Ci avviciniamo alla chiusura dei Top Hundred e non mancano le sorprese
“Sopra il mare non passa mai il tempo” cantava La Piccola Orchestra Avion Travel in un Sanremo di 26 anni fa. Noi però ci siamo chiesti come passa il tempo (per il vino) sotto il mare. E una risposta la troverete il 15 settembre, quando sveleremo i nomi dei 100 magnifici vini che saliranno sul podio, più quelli delle cantine storiche, tenendo conto che essendo la 25^ edizione, il criterio è stato quello di non premiare, ogni anno, le cantine degli anni precedenti, salvo la creazione della sezione “memorabili” o “storici” che afferma una continuità qualitativa della cantina stessa, che viene tuttavia premiata con un vino diverso dal primo Top Hundred.
Detto questo noi vogliamo partire con due cantine pazzesche, calabresi, che potremo conoscere a Vinitaly and the city a Sibari (17/19 luglio) e che sono nel nostro cuore, avendo ricevuto già due volte il palmares dei Top Hundred.
CAPARRA & SICILIANI - Cirò Marina (KR)
Nata nel 1963 dall’incontro tra le storiche famiglie Caparra e Siciliani, questa realtà si sviluppa su circa 200 ettari di colline affacciate sulla costa ionica calabrese. Qui, vigneti allevati ad alberello convivono con uliveti secolari e testimonianze archeologiche. Una cantina che ha fatto la storia del territorio, già premiata con il prestigioso riconoscimento Top Hundred nel 2006 col Cirò Riserva “Volvito”, e con il titolo di Top Storico 2025 per il Calabria Pecorello 2024.
La gamma 2025 conferma una costanza qualitativa impressionante. Il Calabria Bianco Chardonnay 2025 offre un colore oro e un naso di impronta vulcanica, con una frutta profonda e una trama minerale molto lunga. Il Calabria Bianco Pecorello 2025 ha un colore oro pieno; il naso è dominato da fiori e erbe officinali, mentre in bocca è un vino "di sostanza" (si mangia!), dalla lunga acidità e con una piacevole chiusura amaricante. Il Cirò Bianco “Curiale” 2025 (da uve greco bianco e chardonnay) sfoggia un colore oro e un naso avvolgente ricco di erbe, finocchietto e anice; il sorso è rotondo, persistente, in perfetto equilibrio tra sapidità e struttura. Se non fosse che il Pecorello è stato premiato solo lo scorso anno, avremmo avuto l’imbarazzo della scelta, dacché questo tris di vino ha ricevuto il massimo della valutazione (i 5*). Ma ottimo era anche il Cirò Rosato “Le Formelle” 2025, da uve gaglioppo in purezza: colore tendente all'aranciato, naso che vira sull'arancia sanguinella e lo zenzero, per una bocca piena, leggermente tannica e sorretta da una bellissima acidità. Grandissima cantina!
SPIRITI EBBRI - Casali del Manco (CS)
Ed eccoci da un’altra nostra cantina del cuore che appassionò anche un collega di bicchiere come Gianni Mura. Fondata nel 2008 da Pierpaolo Greco, Damiano Mele e Michele Scrivano, questa azienda agricola trae ispirazione dal pensiero filosofico di Gioacchino da Fiore e dalla poesia di Arthur Rimbaud. Il progetto unisce la ricerca della qualità a un racconto autentico e sostenibile della Calabria, valorizzando i vitigni autoctoni in regime biologico. Una cantina che ha già calcato i palcoscenici del Top Hundred sia nel 2012 (con il Calabria Bianco “Neostòs”) sia nel 2023 (con il Calabria Rosso “Neostòs” eletto Top Storico).
Il Calabria Bianco “Neostòs” 2025 pecorello 100%, si distingue per un colore paglierino tendente all'oro e un naso pulito e profondo, ricco di frutta matura, erbe aromatiche, pietra e richiami marini; in bocca è graffiante, con un'acidità tesa e una splendida sapidità. Il Calabria Bianco “Appianum” 2025 (da uve pecorello, montonico e greco bianco) tende all'oro e regala un naso di pesca decisamente elegante, anticipando un sorso vellutato, sapido e avvolgente. Il Calabria Rosato “Ameliò” 2025 (guarnaccia, nero d'Avola, greco nero, magliocco dolce) offre un colore rosa intenso e un mix di frutta dominato dall'amarena; al palato si rivela speziato, elegante e rotondo.
Chiude il cerchio il Calabria Rosso “See…” 2022, un blend di vitigni autoctoni (magliocco dolce e canino, gaglioppo, nocera, greco nero) dal colore impenetrabile, con un naso caldo di frutta e liquirizia e una bocca potente e calorosa. Avevamo anche il Calabria Rosso “Neostòs” 2023 da merlot, greco nero e guarnaccia nera, che è uno dei grandi Rossi della Calabria e che terremo per una prossima degustazione dedicata appunto ai Grandi Rossi; quindi il Calabria Rosato “Appianum” 2025 ottenuto diverse uve autoctone: gaglioppo, magliocco, greco nero, greco bianco, nerello, mantonico in percentuali diverse, che è il vino della nostra estate calabrese. Grandiosa questa degustazione!
Siamo pronti a sfidarvi: se li trovate in qualche carta dei vini ordinateli; se venite a Sibari, cercateli.
COOPERATIVA AGRICOLA PLINIANA - Manduria (TA)
Fondata nel 1964 da un gruppo di vignaioli con l'obiettivo di accorciare la filiera e valorizzare la vinificazione, Pliniana è oggi una delle realtà più importanti della DOP Primitivo di Manduria, potendo contare su oltre 360 soci e circa 900 ettari di vigne. I suoli calcarei accarezzati dal vento del mar Jonio danno vita a bianchi eleganti e, soprattutto, a rossi di grande struttura, dove il Primitivo gioca il ruolo di protagonista assoluto.
Il Salento Primitivo Rosato “Centocontrade” 2025 mostra un colore buccia di cipolla e un naso fine con sfumature profonde e sulfuree; l'assaggio in bocca è immediato e piacevole. Il Salento Susumaniello Rosato “Centocontrade” 2025 esibisce un rosa acceso e profumi di fragolina e cenni balsamici, per un sorso accessibile e di moderata acidità.
Passando ai rossi, il Primitivo di Manduria “Maior” 2024 ha un colore pieno e un naso avvolgente ricco di frutta e cioccolato al latte, completato da note sulfuree; in bocca è intenso e decisamente strutturato. Il Primitivo di Manduria “Centocontrade” 2024 si rivela al naso più fine e floreale, con nitidi sentori di grafite; al palato il tannino è finissimo e il sorso si concede succoso e speziato. Grande soddisfazione!
MASSIMO RIVETTI - Neive (Cn)
L’azienda di Massimo Rivetti, con i suoi 25 ettari di vigneti coltivati interamente in regime biologico, presenta una gamma sia di vitigni tradizionali sia internazionali. Gli appezzamenti sono raggruppati intorno a tre cascine: Froi, Garassino e Bussolino. Nella prima, sita nel comune di Neive, si trova la cantina che sorge sulla collina Serraboella, una delle più importanti per la produzione di Barbaresco. Abbiamo già assaggiato con piacere l’Alta Langa nelle scorse degustazioni e ora passiamo alla produzione di rossi che ci aveva colpito già a Grandi Langhe.
Il Barbaresco 2023 mette in mostra un colore rubino ancora vivo; il naso è profondo e pieno, ricco di note di scorza d'arancia amara, mandorla e liquirizia, mentre in bocca si rivela un vino consistente e di bella acidità. Notevole! Il Barbaresco “Froi” 2023 risponde con un colore rubino e un naso più importante dominato da liquirizia e anice; il sorso è equilibrato, giustamente tannico e dalla lunga persistenza acida. Di grande spessore il Barbaresco Riserva “Serraboella” 2021: si presenta con un colore rubino con unghia aranciata e un naso profondo di liquirizia nera, mentre in bocca è tannico, equilibrato e sorretto dalla giusta spada acida.
Pazzesco è infine il Barbaresco riserva “A Silvana”, così chiamato in omaggio alla madre, di cui abbiamo assaggiato a più riprese il millesimo 2016 attualmente in commercio. È un vino dal colore rubino consistente; al naso è potente l’effluvio fruttato, mentre il velluto in bocca è come un arco steso che vuole mostrare fin dove arriva la grandezza di un Barbaresco. In bocca è elegante, pieno, davvero di grande soddisfazione anche nel dimostrare la sua gioventù (come Silvana del resto) nonostante i 10 anni di età.
Chiude la batteria il Barolo 2021, dal colore rubino con riflessi aranciati e un naso sottile di viola e anice, che si rivela al palato tannico e dotato di una buona acidità. Un Barolo iconico, che tuttavia riconsegna ai Rivetti la palma dei bravi e grandi produttori di Barbaresco.
