confessioni di fine serata dopo una settimana appassionante

E' la fine di una settimana di quelle piuttosto impegnative, ma nello stesso tempo appassionanti. Passione: quante volte mi ritrovo a usare questa parola, forse troppo. "Sulle parole ci dobbiamo intendere (lo ha detto ieri sera Claudio Schirinzi, collega del Corriere della Sera a un incontro memorabile sul libro dedicato alla vita di don Giussani) e anche questo è un capitolo che merita d'essere scritto. Passione, vuol dire partecipazione, ma in realtà l'etimologia fa risalire la parola al latino "passio", quindi patire. Quindi non è proprio un'accezione positiva... Ma siccone la passione del Cristo è stato un atto di amore, ecco che il significato della parola si è totalmente ribaltato. Le parole nella storia sono dunque destinate ad assumere significati differenti, come la tradizione che ha la radice in "Tradire" (il contrario di conservare). Trarre dal passato, riattualizzando ciò che può vivere nell'oggi: ecco perchè tradizione e tradire un po' ci garbano, se pensiamo alla cucina di casa nostra.

Pensieri di un venerdì sera, fra centinaia di telefonate, mail, qualche intervista per l'edizione di Golosaria che è alle porte. Lunedi ero ad Alessandria, nel quartier generale della manifestazione: ci sono tornato solo oggi pomeriggio. In mezzo un viaggio a Roma, prima a Decanter e poi all Prova del Cuoco; i commenti sull'uscita della guida Michelin, scritti in treno sull'ipad con la linea che va e viene. Poi a Milano, per un incontro assai desiderabile, con Carlin Petrini, a parlare dell'anima dell'Expo. Ma poi Carlin ha chiamato che aveva la febbre (e lo si può capire dopo lo sforzo del Salone del Gusto di settimana scorsa). In bocca al lupo Carlin, ricordati che sei del '49, di tempra forte! Me ne sono stato ugualmente a Milano, per partecipare ieri sera a quell'incontro fra Giorgio Vittadini, Claudio Schirinzi, un cattolico e un laico, moderato (e ce n'era bisogno perchè lìincontro è stato assai vivace, da Antonio Intiglietta). E mentre tornavo a casa pensavo alla passione, a questa parola, che significa vivere dando lietamente tutto, come ha fatto il Gius. 

Stamane, dopo le decine di telefonate fra me e Marco Gatti, mi è venuto in mente che non si può desiderare meno di così, facendo quello che si fa. Ci piace Golosaria per questo: dare tutto ciò di cui siamo capaci per far brillare il lavoro di centinaia di angeli matti, che a loro volta danno tutto: per la famiglia, per la memoria che hanno conservato, per un lavoro, ma di quelli fatti bene. Mi han riferito che un capopolo, parlando a un gruppo di studenti universitari ha detto che non è dalla passione che bisogna partire, sennò si fa la fine di quelli che ci guardano (ndr Papillon). Oibò, che amarezza, solo a pensare alla dedizione di Marco per i ragazzi che chiedono consigli. Che quel signore che pontifica abbia pensato che plagiamo le persone perchè parliamo del significato che può avere il gusto ? Ma lo saprà - si che lo sa - che da un particolare si può accendere la luce sul tutto ? E se uno va in fondo seriamente a ciò desidera inizia un cammino, che è tutt'altro che farlocco. Quanti giovani abbiamo visto e vedremo a Golosaria. Che sono così. Ora, diamo il beneficio di inventario che il guru de noantri abbia bevuto un vino andato a male, qualcosa simile alla benzina. Anche se la molotov addosso a noi ce l'ha tirata lui.

Però la gente (altra parola: cos'è la gente ? Qualcosa di indefinito dal punto di vista identitario, che è diverso dal popolo), pensa ancora al cibo e al vino come a un qualcosa di folkloristico, da sagra alla W il parroco! E invece è una scommessa interessante. Sennò chi glielo fa fare a 300 produttori che arrivano da tutta Italia, stare tre giorni a Milano, per guardare in faccia i loro potenziali clienti. Lo fanno perchè il cibo e il vino sono dei racconti, delle storie (ah quante storie, avete delle storie, sono solo storie: altro uso opposto di una parola), che legano il loro passato al presente. E certamente anche al futuro. Ed è questa l'anima dell'Expo, che ha un passaggio attraverso Golosaria. E bisogna proprio esserci, per capirlo. Beh, buon week end a tutti e una pronta guarigione al mio amico Carlin da Bra.