Dall'Emozione del vino, i vini in anfora che ci hanno stupito di più, dalla Valle d'Aosta alla Sardegna

Il vino in anfora, pratica enologica arcaica (i primi vini erano in anfora per necessità) è oggi ormai sdoganata da più parti anche dove non penseremmo di trovarla. Ne abbiamo avuto una recente conferma con l'intervista a Francesco Tava (link) produttore di anfore in Trentino che vende questi contenitori ai vignaioli bordolesi.
Ma lo abbiamo anche provato sul campo, con  assaggi che ci hanno stupito dalla Valle d'Aosta alla Sardegna, raccolti nel libro L'Emozione del vino.
emozione vino.jpgEccoli:
•  QUART (AO) - Sopraquota 900 di Azienda Agricola Rosset  
Della produzione, attualmente di circa 50.000 bottiglie, è il vino più famoso, un bianco da uve petite arvine affinato parte in anfora e parte in orcio toscano, dalle note iodate che accompagnano i profumi floreali e di agrumi, e dal sorso sapido. A firmarlo l'azienda agricola della famiglia Rosset che nel 2017 ha acquisito vigneti a 900 metri in luogo davvero eroico dove, su pendenze oltre il 50%, ha iniziato a coltivare petite arvine e pinot gris.
rosset.jpg• DOGLIANI (CN) - L'Imprevisto di Cascina Corte 
Biologico-ragionato. Così Sandro Barosi e Amalia Battaglia definiscono la loro scelta di campo, che li ha visti prima dedicarsi all’agricoltura e, poi, fare un Dolcetto di Dogliani, che sin dalle prime interpretazioni è stato subito un successo. Questo però non li ha esentati dalla ricerca, anzi oggi sono arrivati ad affiancare alla linea più tradizionale, una produzione in anfora che annovera la Barbera, la Nascetta, il Nebbiolo e soprattutto l’Imprevisto che ha i natali nelle vecchie vigne di Dogliani e ha un naso profondo, verticale, dove i profumi floreali si ampliano in un bouquet ricco con speziature inaspettate. 

• RIOMAGGIORE (SP) - Sciacchetrà di Possa 
Possa è il mondo di Heydi Bonanini, vignaiolo eroico che, avviato il suo sogno nel 2004, in meno di vent’anni è riuscito a mettere nel bicchiere le sue vigne a picco sul mare. Il suo regno, un insieme di appezzamenti in località Possaitara e Chiappella, nel comune di Riomaggiore, che costituiscono i vigneti più estesi, mentre altre proprietà di minore estensione si trovano nella costa di Tramonti, in località Schiara, nel comune di La Spezia, ma anche in altre zone del comune di Riomaggiore: Bargone, Casen di Qui, Casen di Là e Val di Serra. Operando secondo i dettami della biodinamica e del biologico, coltiva le varietà di moscato rosso, bosco, rossese bianco e altri vitigni autoctoni. Tra i suoi vini, uno Sciacchetrà capolavoro, prodotto sia secondo il metodo tradizionale che in una versione con affinamento in anfora, un vino sorprendente che al naso ha note di albicocca e canditi ma anche frutta secca ed erbe mediterranee con in bocca una inaspettata mineralità. 
possa.jpg• PARATICO (BS) - Anphor di Bredasole
Bredasole è il nome di un toponimo presente sulle mappe già in età napoleonica e ultimo avamposto di terra franciacortina che si affaccia sul lago Sebino e sulle prime rapide dell’Oglio. Per gli appassionati di vino è anche il nome che identifica una cantina con l’anima dell’azienda agricola, che ha dimostrato di aver tutte le carte in regola per fare dei brut importanti. Tra questi, oltre al nostro Top Hundred, il Satèn, merita una particolare menzione Anphor, uno chardonnay in purezza, che viene vinificato in anfora prima della spumantizzazione. Dalla cremosità avvincente e dal perlage fine che già al naso va a ricercare una nota di pietra e grafite unite a una mineralità che ritroveremo ancor meglio espresse in bocca. 
bredasole.jpg• MARANO DI VALPOLICELLA (VR) - Valpolicella Superiore di Vaona
L’azienda Vaona si estende su 10 ettari di vigna nel cuore della Valpolicella e oggi sta vivendo un periodo di rinascita produttiva grazie al titolare Alberto Vaona, vigneron capace come dimostra nell'uso intelligente dell’anfora. Lo dimostra il vino premiato con il Top Hundred, cioè il Valpolicella Superiore, che per il 70-80% viene affinato in anfora di terracotta da 750 litri e per il 20-30% in botte di rovere per 12 mesi. Dall’unghia di colore rubino intenso, offre un naso di prugna e ciliegia matura, arricchito da sensazioni di more in confettura e richiami balsamici. Sorso scorrevole, di grande equilibrio e ottima struttura, fresco nell’acidità e levigato nei tannini.

OSLAVIA (GO) - Venezia Giulia “Breg” di Josko Gravner
Non parleremmo di anfora se non ci fosse lui, Francesco Gravner, detto Josko, il principale protagonista del percorso di valorizzazione del Collio Goriziano e nome inscindibile nel panorama vinicolo mondiale in termini di fama e qualità. Nel nuovo millennio il nome di questa cantina resterà per sempre legato all’utilizzo di anfore di terracotta georgiane per la vinificazione dei loro vini, in particolare la ribolla, figlia di lunghe macerazioni ed estrazioni. Top Hundred 2003 il Venezia Giulia Bianco “Breg”, blend di sauvignon, chardonnay, pinot grigio e riesling italico che all’esame visivo si presenta di color giallo oro anticipando un naso di erbette aromatiche, frutta secca e spezie, avvolte in un palato di estrema pulizia e potenza. Finale leggermente aromatico e suadente, pregnante nel sorso e lunghissimo nella persistenza. Un vino infinito.
gravner.jpgTERRICCIOLA (PI) - Costa Toscana Solenida di Tenuta Podernovo 
In questa tenuta voluta dalla famiglia Lunelli, si lavora in regime biologico e le uve crescono su questi terreni di epoca miocenica, per cui in vigna ancora oggi non è difficile trovare fossili di conchiglie, che poi danno i nomi ai vini: Auritea (cabernet franc), Teuto (sangiovese, merlot e cabernet sauvignon) e Solenida (sangiovese). Quest'ultimo concepito dall’enologo Luca D’Attoma e voluto fortemente da Corrado Dalpiaz, direttore della cantina con 53 vendemmie sulle spalle. Viene prodotto a partire da sole uve sangiovese e poi vinificato in parte in anfora. Esprime ciliegia matura, confettura di more e amarene, ma anche cuoio e liquirizia e finanche la grafite. In bocca è generoso e filigranoso.
lunelli-solenida.jpgMELISSA (KR) - Calabria Rosato “Ji Jian” di Menat
Menat in arbereshe vuole dire “domani”. Ed è proprio guardando al futuro che è nata nel 2018 questa cantina, frutto della passione di due ex compagni di liceo, Nicola, già importatore di vini georgiani e appassionato di vinificazioni in anfora, e Michele, proprietario della cantina di famiglia ristrutturata proprio per dare seguito a questo progetto. Nicola e Andrea hanno deciso di sperimentare le tecniche georgiane di vinificazione in anfora per i vitigni autoctoni greco e gaglioppo. Il risultato è esplosivo, come dimostra il Calabria Rosato “Ji Jian” 2018, dal colore rosa con riflessi aranciati, naso intenso con note di rosa e ciliegie, sorso ampio, sapido, capace di prolungarsi nel tempo.
menat.jpgGERGEI (SU) - Sardegna Semidano Migiu di Olianas
Stefano Casadei e sua figlia Elena sono l’anima di questa azienda interamente Bio- Integrale®. La proprietà si estende per circa 33 ettari: di questi, 3 ettari vengono destinati alla coltivazione di alberi da frutto per aumentare la biodiversità e alla produzione di foraggio per alimentare gli animali che vivono nella Tenuta. Sui 30 ettari vitati si coltivano vitigni autoctoni (a bacca rossa cannonau, bovale e carignano, a bacca bianca nasco, vermentino e malvasia), tra cui il semidano che vinificato in purezza fa parte della Selezione Le Anfore voluta proprio da Elena come anello di congiunzione, nella sua filosofia, tra terra e terra. Il risultato è un vino di colore oro antico, con profumi di macchia mediterranea e rosmarino, sentori di pietra focaia e sorso sapido, fresco, lunghissimo. Un vino da assaggiare insieme alle altre grandi referenze di questa Selezione come il Syrah, il Trebbiano o il sorprendente passito Malvasco.
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