Fra due eventi piemontesi (Derthona e Grignolino) e il grande evento di Verona

L’ennesima degustazione nei nostri uffici è avvenuta prima della manifestazione più importante dell’anno (Vinitaly and The City dove ci sarà il nostro “Salotto Raro” nel cortile del Tribunale e Vinitaly, con Young to Young) ma appena dopo gli assaggi di Grignolino, Monferace e Freisa all’evento Nobile Ribelle di Grazzano Badoglio dell’Ais di Asti e a Derthona 2.0. Ora, questi assaggi ci confermano alcune ipotesi che abbiamo fatto nei mesi scorsi: i vini naturali e le lunghe macerazioni, dopo gli eccessi degli anni scorsi, stanno finalmente prendendo una strada dove la piacevolezza del sorso resta al primo posto; il baratuciat da vitigno emergente è una realtà sempre più interessante. Non ci credete? Leggete fra i nostri assaggi

TENUTA GAMBARELLO - Mombello Monferrato (Al)

La tenuta si sviluppa all’interno di un complesso rurale di origine seicentesca, che appartiene alla famiglia Moscheni sin dal 1933 e si estende per circa 140 ettari, tra vigneti e coltivazioni agricole, in una zona collinare che guarda alla Val Cerrina e al Sacro Monte di Crea, patrimonio Unesco. Il corpo principale della tenuta conserva un’architettura storica tra cortili e porticati, con edifici residenziali e una cappella dedicata a Santa Adelaide.
In degustazione ha brillato il Monferrato Bianco 2023, da uve baratuciat, dal colore paglierino chiaro e un naso di albicocca, agrume con una spiccata vena minerale; in bocca ritorna l'albicocca e si fa apprezzare per la pienezza e una spada acida lunga e diritta. Davvero molto interessante. Di grande finezza il Grignolino del Monferrato Casalese “Arfiurì” 2023, dal colore classico tendente al mattone, con un naso di piccoli frutti netti e un sorso tannico. Anche questo decisamente ben fatto. Tra i rossi classici, la Barbera del Monferrato Sorij 2022 ha un colore rubino impenetrabile, un naso potente di ciliegia matura e speziatura intensa, rivelandosi ricca e piena. La Barbera del Monferrato “Adelaidis” 2020 mostra invece un naso ricco ma con nuance vaniglia e note verdi, sfoggiando corpo e una nota leggermente amaricante sul finale.
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SOCIETÀ AGRICOLA MARIA ANTONIETTA - Villa del Bosco (Bi)

La Società Agricola Maria Antonietta - Villa del Bosco è una realtà vitivinicola nata dalla passione per il territorio e dalla volontà di valorizzare antichi vitigni piemontesi tra cui spicca ancora un baratuciat. Ci troviamo nel Canavese, un’area collinare situata a nord di Torino caratterizzata da paesaggi suggestivi e suoli di origine morenica. Il clima influenzato dalla vicinanza delle Alpi e i terreni ben drenati e ricchi di minerali contribuiscono alla finezza dei vini.
Nel nostro assaggio si sono distinti il Vino Bianco “Gioacchino”, da uve baratuciat, con naso intenso di caramello e miele allo zafferano; anche se l’assaggio migliore de lo ha dato il Coste della Sesia 2023, con un bel naso di viola intenso e pepe nero, in bocca è pieno con un tannino ancora acerbo. Infine doverosa menzione per un vino raro come il Bramaterra Riserva 2018: l'unghia tende all'aranciato, mentre il naso è complesso, con affascinanti note ematiche e terrose. In bocca si rivela molto elegante, dotato di buona acidità e di un finale piacevolmente amaricante.
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CASCINA RAINERO - Mongardino (At)

L’azienda ha sede a Mongardino, nella storica cascina appartenuta a Giovanni Rainero, cofondatore della Coldiretti. Oggi la proprietà è guidata dal nipote Stefano Tucci che, con il supporto dei genitori Marco ed Emanuela, ha recuperato i vigneti di famiglia dedicandosi anche a sperimentazioni più o meno audaci che ogni anno, puntualmente abbiamo degustato (e spesso criticato). Ma il giovane Stefano, che non disdegna un percorso del genere “Naturale” per capirci, oggi è arrivato alla maturità e lo dimostra con tre vini che possono dire la loro e vanno ad affiancare la Barbera d’Asti “La Malandrina”, premiata Top Hundred nel 2022. Sorprendente il Vino Bianco “La Luna di Cristallo” 2025, da uve viognier affinato per sei mesi in anfora, che sfoggia il colore rame tipico degli orange wine ed esprime note intense di erbe officinali; in bocca ha un tannino che traccia una spada diritta, risultando secco e piacevolmente amaricante. Il Vino Rosso “Io sono perché tu sei” 2025, Grignolino anche questo in anfora per sei mesi, regala invece un naso avvolgente di mora e amarena candita; in bocca è pieno e intenso, con un tannino appena accennato. E’ uno dei migliori Grignolino assaggiati quest’anno, e si è distinto anche a i tavoli del Nobile Ribelle. Complimenti!!! Infine, il Vino Rosso “Di struggente bellezza” 2023, una Barbera che viene fermentata in cemento e affinata in tonneaux: si presenta con un colore rubino intenso e profumi ampi di rosa purpurea e incenso, uniti a una decisa nota minerale; in bocca è ampio, pieno, sorretto da una bella acidità. Tre belle etichette che lo consacrano tra i nomi più interessanti della new wave piemontese.
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ABBAZIA DI NOVACELLA - Varna (Bz)

Da quasi mille anni, nella Valle Isarco, l’Abbazia di Novacella è un punto di riferimento della viticoltura locale. La produzione nasce da 26 ettari di vigneti di proprietà, coltivati a sylvaner, kerner, veltliner, traminer e müller thurgau, affiancati dalle uve conferite da circa 60 soci. Un patrimonio costruito nel tempo, che si traduce in vini di grande qualità, espressione di una conoscenza profonda e secolare del territorio. La cantina è celebre per etichette iconiche come il nostro Top Hundred 2007 Alto Adige Valle Isarco Kerner “Praepositus”, il Gewürztraminer e il Pinot Nero della stessa linea oppure per l’iconico Alto Adige Pinot Nero Riserva “Vigna Oberhof”, nostro Top Storico 2024. In questa seduta abbiamo apprezzato il Sudtirol Alto Adige Valle Isarco Sylvaner 2024, che si presenta con un colore oro e un naso ricco di frutta tropicale e banana; il sorso è abbastanza morbido in ingresso, sostenuto da un'acidità che resta a lungo. Molto interessante anche il Sudtirol Alto Adige Valle Isarco Kerner 2024: colore oro, naso che “sauvignoneggia” con profumi intensi di erbe aromatiche e una bocca che risulta abbastanza equilibrata.
novacella.jpgInfine una panoramica tra gli altri assaggi

FAZIO - Erice (Tp)

L'Erice Blanc de Blancs Brut rappresenta per noi un’anteprima delle 100 e oltre etichette che gli appassionati troveranno il 16 e 17 maggio nell’Enoteca di Barbera&Champagne allestita nel Castello di Casale Monferrato nell’ambito di Golosaria. Si presenta con un colore paglierino scarico e un naso incisivo di mandarino accompagnato da una nota speziata. In bocca è fresco, amaricante, con la nota speziata che persiste a lungo nel retrogusto. Ecco le sorprese che andranno ricercate. A ogni degustazione, da qui a maggio, ve ne sveleremo uno, curioso come questo.
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DOMENICO CLERICO - Monforte d'Alba (Cn)

Il nome non ha bisogno di presentazioni. E noi oggi lo consideriamo non coi suoi vini frutto di nebbioli, ma con il Barbera d’Alba “Trevigne” 2023. Che mostra un colore rubino impenetrabile; al naso regala sentori di mandorla e rosa canina, mentre in bocca ha un ottimo equilibrio, rivelandosi sugosa e di giusta acidità. Da manuale.
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I DOF MATI VITICULTRICI - Fara Novarese (No)

Il Colline Novaresi Nebbiolo “Trama” 2023 ci era piaciuto già a novembre alle degustazione di anteprima: ha un colore rubino e un naso profondo ed elegante, con un intrigante sottofondo di rabarbaro. In bocca si rivela giustamente tannico ed equilibrato.
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ILGOLOSARIO WINE TOUR 2025

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