Un itinerario da Nord a Sud dedicato all'Italia e alla Festa della Repubblica

Cosa c'è di più italiano che celebrare la storia del nostro Paese... mangiando? Per la Festa della Repubblica vi proponiamo un itinerario gastronomico che attraversa la penisola cavalcando la linea del tempo. Dalle grandi battaglie ai padri della Patria, dai salotti del potere ai luoghi simbolo dell'Unità: abbiamo selezionato 10 ristoranti i cui nomi (e i cui menu) sono un vero e proprio inno all'Italia. Preparate il tricolore e i tovaglioli, si parte!

Garibaldi Bistrot - Vicenza
L'Eroe dei Due Mondi ha girato in lungo e in largo, meritandosi ben due citazioni in questa lista. A Vicenza, sotto l'occhio severo della storia, celebriamo la sua propensione al viaggio con un Bistrot che ci era piaciuto ma che oggi non è più in essere. Speriamo in un Risorgimento. Intanto andiamo in fondo alla pagina dove c’è un altro Garibaldi, dall’altra parte d’Italia.

La Bottega del Risorgimento - Cernusco sul Naviglio (Mi)
Senza il Risorgimento non ci sarebbe l'Italia, e senza l'Italia niente Festa della Repubblica e niente ponte del 2 giugno. Ecco quindi un doveroso tributo al periodo storico che ci ha uniti, in questo luogo trasformato in un’eccellenza a tre anime (bistrot, bar ed enoteca) da Barbara e Antonio Colapinto. Dalla colazione alla cena d'autore, passando per abbinamenti enologici curati dal talentuoso figlio Andrea, qui trionfano Milano e la Lombardia. Tra i tavoli di questo locale vi consigliamo di ordinare il risotto allo zafferano con l’ossobuco, l'immancabile costoletta alla milanese e il corroborante stinco con le patate.

Cascina Conta - Magenta (Mi)
La Battaglia di Magenta fu lo snodo cruciale del 1859 e venne combattuta proprio nei primi giorni di giugno; quale modo migliore per festeggiare i patrioti vincitori se non con una dose massiccia e gloriosa di tradizioni lombarde? Nel cuore del Parco del Ticino, questo rustico agriturismo gestito dalla famiglia Oldani propone piatti nati dai prodotti della loro terra: uova, salumi, formaggi e pollame a chilometro zero, con mamma Rosangela ai fornelli. Un baluardo del gusto dove bisogna assolutamente assaggiare l'insalata di nervetti e giardiniera, il magistrale risotto alla milanese con l’ossobuco e l'avvolgente cassoeula.

Carlo e Camillo Bistrot - Torino
Re Carlo Alberto e Camillo Benso Conte di Cavour sono state le vere "menti" dell'impresa unitaria, e sedersi ai tavoli di questo locale è un po' come cenare nel privé dell'Ottocento sabaudo, dove si faceva l'Italia tra un piatto e l'altro. Nato dal genio di Davide Scabin all’interno del Grand Hotel Sitea (che celebra il suo primo secolo di vita), è un bistrot dinamico che esalta la cucina regionale italiana con menù stagionali. Per un pasto da veri statisti, non perdetevi il vitello tonnato del Carlo e Camillo, l'amatriciana con guanciale e pecorino di Amatrice, e la pazzesca panna cotta, cotta in forno per tre ore e addensata solo con albume.

Il Nazionale - Vernante (Cn)
Più istituzionale di così non si può! Si chiama letteralmente "Il Nazionale", l'insegna perfetta per sventolare il tricolore, e se non bastasse, in menu c'è pure il maiale nero "razza Cavour". Coincidenze? Noi non crediamo. Questo storico albergo, gestito dalla famiglia Macario da oltre due secoli, nasconde tre anime in un’unica realtà: il ristorante guidato dallo chef Fabio Ingallera, l'ottimo Bistrò e La Bottega per i peccati di gola dolci e salati. È una vera sosta del cuore, dove dovete assolutamente assaggiare l'insalata russa 2.0, il rigatone con maiale nero razza Cavour, green curry e maggiorana, e per finire il coniglio royale con sfogliatella di patate, cialda alle olive e misticanza.

Da Gino al Parlamento - Roma
Il 2 giugno è la Festa della Repubblica, e dove batte il cuore della Repubblica se non in Parlamento? Menzione d'onore a questa istituzione romana a pochi passi da Montecitorio, che ha sfamato generazioni di politici diventando la vera "Terza Camera" dello Stato. Gestita storicamente dai figli del Cavalier Gino, Carla e Fabrizio, questa trattoria è un monumento alla cucina capitolina dall'atmosfera familiare e verace. Tra un disegno di legge e l'altro, i tre piatti irrinunciabili sono i rigatoni alla gricia, l'intensa coda alla vaccinara e l'abbacchio alla cacciatora.

Il San Lorenzo - Roma
Se le vere sorti della nazione moderna si decidono a tavola, state certi che si decidono qui, nel salotto buono dell'establishment romano, dove gli intrighi di Palazzo passano in secondo piano solo di fronte a un pescato fuoriclasse. Parliamo di una delle migliori cucine di mare d'Italia, caratterizzata da eleganza e raffinatezza, dove lo chef Gabriele Tirabassi lavora la materia prima con una maestria rara, accompagnato da una cantina letteralmente da capi di Stato. Affidatevi ciecamente al fritto di calamaretti spillo con tempura di zucchine alla menta, agli spaghetti ai ricci di mare e alla celebre zuppa di pesce senza spine con crostini all’aglio.

Locanda De Foris - Teano (Ce)
Teano è il luogo della famosa stretta di mano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, e sedersi a questi tavoli è il modo migliore per sancire la definitiva unità tra il vostro stomaco e la grande cucina campana. La locanda è un modello di ospitalità affascinante incastonato negli spazi di un antico convento, dove Pietro Balletta fa da perfetto padrone di casa unendo camere di livello a un ristorante stagionale supportato da una cantina di grande valore. Per celebrare degnamente l'incontro storico, ordinate la parmigiana di funghi porcini, il succulento maialino Nero Casertano con salsa di papacelle e la gustosa entrecôte alle erbe.

I Borboni - Pontecagnano Faiano (Sa)
Per raccontare la storia d'Italia fino in fondo non possiamo scordarci di chi c'era prima al Sud, offrendo così un golosissimo tributo al Regno delle Due Sicilie: i Savoia avranno pure unito il Paese, ma sui lievitati i campani non prendono lezioni da nessuno. In questo ambiente curatissimo troverete pizze da competizione grazie al talento di Valerio Iessi e Daniele Ferrara, con impasti perfetti e materie prime d'eccellenza. Il nostro consiglio per un banchetto regale è partire con la "Panoramica" (una superba selezione di fritti), per poi attaccare la pizza Patanella (provola, patate al forno, salsiccia e fonduta di Parmigiano 36 mesi) e la pizza Cuor di leone (datterino giallo, salamino cilentano, maionese di carota e timo).

Garibaldi - Marsala (Tp)
Da Marsala partì l'epopea dei Mille e ci piace pensare che, se Garibaldi avesse assaggiato la cucina di questa trattoria, la spedizione avrebbe subìto un notevole e piacevolissimo ritardo. Da oltre sessant’anni questo indirizzo è un tempio della cucina marinara tradizionale locale, dove i profumi e le influenze del Mediterraneo si fondono in un'esperienza esaltata da una cantina attenta e ben fornita. Fate rotta verso il mare aperto ordinando gli spaghetti freschi con vongole e bottarga di tonno, le tipiche busiate al ragù di tonno (da provare nel periodo di pesca) e un'eccellente tagliata di spada all’isolana.

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