attiva dei suoli e dell’ecosistema attraverso pratiche quali: l’inerbimento dei filari, l’attenzione a non esasperare la compattazione e il dilavamento dei suoli, la riduzione dei trattamenti al minimo indispensabile. Pratiche virtuose vengono adottate anche per il controllo 'termico' del vigneto, fondamentale in una fase di cambiamento climatico come quella in corso.

Nel 2016 escono sul mercato le prime annate di Barbera del Monferrato, Piemonte Cortese e due spumanti Brut ottenuti da vitigni autoctoni (barbera e grignolino). L’obiettivo è abbandonare la viticoltura di quantità a favore dell’eccellenza, vinificando in proprio i vini classici del Monferrato.
Nel 2018 iniziano i lavori della nuova cantina, progetto avanguardistico di accoglienza
immersiva fra i vigneti. Prosegue contemporaneamente la ricerca enologica sui vitigni locali, che Hic et Nunc sceglie di vinificare in purezza per produrre: Barbera d’Asti e del Monferrato, Dolcetto e Nebbiolo del Monferrato e, soprattutto, Grignolino, che a Vignale trova il suo luogo d’elezione.
Il Piemonte Cortese nel 2019 è stato inserito fra i 100 migliori vini d’Italia di Golosaria, ma una curiosità è la scelta dell’enologo, bergamasco come la proprietà. Si tratta di Massimo Gigola, che fra l’altro è anche enologo dell’azienda Le Corne di Grumello al Monte che nel 2020 ci ha regalato il vino rosso Top dei Top unico su 64 campioni premiati.

I vini

Barbera del M.to Superiore 'Monumento' - Barbera del M.to 'Femminile Singolare' - Barbera d’Asti 'L’Omonima' - Piemonte Grignolino 'AltroMondo' - Monferrato Bianco 'Mè Fel' - Vino Bianco 'Felem' - Spumante Brut Rosè 'Mète' e 'Pandemonio' - Spumante Metodo Classico Pas Dosé 'Monbullae' - Vino Rosé uve appassite 'Rossolen'
TOP HUNDRED Monferrato Casalese Cortese 'Monolite'

Clicca qui per leggere l’articolo nella pagina Facebook I Vini del Golosario

Clicca qui per leggere l’articolo di Paolo Massobrio uscito su La Stampa nel 2019

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