Dove scappare in questi giorni se la città ti ha stufato.

Se per te "agriturismo" significa ancora tovaglia di carta, vino che macchia i denti per tre giorni e porzioni da Shrek in pausa pranzo, fermati. Quelli che seguono sono i migliori agriturismi d'Italia secondo IlGolosario 2026. Qui si respira aria buona, si mangia cucina vera con quella cura che ti fa capire di essere finito in un luogo speciale. Ecco dove scappare per le Feste se la città ti ha stufato.


1.Cascina Madonna
Dove: Refrancore (AT).
Una sosta del cuore nell'Astigiano. Andrea Vergano è il padrone di casa perfetto: garbo, puntualità e un ambiente luminoso e distensivo. Qui la cucina è quella piemontese fatta come Dio comanda, senza scorciatoie.
    •    Cosa si mangia: l'elenco è pura poesia sabauda: carne cruda battuta al coltello, mini hamburger di faraona (geniali!), agnolotti al plin al sugo d'arrosto e il sontuoso brasato al Nebbiolo. Ah, c'è anche il coniglio alle olive.
    •    Perché sceglierlo: ideale per chi vuole un Natale rassicurante. Ti siedi, mangi da re, ti rilassi.


2.Cascina Rio Rocca
Dove: San Lorenzo al Mare (IM). Un agriturismo vero, di quelli duri e puri. Qui si mangia solo quello che producono. Donatello e Khadija ti accolgono come uno di famiglia in un'atmosfera autentica, tra ulivi e profumo di mare. La terrazza estiva è bella, ma anche d'inverno il calore non manca.
    •    Cosa si mangia: Liguria al 100%: farinata di ceci con cipollotto egiziano, ravioli di borragine e un coniglio alla ligure (alla maniera di Diano Gorleri) con patate che non dimenticherai.
    •    Perché sceglierlo: perfetto per i puristi del km zero. Se cerchi sapori che sanno di terra e fatica (quella buona), questo è il tuo tempio.

3. Cascina San Fermo
Dove: Calcio (BG).
Serena e Lorenzo gestiscono questo regno della tradizione dove tutto (ma proprio tutto, farine comprese!) viene dai loro campi. Si sta bene, punto. È la cascina solida dove la stagionalità non è uno slogan, ma la legge.
    •    Cosa si mangia: qui l'oca è una cosa seria: prova l'oca "nde ula", cotta nella stufa a legna nella sua anfora di ceramica. E poi casoncelli alla bergamasca e crostate con le loro marmellate.
    •    Perché sceglierlo: ideale per chi ama le cotture lente e i sapori antichi. Quell'oca nella stufa vale da sola il viaggio (e il bis).


4. La Pomera
Dove: Vignale Monferrato (AL).
Gabriella Trisoglio è una forza della natura. Allieva di Paracucchi, dal 1985 gestisce questa casa padronale con un museo contadino annesso che è una chicca. Cucina made in Vignale e tanta passione che trasuda dai muri.
    •    Cosa si mangia: i mitici friciulin (frittelle) e la giardiniera di Gabriella sono obbligatori. Poi carne cruda, pollo in carpione con zucchine e per finire il classico bonet.
    •    Perché sceglierlo: perfetto per chi ha nostalgia della nonna (quella brava a cucinare). Ti sentirai coccolato, nutrito e farai pure un ripasso di storia contadina.


5. La Tresenda
Dove: Livigno (SO).
Non la solita baita, ma una fattoria dove gli animali (lama e alpaca inclusi!) stanno bene quanto gli ospiti. Sostenibilità vera, ambiente rustico-elegante e una griglia Josper che fa miracoli con la carne.
    •    Cosa si mangia: montagna vera ovvero sciatt, pizzoccheri, frittatina di cipolle e tarassaco e una costata di Angus Beef cotta alla brace con salsa bernese che resuscita i morti.
    •    Perché sceglierlo: ideale per un Natale da fiaba sulla neve. Mangi divinamente, saluti gli alpaca e ti senti in armonia con l'universo (e con la pancia).


6. La Villa
Dove: Melfi (PZ).
La famiglia Sonnessa fa le cose in grande. Venti ettari di proprietà da cui arriva quasi tutto, attenzione per celiaci e una cantina mostruosa (600 etichette!). Cucina tradizionale melfitana ma con una tecnica che guarda avanti.
    •    Cosa si mangia: piatti che sorprendono. Ad esempio ovetto a 64° con cardoncelli e tartufo, risotto allo zafferano di Ripacandida, maialino Nero Lucano cotto a bassa temperatura e cannelloni di nonna Anna.
    •    Perché sceglierlo: perfetto per scoprire che la Basilicata è gourmet. Mangi prodotti eccezionali in un contesto che ha stile e sostanza da vendere.


7. Paradis Pietrasanta
Dove: Pietrasanta (LU). Dimentica il contadino col cappello di paglia. Qui siamo nel design puro. Un boutique hotel con orto biologico e animali allevati in libertà a due passi. Lo chef Alessio Bachini unisce mare e monti della Versilia con una mano felice ed estetica.
    •    Cosa si mangia: eleganza nel piatto con mazzancolla arrostita con verza, tagliatelle al coniglio, maialino da latte con cavolo nero e un morone con salsa mugnaia da applausi.
    •    Perché sceglierlo: ideale per fare l'influencer green-chic. Mangi bio, sei circondato dall'arte e ti senti subito più bello (e più buono).


8. Pian du Lares
Dove: Maccagno con Pino e Veddasca (VA).
Salire fin quassù (1000 metri!) costa fatica, ma ne vale la pena. Vista lago Maggiore pazzesca e una fattoria dove Flavio produce formaggi di capra e salumi che sono la fine del mondo. Filiera non corta, cortissima.
    •    Cosa si mangia: i loro formaggi caprini e la formaggella del Luinese sono il top. Poi polenta concia, coniglio alla ligure e un tiramisù con ricotta di capra che ti stupirà.
    •    Perché sceglierlo: perfetto per il "digital detox". Solo silenzio, aria buona, lago all'orizzonte e formaggio di capra felice. Cosa vuoi di più?


9. Podere Arduino Osteria Ancestrale
Dove: Castagneto Carducci (LI).
A Bolgheri c'è questo posto incredibile: azienda organico-rigenerativa, bistrot nell'orto e cucina "ancestrale" tutta fuoco e brace. Qui le verdure sono trattate con rispetto religioso e i sapori sono primordiali ma raffinatissimi.
    •    Cosa si mangia: spaghetti ai 4 pomodori (sembra facile a dirsi, ma provaci tu!), barbabietola cotta sotto la cenere, cappellaccio alle erbe di campo e una torta di rose con zabaione per chiudere in dolcezza.
    •    Perché sceglierlo: ideale per sentirsi un po' selvaggi ma gourmand. Mangi prodotti dell'orto che sanno di orto e ti godi l'atmosfera magica della campagna toscana.
 

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DI PAOLO MASSOBRIO

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