Alla faccia del super caldo, una selezione di vini che (anche tra i grandi rossi) ci hanno regalano una nota di freschezza
La freschezza è il modo gentile per tradurre il concetto di acidità nel vino. Può essere più o meno graffiante, integrata nel sorso, spiccata oppure esagerata. Non è il caso di questi assaggi che al contrario sanno giocare proprio sulla freschezza regalandoci un brivido (anche con i 38 gradi fuori dalla finestra). Dal Grignolino alla Barbera, senza dimenticare i Nebbioli del Nord oppure - e chi l’avrebbe mai detto - un Valpolicella.
F.LLI OMEDÈ - Castell’Alfero (At)
Dopo i Grignolino assaggiati nella scorsa degustazione, abbiamo provato anche la spumantistica dei fratelli Emilio e Gabriele, sempre a base di uve grignolino.
Il loro Vino Spumante Pas Dosè “Grien” si presenta con un colore buccia di cipolla e un naso pieno, intenso e floreale di viola; in bocca è di corpo e piacevolmente sapido. Il Vino Spumante Rosato Pas Dosè “Salevinomosso” ha invece un colore rubino e un naso di amarena dolce, mentre in bocca è pieno, per finire con una chiusura che tira fuori tutta l’acidità e la freschezza di questo vitigno. Davvero ottimi e una gran bella promessa questa cantina di Castell’Alfero.
CASTELLO DI UVIGLIE - Rosignano Monferrato (Al)
L'impianto dei primi vigneti al Castello di Uviglie risale al 1491, sebbene la produzione vinicola trovi una forma strutturata a partire dal 1900. Sotto la guida della famiglia Bonzano, la cantina che ha unito due realtà, oggi supervisionate, dal punto di vista enologico, dall’enologo Lanati, adotta un approccio che unisce il metodo artigianale all'integrazione di tecnologie orientate alla sostenibilità, come confermato dalle certificazioni SQNPI ed Equalitas. Un percorso evolutivo che tutela la storicità del luogo attraverso una gestione agronomica consapevole. I 45 ettari di vigneti si estendono nella core-zone del Monferrato Unesco; la produzione si concentra su vitigni storici come barbera, grignolino e albarossa, ma include anche spumanti Metodo Classico affinati nelle antiche Cave di Pietra da Cantoni che abbiamo visitato per la prima volta, davvero suggestive e di una profondità inimmaginabile. Queste cattedrali sotterranee, scavate nel Medioevo, rappresentano un elemento unico del territorio e ospitano oggi l’affinamento delle bottiglie più pregiate.
Tra le etichette più rappresentative ecco allora il Monferrato Rosso “Hosteria”, la Barbera del Monferrato Superiore “Le Cave” e il Grignolino del Monferrato Casalese “San Bastiano”, quest’ultimo premiato Top Hundred 2010.
Ma partiamo con l’Extra Brut “Le Cave”, (chardonnay e pinot nero), che ha un colore oro, un naso erbaceo e di zafferano e in bocca sfoggia corpo ed equilibrio. L'Extra Brut “Le Cave” Vigna Mandoletta, dello stesso uvaggio, ha un colore paglierino brillante, un naso di maggiore intensità con lievi note di lievito, mentre in bocca è pieno, di corpo, molto lungo e pregnante. E ci è piaciuto molto per la sua finezza. L'Extra Brut Rosè “Le Cave” ha colore buccia di cipolla e un naso fine e profondo con note fruttate di pesca; in bocca è fine, con una bolla cremosa e risulta molto equilibrato. Sui bianchi fermi, il Piemonte Chardonnay “Lunarie” 2024 ha un colore brillante con riflessi verdognoli, naso fruttato intenso ma non sfacciato in bocca, mentre il Piemonte Chardonnay “Genevieve” 2021 si presenta con colore oro, naso di frutta secca e nocciola in bocca, schiacciando l’occhio a un gusto più internazionale.
Passando ai rossi, il Grignolino del Monferrato “San Bastiano” 2024 ha un colore rubino scarico tipico, un naso di ciliegia ed erba medica, rivelandosi in bocca tannico, immediato e fresco. Ed è sempre lui: un bel campione. La Barbera del Monferrato “Bricco del Conte” 2023 ha un colore porpora, un naso fine e floreale di violetta e in bocca è pieno, sugoso e con una bella acidità. Da bere e ribere. La Barbera del Monferrato Superiore “Le Cave” 2021 regala un naso più profondo di amarena e una nota ammandorlata; al palato risulta leggermente tannico ma con un'acidità viva. La Barbera del Monferrato Superiore Vigna Mandoletta “Bruno” 2020 ha un naso di rosa profonda e in bocca è pieno e di bella acidità. In ambito Albarossa, gli ultimi anni sono stati di grande lavoro e questo assaggio dimostra che i risultati ci sono.
Il Piemonte Albarossa “Sofia” 2022 si presenta di colore fitto impenetrabile, un naso intenso e pieno di piccoli frutti; in bocca il sorso è pieno, fragrante, con la giusta freschezza e il tannino. Un vino estremamente piacevole, potente, ricco. Da conoscere assolutamente. Il Piemonte Albarossa “1491” 2021 gioca invece sull’eleganza. offre un naso più profondo di cioccolato ed è elegante; in bocca ha un'acidità più graffiante del precedente.
Chiudiamo con il Monferrato Rosso “Hosteria” 2023, dal colore che tende al rubino trasparente e un naso con cenni di grafite: un vino diretto, di pronta beva, fresco e con un filo di tannino. Ottima degustazione!
SCARZELLA - Rocchetta Tanaro (At)
Siamo in un’azienda di giovani che hanno ripreso le vigne di proprietà in frazione Asinara, nella parte alta di Rocchetta, con nuove idee. A oggi i tre giovani fratelli, terza generazione di famiglia orgogliosamente contadina come amano definirsi, stanno ridisegnando la produzione contando su 5 ettari tra vigneto e frutteto circondati da quattro ettari di bosco. E fin dagli inizi abbiamo assaggiato i loro vini, ma questa volta possiamo dire che CI SIAMO!
Il loro cavallo di battaglia è naturalmente la Barbera e l’ottimo Grignolino d’Asti. Proprio il Grignolino d’Asti 2024 mostra un colore rubino trasparente, note floreali e fruttate di elegante e disteso frutto; in bocca è tannico, di buona acidità. La Barbera d’Asti Superiore 2022 ha color porpora, naso di sottobosco speziato e pieno, con un lungo retrogusto fruttato elegante. Il Nizza 2022 ha naso porpora decisamente fruttato, intenso e con speziatura d'anice; in bocca è un sorso pregnante che si fa masticare e lascia una leggera nuance di vaniglia. È stata una sorpresa trovare un Nizza veramente ottimo in questa cantina, che farà parlare di sé.
MANFREDI - Farigliano (Cn)
Tutto ebbe inizio nel 1918, quando il trisnonno Nicolao, originario delle aspre colline dell'Alta Langa, e suo figlio Luigi iniziarono a dedicarsi alla produzione di vino a Farigliano. Ma fu Giuseppe, figlio di Luigi, a dare per sempre un’impronta all’attività e ai valori di Manfredi: nonostante le difficoltà del tempo, continuò a consegnare il vino anche durante la Seconda Guerra Mondiale. Da allora le loro bottiglie non hanno più smesso di viaggiare e si declinano in un’offerta che non dimentica le glorie locali come il dolcetto di Dogliani.
Nel calice, la loro Barbera d’Asti 2024 offre un color porpora trasparente, amarena fresca e piena, e in bocca ha una buona acidità immediata. Il Dogliani 2025 ha colore rubino pieno, frutta classica di fragolina e spezie di cannella; in bocca ha tannino e un sorso vellutato per uno dei migliori campioni di questo vino assaggiato nell’anno. Il Barbaresco 2023 è rubino trasparente, al naso c'è la complessità di questo vino, con sentori di pelliccia e la liquirizia del nebbiolo; in bocca ha tannino, corpo e moderata acidità per un sorso elegante, rotondo. Ottimo anche questo.
LA TORRETTA - Ghemme (No)
La Torretta è un’azienda agricola vitivinicola a carattere famigliare fondata nel 2002 dalla famiglia Ferro. Ed è una nostra vecchia conoscenza, essendo stata insignita del Top Hundred nel 2018 con il Ghemme “il Motto” annata 2011 (grandissima peraltro). L’azienda si sviluppa su un totale di 21 ettari, tra vigneti, boschi e prati. I vigneti di proprietà si estendono per sei ettari, distribuiti sulla prima fascia collinare di Ghemme, tra i 250 ed i 300 metri s.l.m.: hanno esposizioni verso sud, sud-ovest nelle zone denominate San Giacomo al Motto, Cavenago, Torrazza e Monte Chiaro, particolarmente vocate proprio per il nebbiolo.
Il Ghemme Vigna Montechiaro Vendemmia 2017 ha un colore rubino con unghia aranciata; al naso ha tratti subito vinosi, poi note di piccoli frutti, mandorla e liquirizia; in bocca è elegante, fine, molto equilibrato, con un tannino vivo e setoso e un retrogusto di anice. Il Ghemme Il Motto Vendemmia 2015 ha un colore più intenso, qui esce la mandorla accompagnata dalla viola; in bocca il tannino si fa imponente e riempie il sorso. Ed è stata una felicissima conferma. Il Ghemme Riserva Vigna Torrazza Vendemmia 2015 chiude questo tris di assaggi con un naso profondo dalle note minerali e vulcaniche e un'intensità balsamica; in bocca è tannico, pieno e avvolgente. Avevano ragione gli amici del Club Papillon di Milano, tornati a casa pieni di entusiasmo dopo una degustazione in cantina.
LA MAREGA - San Pietro in Cariano (Vr)
Già due secoli fa in questa zona, con Giovanni Allegrini e suo padre, si coltivavano dei piccoli pezzi di terra di proprietà. Poi nei primi anni ’60 con Vittorio, figlio di Giovanni, si lavorano con contratto di “mezzadria” i vigneti adiacenti alla villa di San Micheletto e sulla vicina collina che guarda San Pietro in Cariano. E qui comincia l’epopea del vino Valpolicella. Nel 1967 arriva alla Marega il primo trattore sotto la spinta imprenditoriale di Lorenzo, figlio di Vittorio, che intuisce il potenziale dei vini della Valpolicella. Oggi al timone ci sono Daniele e Marco, figli di Lorenzo.
Il Valpolicella Ripasso Classico Superiore 2023 è un ulteriore esempio di come il Ripasso stia diventando un vino della modernità e una carta in più per questo territorio: si presenta con un colore rubino brillante, naso pulito di peperone e frutta secca; in bocca è equilibrato e fine con una acidità ben integrata. L'Amarone della Valpolicella Classico 2021 invece si presenta più greve con un naso complesso dove spiccano i terziari. In bocca dà il meglio di sé: risulta equilibrato, pieno e tannico.
Ecco quindi una serie di assaggi singoli:
MASSIMO RIVETTI - Neive (Cn) - Alta Langa Extra Brut Metodo Classico 2022: colore oro brillante piacevolmente verde e con sentori di cedro di bella intensità e spada acida. Un ottimo Alta Langa per questo produttore che vi racconteremo anche con i suoi Barbaresco, nelle prossime sessioni di degustazione.
TENUTA STELLA - Dolegna del Collio (Go) - Una cantina che conosciamo da tempo e che ci vantiamo di essere stati tra i primi a scoprire, nel 2013, con il Top Hundred per il Collio Ribolla Gialla Bio. Questa volta andiamo ad assaggiare il Collio Friulano 2024: di colore oro, ha naso intenso di prugna gialla ed erbe officinali; in bocca il sorso è pregnante, tannico, lungo e con una bella sapidità. Un altro grandissimo Bianco.
GOZZELLINO - Costigliole d'Asti (At) - Barbera d’Asti Superiore “Sergio Gozzellino” 2021. Signori, ecco la Barbera d’Asti capace di esprimersi nel tempo. Il naso è importante di frutta sotto spirito e cioccolato, mai sfacciati, ma sempre con finezza. In bocca ha corpo e armonia in un sorso sugoso e graffiante. Ed è un campione di Barbera che racconta perfettamente l’unicità del terroir di Costigliole. Bravi!
