Alla scoperta dei migliori Valtènesi della Riviera del Garda

“La dolce vita in un bicchiere” è il claim scelto dal Consorzio Valtènesi per presentare il Chiaretto, vino cult che sta avendo grandi attenzioni in questi ultimi tempi, ancor più grazie al contributo dato dall’uva groppello. Che è protagonista della prima delle cinque tavole disegnate da Gianluca Folì per rappresentare questi gioielli nati da un patto fra generazioni. La seconda tavola è dedicata a Pompeo Molmenti, che codificò nell’Ottocento un metodo per fare un grande Chiaretto.
tavole.jpgLa Valtènesi, in Provincia di Brescia, rappresenta la parte occidentale del Lago di Garda. È composta dai 15 comuni rivieraschi affacciati sul Lago e da comuni collinari adagiati sulle colline moreniche. Nell'entroterra, a nord-est, confina con la Valsabbia. I comuni compresi nel disciplinare di produzione (Desenzano, Lonato, Padenghe, Bedizzole, Calvagese, Soiano, Moniga, Manerba, Polpenazze, Muscoline, Puegnago, San Felice, Salò, Gardone Riviera, Toscolano Maderno, Gargnano, Limone del Garda, Sirmione, Pozzolengo) offrono l’opzione della Doc Riviera del Garda Chiaretto, la prima ad essere codificata, oppure Valtènesi Riviera del Garda Chiaretto.
mappa-comuni.jpgTuttavia il Consorzio che è ambientato nell’antico palazzo del Podestà di Puegnago del Garda si chiama Valtènesi e in questa sede, con terrazza sul lago, parco, sale di degustazione (è una delle più belle e suggestive che abbia mai visitato) ho svolto i miei assaggi di 49 campioni, fra cui sette di San Martino della Battaglia, bianco da uve tocai (o tuchì, come le chiamano localmente).
casa.jpgDi questo ringrazio Fabio Finazzi, Juri Pagani, che mi hanno assistito, e Carlo Alberto Panont che ha ispirato questa degustazione un pomeriggio di gennaio di quest’anno.
Iniziamo dunque da questa tipologia di vino curiosa che ha dovuto capitolare sul nome storico di Tocai di San Martino della Battaglia, togliendo il nome del vitigno reclamato in esclusiva dall’Ungheria. Tre i campioni dell’annata 2020 che mi hanno dato delle belle soddisfazioni, molto più dei 2019.
paolo-massobrio.jpgPartiamo dal “Monte Olivi” di Cobue, cantina con sede a Pozzolengo, che ha un relais molto bello al suo interno con piscina e spa. Il colore è giallo oro brillante con note fresche di fiori che si mescolano a frutta matura (ananas, banana) molto fine. In bocca si mostra con una piacevole verticalità.
cobue.jpgIl San Martino della Battaglia della cantina di Patrizia Cadore di Pozzolengo si mostra ancora più maturo (no fiori, ma frutta) a segnare il risultato di un’annata calda. Anche qui il sorso ha una sua pienezza e finezza e l’acidità accompagna la persistenza.

Il terzo San Martino della Battaglia 2020, il “Torfel”, è dell’azienda Feliciana di Pozzolengo e qui si mostra con una macedonia di frutta esotica, litchi; in bocca il suo abbraccio è quasi dolce su un finale fresco.

Il primo campione del 2019 è stato invece una vecchia conoscenza del Golosario essendo stato Top Hundred - nel 2013 - proprio con questo vino, il San Martino della Battaglia “Campo del Soglio” di Selva Capuzza di Desenzano del Garda. Ha colore giallo oro, esprime note terziare e verdi nel medesimo tempo, mentre prosegue nel dipanare la sua classica acidità.
SELVA-CAPUZZA.jpgHa una pulizia e un che di nocciola il San Martino 2019 “Vecchio Vigneto” di Citari di Desenzano Del Garda, azienda agricola di Giovanna Gettuli. Esemplare la sua verticalità fresca.

Il “Foyer è invece il San Martino de La Rifra di Desenzano Del Garda e al naso le note di frutta esprimono dolcezza e anche leggeri idrocarburi.

Di questa tornata di 2019 il campione migliore resta tuttavia l’Ottocento di Pratello, cantina di Padenghe Sul Garda. Qui senti subito la banana con cenni speziati; in bocca ha un accento di aromatico finissimo e nella sua espressione rotonda e fresca dà cenni anche di frutta secca.
pratello.jpgE ora inizia la lunga sequenza di Chiaretto, dove i campioni si presentavano con tre tonalità principali di colore. Il Rosa che tende al rosso; il rosa rosato (più scarico) e la buccia di cipolla. Citiando di seguito i vini, come sempre, che hanno superato la soglia dei 4 asterischi. E in questa felice annata 2020 sono tanti.
chiaretti.23.jpgIl primo campione è il Riviera del Garda classico Chiaretto 2020 di Turina, azienda di Moniga del Garda. Il suo colore è rosa, al naso ha note dolci; in bocca è ampio, fresco e sapido.

Il Valtènesi Riviera del Garda classico 2020 di Franzosi di Puegnago del Garda esprime maggiore finezza e corpo e un sorso che tende all’amaricante.

Il “Rosamara” è un must di Costaripa di Mattia Vazzola di Moniga del Garda e il suo colore buccia di cipolla esprime poi al naso note quasi marine. Equilibrato in bocca, bisticcia fra acidità e dolcezza.

Notevole il campione de La Basia di Puegnago del Garda, ovvero la “Moglie Ubriaca” 2020, che fu anche nostro top hundred nel 2009. E qui, da una coltivazione bio ecco un vino rosato tenue che ha proprio il fiore fine della rosa al naso. Bellissime note fruttate e poi in bocca una sequenza giocata sempre sulla finezza e sulla freschezza. Ci ha fatto felici ritrovare questa conferma.
labasia.jpgÈ stata invece una novità, per noi, il Podere dei Folli di Polpenazze del Garda che ha presentato un eccellente Valtènesi Riviera del Garda classico “Preafete” color buccia di cipolla limpido. Ha note pulite al naso ed è molto diretto; la sua evoluzione in bocca gioca sull’aromaticità.

Fattoria Cà Granda sta invece a Raffa ed è vinoso con note speziate di una certa intensità che emergono dal colore rosato. Qui avverti anche tannicità, ampiezza e freschezza per una persistenza lunga. Ho scritto: “Un prototipo” per scoprire poi, al riassaggio, che questo saliva diretto sul podio dei primi tre.
ca-granda.jpgTenuta Roveglia di Pozzolengo è un’istituzione e non è poca cosa questo suo Riviera del Garda “Miti”, color buccia di cipolla. E anche questo sa proprio di rosa e in bocca ti prende con un equilibrio avvolgente, fresco, amaricante.

Bene anche il Riviera Chiaretto “1931” di Avanzi di Manerba del Garda che invece presenta note croccanti di rosa macerata e piccoli frutti. Della medesima cantina ecco poi il "Rosavera", altro Chiaretto 2020 dal colore tenue verso la buccia di cipolla. Colpisce per le note dolci al naso, eteree, quasi di un panorama marino. Colpisce anche qui per l’equilibrio e soprattutto per quella scolarità di sensazioni che avvolgono un corpo fresco, di ottima persistenza.

Il “Marco Polo” è il Riviera del Garda Chiaretto di Seiterre, azienda di Bovolone (Vr). Qui senti note di tulipano, di fiori, poi anche speziature animali leggere e un’acidità avvolgente, dentro un sorso che mostra cenni di tannicità.
marco-polo.jpgIl Valtènesi Riviera del Garda classico “Micaela” di Conti Thun di Puegnago sul Garda ha naso pulitissimo e invitante. È rosato tenue, in bocca è croccante, fresco, tannico, complesso. Molto buono!
conti-thun.jpgZenegaglia Mauro di Pozzolengo col suo Riviera del Garda Chiaretto gioca sulla brillantezza; poi senti piccoli frutti dolci, ma anche iris, sambuco, frutti che poi ti ritornano in bocca dandoti uno spettro aromatico al palato davvero piacevole.

Ed eccoci ancora Cobue, con un Chiaretto dal colore rosa classico che al naso ha note dolci ed eteree. Senti anche il verde delle foglie; poi in bocca un Chiaretto classico, leggermente tannico.

Vedrine, cantina di Polpenazze del Garda, piace per la sua espressiva mineralità, la speziatura e poi i frutti rossi maturi. Ha note calde, un poco animali ed è placido nel suo equilibrio. Uno degli esemplari migliori che si affaccia al podio.
VedrineChiarettook.jpgIn questa tornata citiamo poi la soddisfazione per i Chiaretto di Cà Maiol, di Citari, di Turina e di Averoldi, che insieme contribuiscono a dire quanto l’annata 2020 sia davvero interessante e da scoprire.

Il Chiaretto di Pasini San Giovanni di Raffa è invece curioso, perché dal suo rosa tenue che vira alla buccia di cipolla senti note di spighe di grano. In bocca è tosto, secco, pieno, con una persistenza lunga e fresca. È un campione diverso dagli altri e colpisce per quella spalla dritta.
sangiovanni.jpgApplausi per il Valtènesi Riviera del Garda “Morena” di Antica Corte ai Ronchi di Bedizzole che sale sul podio dei migliori assaggi. Ha un colore di rosa calda quasi aranciata; al naso note eteree, calde mature. “Non può non piacere un vino così”, mi sono appuntato mentre apprezzavo quell’allappante al palato, dato da una placida freschezza e una leggera tannicità. Evviva!
morena.jpgLe Chiusure, cantina di San Felice del Benaco, è franco al naso e da quel rosato tenue emergono note dolci di piccoli frutti. È molto equilibrato, con una chiusura secca e fresca.

Voti alti poi per il Riviera del Garda di Leali di Monteacuto di Puegnago sul Garda, rosato rosa, pregnanza di piccoli frutti e un sorso nervoso, galoppante, fresco. Proprio buono.
leali-di-monteacuto.jpgPratello di Vincenzo Bertola ancora una volta mi colpisce. Intanto per quella nota di mandarino al naso, quindi agrumi fini. In bocca esprime tutta la sua freschezza con un’acidità mista a tannicità che si fa allappante.

Il Valtènesi de La Cantrina di Bedizzole sembra una caramella alla fragola: piacevole, fresco speziato. E così il Valtènesi di Montonale di Desenzano del Garda che ricorda i legumi freschi ed è floreale. Equilibrato anche questo.

Ora, il Valtènesi di Cavaliere del Garda di Brescia che aveva colore buccia di cipolla io l’ho posizionato al primo posto per il velluto superbo che esprimeva. Senti l’intensità dell’amarena, in bocca un equilibrio esemplare, croccante, lungo nella sua freschezza.
cavaliere-garda.jpgDaniele Saottini di Lonato del Garda fa invece un Riviera del Garda classico “Rosa dei Venti” molto intenso al naso con un piacevole equilibrio aromatico.

Quindi Tenute del Garda di Calvagese della Riviera con un Valtènesi Chiaretto molto interessante, sia per la spalla dritta sia per l’espressione aromatica.

Il Valtènesi “Selene” bio de La Pergola di Moniga del Garda mi è piaciuto per quella trama filigranosa, mentre il “Notterosa” di Sergio Delai di Puegnago sul Garda è un paradigma di Chiaretto con un naso importante, sontuoso. Ha dentro anche un’anima dolce, che marca l’equilibrio. Sarà al 2° posto sul podio con quella freschezza cristallina.
chiaretto-notterosa.jpgDalla scelta delle bottiglie si evince dunque la rosa dei nostri Chiaretto che mi hanno colpito e che troveranno una citazione sul prossimo Golosario 2021. Ma sarebbe ingiusto non citare, dentro l’entusiasmo di questo millesimo 2020 anche i Chiaretto de Il Roccolo di Polpenazze del Garda di Belmonte di Muscoline, di Cadore di Pozzolengo, di Selva Capuzza (filigranoso), di Redaelli De Zinis di Calvagese Riviera.
Insomma un mondo, che ci spinge con curiosità su questo lago ricco di bellezza, di verde, di ambiente, di gusto, se penso ai piatti che il titolare del ristorante Il Gattolardo di Desenzano ci ha portato a fine degustazione, quando i migliori Chiaretto ancora giravano in bocca, dandoci la sensazione di una grande piacevolezza.
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