Dall'incontro di due fuoriclasse, la sfida all'omologazione del gusto e l'eccellenza come via alla Bellezza!

Se non sono “angeli matti” non li vogliamo! Una delle motivazioni che ci rende instancabili nel percorrere in lungo e in largo lo Stivale, la certezza che se ce ne stessimo su una sedia davanti al computer, non avremmo la gioia dell’incontro con quelle persone dal cuore e dall’intelligenza extralarge, che con il loro lavoro fanno grande il nostro Paese, magari non avendo neppure la gratificazione di una citazione, in alcuni casi, addirittura dovendo anche lottare per combattere per resistere, se non addirittura, per come va il mondo oggi, per esistere. Sono quei giganti di umanità che Gino Veronelli chiamava “angeli matti”, appunto, che vogliamo far conoscere con Golosaria, la tre giorni in programma dal 5 al 7 novembre al MiCo a Milano, artisti senza cui la nostra Italia sarebbe certo più triste, meno affascinante e, va detto, anche più povera (e non solo in termini di economia dei territori). Una delle cose che ci entusiasma, e che ci dà continua spinta nel realizzare i nostri eventi ed a scrivere il Golosario, il GattiMassobrio, e questo nostro quotidiano del gusto online che è il www.ilgolosario.it, favorire relazioni tra questi piccoli-grandi, ben sapendo che quando si realizzano, gli esiti sono amicizie e alleanze, dagli sviluppi positivi inimmaginabili. Ogni “angelo matto” ha un’ “ala sola”. Solo incontrando un altro “angelo matto”, “abbracciandosi”, le ali diventano due potendo così spiccare il volo.

È la storia di Alfredo Leoni, un passato di successo in un altro settore, nel sangue l’amore per l’eccellenza ereditata da papà Giuseppe, macellaio in Morengo, oggi indomabile alfiere del gusto italiano. La sua “missione”, condivisa con il figlio Riccardo, scovare quei produttori di vino che son veri talenti, che pagano lo scotto di non avere anima da mercanti, e che meritano “l’ala mancante”, per potere essere conosciuti e avere meritata ricompensa per il loro lavoro.

Tra i vignaioli veri con cui “vola”, Fausto Andi, “angelo matto” in quel di Montù Beccaria, dove conduce un’azienda agricola biodinamica, secondo un progetto di rispetto delle persone, della terra, e dell’ambiente. I suoi vini, capolavori di autenticità. Tra questi, clamoroso l’assaggio di “Giubilo”, spumante extra brut rosè, da uve pinot nero. Prodotto seguendo il metodo usato nel 1260 dai monaci Benedettini di Camaldoli, è realizzato pigiando con i piedi le uve, passando il mosto in un cilindro di juta riempito di germe di grano, raccogliendo per caduta con passaggio diretto in bottiglia. Lo spumante viene tenuto con una presenza minima di suoi lieviti in posizione capovolta. Nel bicchiere è vera emozione. Dal colore rosa cerasuolo, ha spuma ricca, naso di suggestiva intensità con note di melograno, piccoli frutti e in particolare di fragoline di bosco e lamponi, amarene, mentre al palato si propone con meraviglioso equilibrio, infinita eleganza, lunghissima persistenza. Un sogno da angeli matti!