L’arte di raccontare e imparare le filastrocche

Le ore da trascorrere forzatamente in casa, soprattutto con i bambini più piccoli, possono essere impegnative per le famiglie. Ma con un pizzico d’impegno le situazioni di crisi possono trasformarsi in un’opportunità per stare insieme divertendosi. Per esempio riscoprendo l’arte di raccontare e imparare le filastrocche.  

Perché una filastrocca? 
Agli occhi di un adulto i testi delle filastrocche appaiono sciocchi e infantili ma in realtà spesso sono giochi educativi molto ben congegnati, che riescono a interessare anche bambini piccolissimi non ancora in grado di parlare e seguire una fiaba, un discorso, un gioco strutturato. Una filastrocca per un bambino è strumento di:
intrattenimento: i bambini piccoli si annoiano spesso perché molti giochi più complessi e divertenti sono loro preclusi, ma tutti riescono a mimare o almeno seguire una filastrocca con gran divertimento;  
conoscenze molteplici: i bambini che sanno parlare, ripetendo la filastrocca con voi, presto la impareranno a memoria, esercitando capacità mnemonica, senso del ritmo e della coordinazione, e imparando nuove parole. I bambini che non sanno ancora parlare saranno molto stimolati a cominciare a farlo;  
rassicurazione: anche i più piccoli dopo poche ripetizioni imparano a riconoscere una filastrocca dalla prima parola e, siccome sanno già come andrà a finire, si sentono competenti per una delle prime volte nelle loro vita!  
trasmissione di una tradizione orale: che mette in contatto la vita dei bambini di oggi con quella dei bambini di ieri che vivevano in campagna.

Tra le funzioni educative che la tradizione affida alle filastrocche c'è la scansione del tempo e delle stagioni di grande importanza nelle tradizione contadina. Nelle filastrocche pensate per insegnare i nomi dei mesi ai bambini, spesso ogni mese viene trasfigurato in una persona, simile a una divinità agreste di pagana memoria, che adempie ai lavori agricoli o porta i frutti e gli eventi metereologici tipici del periodo.

Gennaio porta gelo e nevicate;  
febbraio grandi balli e mascherate;  
marzo arriva col vento e con le viole;  
aprile ha l'erba per le capriole;  
maggio porta le rose profumate;  
giugno le spighe ben dorate;  
luglio ha trebbie e gran lavoro;  
agosto buona frutta rossa e d'oro; 
settembre mette l'uva dentro il tino;  
ottobre cambia il mosto in un buon vino; 
novembre butta giù tutte le foglie;  
dicembre per il fuoco le raccoglie. 


La filastrocca che segue insegna ai piccoli ascoltatori i giorni della settimana, raccontando un evento molto familiare e festoso per tutti i bambini delle campagne fino a due generazioni fa: la nascita di un pulcino.  

Lunedì chiusin chiusino  
martedì bucò l'ovino  
sgusciò fuori mercoledì  
pio pio fè giovedì 
venerdì un volettino  
beccò sabato un granino  
e la domenica mattina  
aveva già la sua crestina.