Antonio Panigada, detto Banino, produce vini di spiccata personalità da acquistare – magari il sabato – dopo avere visitato la cantina

Fra la Bassa Pavese e la piana lodigiana, laddove la pianura si interrompe per lasciare spazio alle colline, si incontra il borgo di San Colombano, che deve il suo nome al monaco missionario irlandese Colum Bán di Bobbio, che nel VI secolo “esportò” due cose che sono rimaste fino a oggi: il cristianesimo e la coltivazione della vite, oltre a diventare, secoli dopo, patrono dei motociclisti.

Con il Castello sullo sfondo, che deve a Federico Barbarossa la sua attuale struttura, spicca la cantina di Antonio Panigada, detto “Banino”, protagonista eclettico dell’enogastronomia locale, già noto per la sua bottega dove gustare chicche assolute come salumi e formaggi. Dal suo estro nasce anche un vino dalla spiccata personalità, che è conseguenza diretta di un lavoro certosino e appassionato tanto in vigna quanto in cantina.
banino-lui e bottiglie.jpgUn calice che ci ha stregato è sicuramente il suo Banino Vigna La Merla, vero cru, da una delle zone più vocate, sia per l’esposizione a sud dei terreni che per la loro composizione eterogenea, che varia da terre bianche, ricche di argilla e calcare, a zone sabbiose o ancora limose in cui i ritrovamenti fossili di coralli e conchiglie sono all’ordine del giorno. Un vino sorprendente, nostro Top Hundred 2006, che non ha tradito il suo ricordo (anzi!) in un riassaggio recente.
banino-vigna la merla.jpgQuest’anno Banino torna tra i nostri premiati con il Collina del Milanese Passito, un calice che ci ha stupido per la sua avvolgente dolcezza. Visitare questa realtà agricola significa concedersi un viaggio alla scoperta di un borgo suggestivo e caratteristico (la sede della cantina si trova nel centro del paese) dove arte, cultura e tradizioni enogastronomiche si fondono in unicum indimenticabile. Oltre a gustarvi un magnifico panino col salame alla bottega di Panigada, potrete visitare la cantina il sabato, su prenotazione, attraversando i locali in cui avviene la produzione: dalla cascina dove vengono messi ad appassire i grappoli di uva utilizzati per il passito, alle antiche cantine di famiglia con volte a vista, dove vengono affinati i vini più importanti, prima in legno e quindi in bottiglia, fino al piano interrato sotto la corte, dove potrete degustare tutta la produzione enoica a marchio Banino e acquistare le sue etichette.

In un recente pranzo in un’osteria coronata (da Bassano a Madignano) abbiamo pasteggiato con grande soddisfazione con il suo Bianco Colline del Milanese Igt, da uve sauvignon, chardonnay e riesling renano.
banino-bianco.jpgAntonio Panigada quest’anno lo troveremo anche fra i magnifici 120 produttori di Golosaria e quale occasione migliore se non questa per fissare un appuntamento con lui, per un viaggio in un territorio straordinario tutto da conoscere, tra pianura e collina, vitigni e antiche opere architettoniche che vi resteranno nel cuore!

Antonio Panigada - BANINO

via della Vittoria, 13
San Colombano al Lambro (MI)
Tel. 0371 898795

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