Il Vercellese, insieme al Novarese e a zone limitrofe di Biella e Alessandria, rappresenta il cuore produttivo del riso piemontese. In questo areale di oltre 70.000 ettari coltivati, è concentrata più della metà della produzione di riso italiana. Un primato che affonda le sue radici nel Medioevo, quando i monaci cistercensi diffusero la coltivazione del riso nel territorio vercellese, fondando l'abbazia di Santa Maria di Lucedio nel 1123. Tuttora Vercelli è considerata la capitale europea del riso e ospita, insieme a Novara, la Borsa Merci del Riso e la Stazione Sperimentale di Risicoltura, centro di ricerca all'avanguardia per il miglioramento delle produzioni. Dal Carnaroli al Vialone Nano, il Piemonte offre una varietà di risi pregiati che conquistano i palati di tutto il mondo.
Cascina Canta si estende su un terreno di 38 ettari a Gionzana, una piccola frazione di Novara. Qui Eusebio Francese, con la moglie Bianca, dal 1966 coltiva antiche varietà come riso Roma e riso nero Ebano, oltre a Carnaroli, Vialone Nano e Gange nelle versioni bianco, semilavorato e integrale. Il riso è lavorato in un’antica riseria in legno, alla quale si affiancano un mulino a pietra per la macinatura dei cereali aziendali e un laboratorio per la pasta: ottenuta dalle farine macinate a pietra, trafilata al bronzo ed essiccata lentamente.