Per Paolo Massobrio questa è stata la degustazione più divertente e interessante dell’anno

La storia della cantina Emilio Bulfon inizia a metà degli Anni Sessanta dall'intuizione del fondatore Emilio, un perito agrario che, muovendosi nel comprensorio pedemontano di Pordenone tra Spilimbergo e San Daniele, si imbatté in vecchi vigneti abbandonati. Incuriosito da nomi dialettali quasi estinti, Emilio avviò una monumentale opera di recupero di varietà autoctone destinate a scomparire a causa dello spopolamento rurale del Dopoguerra, un impegno che nel 2010 gli è valso il titolo di Benemerito della Viticoltura Italiana. Dal 2002 l'azienda ha visto l'ingresso dei figli Alberta e Lorenzo, oggi enologo, che conducono i dodici ettari vitati — suddivisi in ventotto micro-appezzamenti dai suoli eterogenei — nel segno della continuità, adottando la difesa integrata, la potatura Simonit & Sirch e collaborando con l'associazione G.R.A.S.P.O. per la salvaguardia delle vigne storiche.

La produzione si distingue per vinificazioni rigorosamente in purezza capaci di restituire l'anima autentica di ciascun vitigno.

La degustazione si apre con il Tre Venezie Cividin 2025, dal profilo paglierino e intensi sentori di banana ed erba limonina, dal sorso pieno e di corretta acidità grazie al dinamico metodo di macerazione Ganimede. Il Venezia Giulia Sciaglin 2025 evoca l'eleganza dell'oro antico e sprigiona note agrumate e di albicocca, sostenute da una lama acida e minerale che ne valorizza la rusticità storica risalente al Quindicesimo secolo. Un profilo unico e profondo contraddistingue il Venezia Giulia Ucelut Blanc de Rugel 2024, un bianco dalle sfumature ramate che esibisce una complessità di frutta esotica, pera e cenni di idrocarburo, chiudendo su un'acidità pregnante e lunghissima.

Tra i rossi, il Tre Venezie Cianorie 2025 si presenta in una veste rubino trasparente e sprigiona la freschezza della ciliegia su una trama tannica importante, con la particolarità di una fermentazione e un affinamento svolti interamente in botti di ceramica. Il Venezia Giulia Forgiarin 2025 offre un naso più strutturato e diretto di frutti rossi, trovando un perfetto equilibrio palatale tra l'acciaio e il legno della botte grande. Il percorso culmina con il vero fuoriclasse della tenuta, il Tre Venezie Piculit Neri 2024, un rosso di razza che Massobrio descrive così: “dal colore rubino concentrato, ha naso rustico, vinoso, con la parte fruttata che si svela a poco a poco. In bocca rivela grande carattere, ha sorso pieno con un tannino fine”.

Bulfon

Valeriano (Pn)
via Roma, 4
tel. 0432 950061

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