Affacciato sull’Adda, nel locale di patron Alberto Franceschini, gustosa cucina di territorio con i vini di una bella cantina
A pochi minuti dal centro di Lodi, in un angolo verde e poetico del Parco dell’Adda Sud, dove il cuore operoso della città sembra lontano non essendoci traffico ma quiete, in una villetta graziosa affacciata sul fiume, un’oasi di gusto che è nostra bellissima scoperta.
È l’Anadot, ristorante che patron Alberto Franceschini (per tutti Franz, il soprannome per le esperienze da lui vissute negli anni della giovinezza nel nord Europa), gestisce con lo spirito dell’oste che piace a noi, ovvero con competenza e con quel gusto della relazione che fa sentire a casa ogni cliente.
L’ambiente è accogliente, con le salette con i tavoli ben apparecchiati, con le tovaglie bianche, le sedie comode, i bicchieri giusti per chi ama il vino (qui, peraltro, in carta c’è selezione di etichette non banale, che invita a stappare).
I fornelli sono affidati ad Alessandro Lorito, un giovane chef che sa il fatto suo, e che propone una gustosa cucina tradizionale, dove viene valorizzato innanzitutto il territorio, come è nel caso delle proposte con cui potrete iniziare, raspadura o pesciolini e polenta fritta o ancora cotechino di Iacopino con purè.
Tra i primi, riso, con un risotto (nel nostro caso, Carnaroli con fonduta e polvere di liquirizia) o pasta, con spaghettoni alla Amatriciana.
Di secondo, pancia di maiale croccante con polenta di Storo, lumache e chips di polenta, o merluzzo in umido.
Biscotto sablè namelaka al cioccolato bianco e lamponi a chiudere una sosta che vorrete ripetere, anche perché il conto, in questo periodo ulteriore nota di merito, lascia il sorriso. (provato il 27 gennaio 2026)
L’Anadot
Via del Capanno 37
Lodi
Tel. 0371944807
