In assaggio 28 campioni delle annate 2022 e 2021

Lo scorso anno pubblicammo la nostra prima degustazione delle Pievi, una nuova classificazione su cui il Consorzio ha scommesso parecchio. E i risultati si vedono. Ma dalle parole mutuate del loro libro “L’INIZIO DI UNA NUOVA ERA” riprendiamo questa preziosa precisazione:

 “Questa classificazione si distingue per la sua struttura basata su molteplici fattori di raggruppamento, differenziandosi nettamente da altri sistemi di classificazione. Non è organizzata secondo confini amministrativi, o strade o fiumi, ma si fonda su un intreccio di storia, geologia e morfologia - un quadro profondamente interconnesso che definisce in questo areale differenti sottozone. A differenza di altre classificazioni basate sul terroir, come le UGA del Chianti Classico, le MGA di Barolo o i “Climats” della Borgogna, che pongono l’accento principalmente sulla geografia o sulla geologia, il progetto della Pieve si distingue per un approccio multilivello. Si tratta di un sistema di classificazione che integra tre dimensioni essenziali - l’uso storico del suolo (Catasto Leopoldino), la composizione geologica e pedologica, e la morfologia del paesaggio - offrendo così una definizione del territorio più completa e olistica. Questo approccio tridimensionale è esclusivo del Vino Nobile di Montepulciano, unico nel suo genere in cui storia, geologia e morfologia hanno un peso equamente distribuito nella definizione delle diverse sottozone”.
montepulciano.jpgDetto questo eccoci con bicchiere in mano, rigorosamente alla cieca, per assaggiare i 28 campioni di Vino Nobile di Montepulciano suddiviso per le varie Pievi, delle annate 2022 e 2021, dacché il disciplinare prevede tre anni di invecchiamento e l’immissione sul mercato a partire dal 1° gennaio del terzo anno successivo alla vendemmia.
le pievi.jpgMa in verità cosa ho trovato in queste Pievi rispetto alla degustazione precedente? Il primo dato è l’accento minerale e la complessità del sorso. Per vini più morbidi, equilibrati e decisamente superiori alla media dei Nobile in quanto tali. E questo mi fa pensare quanto sia stata indovinata la scelta del Consorzio, benché necessiti di una comunicazione più incisiva, che vada oltre l’appuntamento annuale a Montepulciano. Un brand (se consideriamo Le Pievi anche questo) ha bisogno di un processo di marketing reale, perché non basta (ed è l’errore della civiltà contadina di sempre) fare il vino buono, o addirittura buonissimo. Bisogna farlo sapere, farlo assaggiare, andando a incontrare chi lo potrebbe scegliere. Lo dico col compiacimento e col rammarico: compiaciuto perché la qualità è davvero alta; rammaricato perché ci si ricorda delle Pievi quando si viene a Montepulciano, poi è facile dimenticarsene. E invece non è più tempo d’attendismo, perché quando un progetto ha preso il volo, bisogna farlo volare. Lo dico pensando anche ai riti e agli schemi di questi appuntamenti, infarciti di premi e cene di gala, che francamente sono fuori dalla storia di una promozione contemporanea. La verità è che c’è un mondo del vino che rischia di essere al tramonto, mentre qui stiamo parlando di un’alba. Ma le Pievi c’erano nelle cene di gala? Domanda pleonastica, per dire che la massima qualità, invece, va assaggiata e riassaggiata: qui come a Milano, a Roma, nelle piazze che possono recepire l’unica possibilità che ha il vino italiano di resistere: la qualità. Benché farsi largo in Toscana non sia facile. Ma con le Pievi o anche con i cru che hanno fatto storia (penso alla mitica “Bossona” di Caterina Dei) forse si può tentare no?
pievi edificio.jpgPIEVE GAGGIOLE
Partiamo subito con un grande: POLIZIANO del 2022. Naso diretto e minerale, frutta intensa su sottili spezie. Bellissimo equilibrio, eleganza, freschezza con tannini perfettamente integrati Anche il 2021 ha un naso ampio fruttato, ed è lineare ovvero un’espressione coerente del terroir, che porta finezza. Anche se in bocca, rispetto al precedente, è sbilanciato sull’acidità.

Con TIBERINI si invertono i fattori: rispetto al 2022 ho preferito il 2021 (naso di pietra, molto minerale, da cui emerge la polpa della frutta). È pieno, graffiante, tannico, potente.

PIEVE CERLIANA
LA CIARLIANA 2022. Qui oltre alla frutta c’è anche cioccolato e una complessità infinita. L’ho riassaggiato in una sorta di finale con i 12 migliori campioni e, senza il minimo dubbio, si è piazzato al primo posto. Fantastico per equilibrio e freschezza, ma soprattutto per quel sorso sugoso e pieno.

Ottimo anche il “Cantina del Redi” 2022 della VECCHIA CANTINA DI MONTEPULCIANO: naso fruttato diretto e anche in bocca c’è la frutta.

ANTICO COLLE 2022. Qui la frutta si mischia a note floreali, poi spicca la mineralità. Bell’equilibrio, e acidità finissima.

TENUTA VALDIPIATTA 2021 Naso ampio e un po’ ematico e tanta frutta. In bocca un gran bell’equilibrio, molto lineare; ha finale amaricante su velluto. Notevole l’assaggio di questa tornata della Pieve Cerliana!

PIEVE CERVOGNANO
GUIDOTTI
2022. Eccoci finalmente da una cantina che nel mio bicchiere si è distinta negli ultimi anni di Anteprima. Questo 2022 ha naso fine di pelliccia, frutta ampia e rotonda molto elegante. Eccezionale in bocca dove esprime tutta la finezza, con un finale sapido. Ha meritato il massimo con *****

BOSCARELLI “Costa Grande” 2022 Naso elegante, frutta persistente e leggera speziatura. In bocca è pregnante, buono.

LE BERNE “Alto” 2022. Speziatura finissima, fruttata e floreale. In bocca è pieno ed esprime la medesima finezza del naso. E merita anche questa bottiglia il massimo dei miei punteggi.

PIEVE GRACCIANO
TENUTA GRACCIANO DELLA SETA Anche qui ho preferito il 2021 al 2022, anche se entrambi erano di ottimo livello. Ma questo 2021 ha pelliccia e frutta fine al naso; in bocca è ampio, piacevole rotondo.

PIEVE LE GRAZIE
TALOSA “Vigna Chiusino” 2021. Frutta pregnante al naso, cioccolato e poi un sorso setoso di grande equilibrio. E si conferma una cantina di talento.

PIEVE SAN BIAGIO
Difficile dire quale delle due annate sia la migliore. Svelando gli appunti emerge tuttavia
LE BERTILLE 2022: ematico, minerale, potente; in bocca pieno e finemente tannico. Anche qui ottiene il massimo dei voti anche se il 2021 che aveva una trama molto fine in bocca era poco dietro. Ma questa cantina è comunque da podio.

PIEVE SANT’ALBINO
CARPINETO “Poggio Sant’Enrico Grande” 2022. Naso fruttato ampio: fresco in bocca con tannini ancora ben presenti. Il 2021 risultava invece un poco duro.

PIEVE SANT’ILARIO
Di questa Pieve cito il campione che m’è piaciuto di più: quello di TENUTA POGGIO ALLA SALA 2021. Naso diretto e fruttato. Sugoso in bocca, di grandissimo equilibrio come ci si aspetta da un grande Nobile.

PIEVE VALARDEGNA
IL MOLINACCIO 2021. Un naso disteso, fruttato, ematico leggero. In bocca l’equilibrio è avvincente.

PIEVE VALIANO
TENUTA TREROSE
2022 Bella intensità di frutta fine, e una piacevole freschezza in bocca.

Dal vostro inviato questo è tutto. E tanto!

ILGOLOSARIO WINE TOUR 2025

DI MASSOBRIO e GATTI

Guida all'enoturismo italiano

ilGolosario 2026

DI PAOLO MASSOBRIO

Guida alle cose buone d'Italia