L'incontro di Cascina Feipu dei Massaretti di Albenga dedicato ai Pigato
Non tutte le degustazioni nascono per essere ordinate. Alcune iniziano come una conversazione, si muovono tra annate, tecniche e ricordi, e finiscono per raccontare un territorio più di quanto farebbe una scheda tecnica.
L’incontro dedicato ai Pigato di Cascina Feipu dei Massaretti è stato esattamente questo: un viaggio dentro il vitigno simbolo del Ponente ligure, letto attraverso il tempo, le scelte produttive e la pazienza necessaria per assecondarlo.
Siamo ad Albenga, su suoli sabbiosi, argillosi e calcarei, con il mare sempre presente come regista invisibile. Qui la famiglia Parodi lavora dagli Anni Sessanta, fedele a un’idea netta: pochi vini, identità forte, nessuna concessione alla quantità. Il Pigato non è un’alternativa, è una presa di posizione. È stato l’imprinting di Pippo e Bice.
Pigato 2025 e La Palmetta 2025
Il vino ha i suoi tempi I primi due calici arrivano dal 2025, ancora in divenire, direttamente dalla vasca d’acciaio. Il Pigato 2025 si presenta torbido, nervoso, con note di zeste di limone e zenzero, mela fresca e una tensione che domina il sorso. È un vino giovane, scalpitante, che non cerca equilibrio immediato ma lascia intravedere una direzione chiara.
La Palmetta 2025 è già più composta. La pera prende il centro della scena, il sorso è più equilibrato, con richiami di frutta tropicale, freschezza distesa e una balsamicità elegante. La Palmetta nasce da uve selezionate, raccolte insieme agli altri pigato ma trattate con una cura quasi da rosso: deraspatura, macerazione a freddo per tre giorni a 5–6 °C con azoto per proteggere la polpa dall’ossidazione, bagnature quotidiane e poi pressatura.
È qui che Mirco Mastroianni, nostra guida per la degustazione di oggi, si ferma un attimo e mette un punto fermo: il vino ha i suoi tempi, e bisogna saperli assecondare. Entrambi verranno imbottigliati verso marzo, quando il vino avrà deciso da solo di essere pronto. Nessuna forzatura, nessuna fretta: solo ascolto.
Pigato 2023: il lato floreale del vitigno
Il Pigato 2023 si muove su un registro più delicato. Il colore è giallo paglierino con riflessi sbiaditi, il naso profuma di tulipano, acacia e una nota di margherita. In bocca la spalla acida è presente ma non tagliente; il sorso resta pulito, coerente e volutamente contenuto. Un vino che racconta l’annata senza cercare volume, fedele allo stile della casa.
Pigato 2018: il tempo che si manifesta
Il salto indietro nel tempo è evidente: paglierino intenso, dorato, con riflessi ambrati. Il Pigato 2018 conserva ancora una buona acidità e una balsamicità elegante, ma si percepisce che è nella fase finale della sua parabola. Un vino maturo, leggibile, che mostra come il Pigato possa evolvere senza perdere dignità.
Pigato 2015: la Liguria che non ti aspetti
Il Pigato 2015 è la sorpresa della degustazione. Colore più scarico, riflessi verdolini, naso etereo e vibrante. In bocca è vivo, teso, dinamico. Un vino che smentisce i luoghi comuni e dimostra che, nelle annate giuste, il Pigato ligure sa attraversare il tempo con una grazia quasi spiazzante.
La Palmetta Pigato 2021: selezione, pazienza e identità
La Palmetta 2021 racconta il lato più profondo del progetto Feipu. Trama più oleosa, naso tondo, con una spinta alcolica che non sovrasta ma accompagna. Qui emerge la selezione delle uve e una struttura che si costruisce lentamente, senza mai diventare caricata. È un Pigato che non cerca consenso immediato, ma stratificazione.
Pigato 2023 “Portami in Liguria” - Anfora: una scelta stilistica
Il Pigato 2023 affinato in anfora chiude la degustazione. Colore più scarico, naso morbido, bocca coerente e avvolgente. Il confronto con il Pigato non passato in anfora è diretto: qui la tensione acida lascia spazio alla rotondità creando un sorso più vellutato.
Dal Ponente ligure a Londra
Il racconto del Pigato di Feipu non si ferma al calice. Il loro vino è entrato nel gotha internazionale dei vini diventando uno dei vini liguri presente sugli scaffali di Berry Bros. & Rudd, storica istituzione londinese, fornitore della famiglia reale britannica e punto di riferimento mondiale per il vino di qualità.
Un Pigato che non cerca scorciatoie
Tra un calice e l’altro si parla di Etna, di Sicilia, di Sardegna. Ma la Liguria resta il punto fermo. Qui fare vino significa accettare i limiti, lavorare sul dettaglio, avere pazienza. Il Pigato di Feipu vuole essere riconoscibile. E in un mondo del vino sempre più omologato, questa è forse la forma più autentica di modernità.
Cascina Feipu dei Massaretti
fraz. Bastia - loc. Massaretti, 8
Albenga (Sv)
tel. 018220131
