Cronaca in diretta della tre giorni di Milano

Il giorno dopo Golosaria è col sole, non solo quello che risplende in attesa dell’Estate di San Martino, ma il sole di una cosa che è riuscita, con migliaia di persone, che per tre giorni hanno visitato i 300 espositori presenti. E’ stata una soddisfazione sentirsi dire dal patron della cantina San Giuseppe che fa un Prosecco straordinario: “Peccato sia già finita”.

Alla presentazione del GattiMassobrio, la guida ai migliori ristoranti d’Italia (sono 2.500) le mille persone presenti si sono alzate in piedi per applaudire Aimo e Nadia, da 70 anni cuochi a Milano. E il sindaco Giuseppe Sala ha mandato un lunghissimo messaggio, dicendo che la città gli deve molto perché hanno fatto scuola.

Quando è stato il momento di premiare le migliori botteghe del gusto d’Italia (erano 500), abbiamo letto un elenco di 18 realtà, che stanno a Visso, Norcia, Camerino e altri paesi colpiti dal terremoto in Centro Italia. 18 angeli che vogliamo aiutare facendo le cene in ComPagnia in tutta Italia. E lì abbiamo avvertito un senso di famiglia: la famiglia del Golosario. In sala c’erano anche i titolari della Fefa di Finale Emilia e del Rigoletto di Reggiolo, che tre anni fa hanno avuto il medesimo problema. E anche loro sono stati aiutati, così come i 10 ristoranti spazzati via dall’alluvione del 4 novembre del 1994. Mi ha commosso vedere questa gente venuta da tutta Italia, per vivere un momento di relazione che è destinato a fare storia.

C’era anche Thierry Cohen, uno dei principali importatori di cibo di qualità italiano in Giappone. Ed ha raccontato quanto è importante la tradizione territoriale, la distinzione (“la distintività è la nuova frontiera” ha detto l’assessore all’Agricoltura Gianni Fava). Ma è anche ciò che piace al popolo del Sol Levante, che settimana prossima incontrerò a Tokyo e in altre città per raccontare quello che succede in Italia intorno al fenomeno del gusto.

Intanto la Farina Petra di Molino Quaglia, che è al centro della rivoluzione nel mondo della pizza è partita per Dubai, per fare un’edizione speciale di Pizza Up, ma in questi giorni erano anche a Golosaria, per raccontare dove porta l’innovazione. C’erano le 23 Città dell’Olio, c’era Acqua Lauretana, l’acqua più leggera d’Europa che ha fatto sapere quanto è diventato di moda fare il tè con un’acqua leggerissima, ma anche cucinare con un’acqua con pochissimo residuo fisso e salinità.

Tre giorni di Golosaria per parlare di merenda coi bambini e col Grana Padano, ma anche di recupero degli avanzi, con Comieco, che è poi l’idea di portare a casa un piatto che altrimenti non si sarebbe consumatori al ristorante. Abbiamo stretto un patto con Artimondo, il portale di e-commerce che vuole far conoscere la qualità italiana nel mondo, mentre il modello delle Ciberie, lanciato a Golosaria, ha spiccato il volo.

E’ bello vedere nella gente la soddisfazione per qualcosa di italiano che riesce e vince: il gusto. Ma è soprattutto bello sapere che c’è un luogo che non dimentica. Ad esempio chi non c’è più, come Giacomo Rallo di Donnafugata, Silvano Zavaglia del Prosciutto San Marino, Marzio Nocchi di Amati, Gloria Valcanover e tanti altri che erano con noi. Un fenomeno del gusto che è come una famiglia, quella di Golosaria, e che è destinato a fare storia. Con commozione questo è ciò che mi porto a casa da tre giorni di straordinari incontri.