Il pensiero

Riprendiamo le riflessioni di Massimo Gramellini, che stamane nel suo “Caffè” commenta la provocazione del premio Nobel Parisi a cuocere “a freddo” la pasta per risparmiare sulle bollette. “Nel mondo di prima, quello del grande Piero Angela, erano i divulgatori a spiegare la realtà. semplificandola per renderla più comprensibile. Adesso la mediazione è saltata e persino i geni della fisica, sulla scia dei virologi, sentono il bisogno di affacciarsi al balcone mediatico per spezzare il pane della conoscenza. Contenti loro. Personalmente li preferivo chiusi nei laboratori ad analizzare provette e scrivere equazioni incomprensibili, lasciando il lavoro sporco a chi lo fa di mestiere. Nulla rende autorevoli come la distanza”. Sul tema interviene anche Viviana Ponchia, che su QN stamane scrive: “Parisi deve unirsi alla brigata che non si rassegna per trovare espedienti che facciano sì risparmiare, ma non minaccino l’ultimo equilibrio su cui può contare l’Italia: basta che sia al dente. Rinunciamo al brasato, retaggio di un’epoca di sperperi spensierati: anche se a fiamma bassa deve cuocere tre ore e mezzo. Addio anche al ragù, al minestrone, alla polenta quella vera da cullare come un bambino dentro cucine trasformate in bagno turco (…) Soluzione estrema: sushi per chi può permetterselo. Altrimenti pane e mortadella, che fa subito austerity”. @ Sul tema interviene anche Davide Scabin su IlGusto dove spiega la tecnica da seguire per cuocere la pasta a fuoco spento, una modalità che lui esegue dal 2011. 

Il pensiero

Sul Corriere della Sera da leggere il pezzo del poeta Simic, scomparso il 9 gennaio, dedicato alla sua scoperta della cucina italiana: "Lasciatemi dire che i camerieri fanno la differenza nei ristoranti italiani. Chiacchieravano con me e commentavano i piatti che ordinavo. Col tempo sono diventati i miei professori in quello che si è rivelato essere uno studio per tutta la vita".

Il pensiero

La biologa Antonella Viola intervistata sul Corriere della Sera interviene sul dibattito innescato dalle etichette irlandesi e spara a zero sul consumo di vino (anche moderato): "Non c'è una dose sicura. Come per le sigarette la dose sicura è zero. Noi siamo abituati a pensare che a far male sia l'abuso di alcol, ma l'effetto cancerogeno si sviluppa anche con un uso moderato". Poi enumera i numerosi danni anche al cervello: "Studi recenti hanno analizzato le componenti della struttura cerebrale, dimostrando che uno o due bicchieri di vino al giorno possono alterarle. Insomma chi beve ha il cervello più piccolo". Non risparmia frecciate a colleghi e politici: "Capisco bene i grandissimi interessi che muove il settore, ma non possiamo nascondere la verità" e propone l'alternativa all'utilizzo degli alcolici nei momenti di aggregazione (e non sono gli analcolici) che lei stessa ha sperimentato: festeggiare con una passeggiata. (Il cervello più piccolo lo rimandiamo al mittente, così come invitiamo la dottoressa Viola a leggere qualcosa dei 200.000 e più di documenti e studi che parlano degli effetti benefici del vino. Se poi si vuole finire sulle pagine del Corriere con argomenti contro è un’altra faccenda.)

Il pensiero

La scienza e le ricerche scientifiche che dicono tutto e il contrario di tutto sono al centro del divertente Buongiorno sulla Stampa di Mattia Feltri che cita l'ultimo studio sul caffè che abbassa la pressione (2 o 3 tazzine al giorno), ribaltando quanto affermato finora. "E poichè amo essere preciso , il caffè fa bene ai capelli ma fa male ai reni, ma fa bene al diabete, ma fa male alle ossa, ma fa bene all'asma. Però fa male in gravidanza e dunque ho deciso! Berrò caffè e starò attento a non restare incinto".

Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

Ho capito bene?

La finocchiona va di traverso a Facebook. Il social infatti ha censurato lo spot di un’azienda pugliese che pubblicizzava un panino con il noto affettato toscano che è stato scambiato per un insulto discriminante. A commettere l’errore un algoritmo, non nuovo a certe sviste. (Nella foto il post sotto accusa)
 

Il pensiero

Così Camillo Langone nella sua Preghiera su Il Foglio di oggi a tema etichettatura vino: “Bene il lobbismo dei paesi produttori ma nessuno pensi che possa bastare. Se al vino resta soltanto il dato materiale, la valenza economica e il battibecco sull’eventuale salubrità ha le annate contate: ci sarà sempre un’Irlanda, una Antonella Viola, e prima o poi la dittatura sanitaria si imporrà. Il vino va risacralizzato. Dichiarato intoccabile. Nessuno tocchi il sangue di Cristo.
 

Il pensiero

Da leggere sul Corriere della Sera di sabato l'articolo di Serena Guidobaldi dedicato a Riccardo Riccardi conte di Santa Maria di Mongrando che comincia citando proprio uno scritto pubblicato su Papillon: «Al Cardinal Biffi che, il 4 marzo di quest'anno affermava: "il nuovo Anticristo sarà vegetariano, pacifista, buonista e aperto al dialogo" vorrei permettermi di suggerire di aggiungere alla definizione anche la voce "e quel che è peggio astemio. Così il Conte Riccardo Riccardi di Santa Maria di Mongrando profetava nel 2000 sulle pagine di Papillon e a distanza di 23 anni nel pieno della polemica sull'etichettatura del vino come "fortemente nocivo alla salute, si sente l'assenza della penna affilata, elegante e colta di questo nobile piemontese di vecchio stampo, impastato di Langa, con la bianca croce di Savoia sul giustacuore dell'anima".

Il pensiero

L'agricoltura non è messa in crisi dal cambiamento climatico, anzi "dal 1961 le quattro principali colture - frumento, mais, riso e soia - hanno incrementi di rese del 3% annuo". Parola del professore di Agronomia all'Università di Brescia Luigi Mariani che su LaVerità si mostra critico sugli allarmi climatici ("sono ingiustificati, le catastrofi meteorologiche sono in calo da 20 anni") e promuove semplicemente un intervento più incisivo sul calo delle precipitazioni. Di fronte alla siccità è necessario un utilizzo più efficiente dell'acqua irrigua e dello stoccaggio delle piogge nel semestre invernale: "In Italia piove un ben di Dio oggi in gran parte sprecato se pensiamo che solo l'11% dell'acqua piovana viene trattenuta per i diversi usi, mentre il resto finisce in mare. S'impone oggi un ripensamento complessivo del sistema di stoccaggio delle acque". @ A questo punto, chissà se basterà il "piano laghetti", un progetto di potenziamento dei piccoli invasi fermo da decenni. Le risorse del PNRR dovrebbero servire anche a questo: 7,5 miliardi per finanziare nuovi invasi e ristrutturare quelli esistenti per un incremento del 10% della capacità di raccolta. (Libero)

Il pensiero

Siamo tutti nati per contare. O, almeno, per distinguere fra quantità basse e alte. Lo spiega sulle pagine de IlGiornale il neuroscienziato Giorgio Vallortigara che porta l’esempio del mondo animale dove api, pesci, uccelli, leonesse ma anche pulcini di pochi giorni possiedono delle capacità aritmetiche. A queste avrebbe fatto seguito l’invenzione culturale e più strettamente umana della matematica.

Il Pensiero

Riferendosi all’episodio dell’influencer americana che ordina un cappuccino insieme alla pasta e fa così inorridire il cameriere; Dario Vergassola invoca uno “Chef Guevara” che arrivi a liberarci dalla dittatura gourmet. E questo perché secondo lui oggi esiste un’ortodossia culinaria per la quale si viene puniti ogni volta che si commette una piccola devianza a tavola. Ci porge dunque una domanda semplice, ma per farci riflettere: “e se ognuno nel 2023 mangiasse il cacchio che gli pare?”

Il pensiero

"Non è stata l'Apocalisse a Milano, l'altra notte ma è stato qualcosa che molti milanesi anche anziani non avevano mai visto. [...] Il modo di questa tempesta su Milano era diverso. Aveva un sapore nuovo, sgradevole. [...] Sul nostro ardito skyline di grattacieli spavaldi, in questa notte di luglio, un filo di paura. Come nel dubitare, per un istante, di non essere in verità padroni di niente” (Marina Corradi su Avvenire)

Il Pensiero

In occasione della 28^ conferenza sul clima delle Nazioni Unite (da domani a Dubai), Carlo Petrini in un approfondimento su La Stampa si sofferma sul modello agroindustriale che sta uccidendo la biodiversità e commenta: “Produzione e trasporto di ciò che finisce sulle nostre tavole è responsabile del 35% delle emissioni e quindi del cambiamento climatico”.