La visita in Cantina Durin è un tuffo nella Liguria “vera”: vigneti terrazzati, appezzamenti sparsi e una famiglia che presidia ogni passaggio.

Durin nasce nel 1978 con Antonio Basso, terza generazione, oggi affiancato in azienda dalla moglie Laura e dai figli, tra cui Giovanni che ci ha guidato questo pomeriggio di Agosto. I vigneti arrivano a 18 ettari su fasce ripide della Valle Arroscia; l’identità è da Vignaioli Indipendenti (FIVI). Parcellizzazione estrema, pendenze e microclimi diversi: coltivare e vendemmiare significa incastrare decine di piccoli puzzle ogni stagione. Non è un caso se Durin è spesso citata per il lavoro su terrazzamenti e per la partecipazione a rassegne dedicate ai “vini estremi”.

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L’olio e i sapori di casa Durin

Accanto ai calici, la visita in cantina è stata un viaggio anche nei sapori autentici della famiglia Basso. Durin produce un eccellente olio extravergine di oliva, frutto di 2 ettari di oliveto distribuiti – come i vigneti – in ben otto comuni diversi. La molitura avviene a freddo, mantenendo intatte le note erbacee e il carattere delicatamente amaro tipico delle cultivar liguri.

Durante la degustazione, questo olio ha portato nel piatto la stessa attenzione che l’azienda dedica al vino. La famiglia ha voluto farci sentire “a casa” con alcuni piatti della tradizione: una torta verde fragrante, carciofi sott’olio di loro produzione, acciughe ripiene e patate lesse servite con la tipica salsa ligure all’aglio di Vessalico.

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Non sono mancati i salumi artigianali di loro produzione - provenienti da maiali allevati dalla Fattoria di Costa Bacelega (IM): un salame con un’affumicatura magnifica, ottenuta con foglie di mirto e alloro, e un prosciutto dalla spezzatura unica, entrambi stagionati lentamente in una casetta di pietra in campagna. Un abbinamento che ha reso la visita un’esperienza completa, dove territorio e accoglienza hanno avuto lo stesso peso del vino nel racconto finale.

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Un capitolo a parte lo merita la produzione spumantistica di Durin: tre versioni di Pigato metodo classico – tra cui il Basura Obscura, il Basura Riunda e il Basura Rosa – che affinano nelle suggestive Grotte di Toirano. Qui non si tratta solo di marketing: la collaborazione con il sito speleologico permette di portare l’affinamento in bottiglia in un ambiente naturale con temperatura costante e umidità stabile, senza mai sbalzi. Condizioni ideali che regalano una maturazione lenta, proteggendo la freschezza aromatica e aggiungendo complessità alle bollicine. Una scelta tecnica di grande coerenza, capace di legare il fascino del luogo alla precisione enologica.

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Degustazione

Vermentino 2024

Giallo paglierino scarico; naso balsamico, leggermente oleoso; in bocca spalla acida viva con limone e foglia verde. Vino pensato per la prontezza e per esprimere il varietale in acciaio e a freddo (stile di casa).

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Braie – Pigato Superiore

Il “Braie” è il Pigato di punta di Durin, proveniente da vigne vecchie su suoli pietrosi e marne calcaree, in una delle zone più vocate dell’entroterra ingauno. È considerato uno dei cru aziendali per eccellenza, pensato per resistere al tempo, con struttura e complessità fuori dal comune.

Annata 2024: paglierino scarico con riflessi verdognoli, naso leggero di erbe aromatiche come timo e note vegetali sottili. In bocca è più snello, fresco e agile, con chiusura pulita.

Annata 2018: giallo oro pieno, naso maturo con idrocarburi, fiori bianchi e tocchi di erbe finocchiate. Sorso oleoso, ampio, lungo e leggermente salino.

image00004.jpgimage00003.jpgAlicante

Vitigno rosso storico e raro in Liguria, l’Alicante di Durin nasce da parcelle selezionate che regalano frutto intenso e una forte identità territoriale. È considerato un cru aziendale per la sua unicità e per la produzione limitata, che ne accentua il valore.

Annata 2024: rosso rubino brillante con riflessi granati, naso pieno di confettura di ribes e more, speziatura pepata e sentori floreali appassiti. Sorso ricco, fruttato e fresco.

Annata 2016: rubino impenetrabile tendente al granato scuro, profumi intensi di confettura torbida, rabarbaro, lamponi e fragole. In bocca è profondo, caldo e avvolgente, con finale lungo.

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Per chi è Durin

Durin è per chi crede che il vino non sia solo un prodotto, ma un pezzo di paesaggio imbottigliato. È per chi cerca la Liguria più autentica, quella fatta di vigneti arrampicati sui muretti a secco, appezzamenti sparsi tra otto comuni e mani che conoscono ogni filare per nome. È per chi apprezza il lavoro silenzioso dietro ogni bottiglia: la vendemmia manuale, la scelta di non irrigare i vigneti storici, l’affinamento in grotta non come trovata scenografica, ma come alleata tecnica. È per chi ama vini che non rincorrono le mode, ma portano in sé il carattere di chi li produce: schietti, salini, a volte ruvidi al primo sorso, ma capaci di restare impressi.

Durin è anche per chi cerca un’esperienza a tutto tondo, dove al bicchiere si affiancano i sapori di casa – dall’olio extravergine ai salumi e alle conserve – e l’accoglienza è quella di una famiglia vera. Una famiglia guidata dalla tenacia che con passione fanno conoscere queste terre e il loro vino.

In poche parole, Durin è per chi vuole conoscere la Liguria del vino senza filtri: vera, resiliente e orgogliosamente eroica.

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