Il GattiMassobrio premia il capoluogo ligure e la provincia. Tra le eccellenze La voglia matta di Davide Cannavino, un giovane grande chef

Tra le soste di maggiore valore fatte nei mesi di preparazione della nuova edizione del GattiMassobrio, un numero significativo nella provincia di Genova. Chi c’era a Golosaria a Milano, ha chiaro, avendoli visti sul palco, quali e quanti grandi interpreti della cucina italiana operino oggi all’ombra della Lanterna e nei dintorni. I nomi? Ivano Ricchebono del The Cook di Arenzano, Serenella Medone di Bogliasco, il grande Israel Feller, chef patron del Boccon divino di Chiavari (guide, sveglia, è forte!), le famiglie Circella della somma Brinca di Ne e Carbone della affascinante Manuelina di Recco, Claudio Modena dell’Acqua pazza di Santa Margherita fino ai Rezzano di Sestri Levante.

A Genova? Entusiasmante La voglia Matta (Voltri, via Cerusa, 63/r – tel. 0106101889) baluardo di sapori e profumi di Liguria e laboratorio di cucina contemporanea senza eguali. Cresciuto anno dopo anno da quando lo scoprì per primo il nostro Alessandro Ricci, questo locale, ora, secondo la nostra filosofia, è vera eccellenza. Il ristorante vi aspetta in un piccolo carrugio dal fascino d’antan, vicino al casello dell'autostrada.

Lasciata l’auto nell’ampio piazzale che guarda il mare, pochi passi, ed eccovi arrivati. All'interno, due salette con tavoli apparecchiati in modo impeccabile, il sorriso dei giovani camerieri in divisa impeccabile, subito la sensazione di essere in un luogo dove si starà bene. E che qui vivrete un'esperienza da ricordare, ve lo confermeranno piatti e bottiglie, con la cucina di uno dei più talentuosi giovani chef italiani, Davide Cannavino, e con i vini selezionati con passione e competenza, con ampia scelta anche di naturali, dalla sua compagna di avventura Katia Baglini.

In tavola, strepitosa interpretazione del Cappon Magro, crudo d'autore, "Bergese millenovecento sessantasette risotto mantecato fondo bruno di vitella" (che è geniale omaggio a quel Bergese che con il suo ristorante Santa a Genova è stato chef che fa parte dei maestri della cucina italiana, e che dice dell'intelligenza di Cannavino, grande tecnica, creatività, capacità di anticipare il futuro, ma piedi ben piantati nella tradizione e orgoglio delle radici), di secondo trippa fritta profumata al curry, stoccafisso accomodato alla genovese, cremoso di limone e salvia a chiudere. Menu degustazione dal rapporto qualità/prezzo eccezionali. Coccole d'autore a inizio e fine pasto...Una delle migliori soste dell'anno. Bergese ha un erede: Davide Cannavino! La voglia matta? Sì, di tornare!