È scomparso a 67 anni uno dei protagonisti della rinascita del Barolo

Il mondo del vino piange Domenico Clerico. Celebre per i suoi vini, grandi Barolo come il Percristina, il Ciabot Mentin e l'Aeroplan servaj, e per essere stato tra i produttori che han dato vita a Langa In, il gruppo di 16 cantine che aveva capito l'importanza di mettersi insieme per promuovere vini e territorio. In realtà, lascia un vuoto nel cuore di molti, per quel suo tratto umano che ne faceva personaggio che usciva dal clichè che vuole i langhetti  chiusi e individualisti, visto che era persona generosa e capace di legare amicizie profonde e durature.

"Dai Domenico, dimmi che non è vero e che è uno dei tuoi soliti scherzi..." Così, sui social, Ivano Antonini, tra i primi ad aver dato la notizia della sua scomparsa, una frase con cui il grande sommelier, oggi patron del Blend4 di Azzate, e a lui legato da amicizia decennale, ha sottolineato in poche parole quel carattere gioioso, goliardico, capace di vivere la vita con il sorriso, che aveva Clerico.

La vita non è che fosse stata tenera con lui, visto che non gli ha risparmiato il dolore più grande, la perdita dell'unica figlia Cristina, di soli 9 anni. E negli ultimi tempi, la prova della malattia. Ma lui era un "Aeroplanservaj", in dialetto piemontese, un "aeroplano selvaggio", soprannome più che mai azzeccato che gli aveva dato suo padre (e poi nome di uno dei suoi Barolo), vedendo il suo spirito libero e la sua gioia di vivere. Ora l' "Aeroplanservaj" ha spiccato il volo più importante.

A lui dedichiamo un brindisi con quello che era il Barolo della sua predilezione, il Percristina, dedicato alla figlia. Dal colore granato scuro, è austero, con note di ciliegia matura, cassis, more, liquirizia e spezie, mentre in bocca è caldo, potente, dal sorso vivo e di persistenza infinita. Buon viaggio Domenico!

foto LaRepubblica.it