Vini tenaci, schietti e carichi di salsedine. Proprio come le Cinque Terre

Il Sogno della Sirena (r - merlot, cabernet s., sangiovese)
TOP HUNDRED Bianco di Vétua

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Top hundred

Vino Top Hundred 2016: Il Bianco di Vétua
Scoperto alla Brinca, grazie ai grandi Circella, questo bianco è espressione solare e affascinante delle viticultura eroica delle Cinque Terre. Il Bianco di Vétua ha profumi di agrumi, e in particolare di cedro, note di macchia mediterranea, salvia, rosmarino e timo, sorso di grande eleganza e corpo, armonia e persistenza. Con piatti di pesce.

Testo publiredazionale

Vétua di Monterosso nasce nel 2010, dall’amore della famiglia Catania verso il territorio, con una filosofia improntata sul rispetto della natura e della biodiversità. Tutto è a gestione famigliare, dal lavoro in campagna, alla vinificazione fino alla grafica e al design dei vini. Oggi l’azienda è arrivata a produrre in media 4.000 bottiglie l'anno. In vigna la lavorazione è a mano e in cantina si segue la tradizione delle Cinque terre, ottenendo così vini tenaci, schietti, carichi di salsedine e a volte difficili, come la terra che li ha generati, e come quelli che si facevano una volta. Vini forti, come i contadini che hanno creato i vigneti terrazzati a picco sul mare. La filosofia della azienda vinicola si basa sul rispetto per la natura e la biodiversità; ed è con questo rispetto, che si cerca ogni giorno di valorizzare e proteggere il bellissimo ma fragile territorio. Tra i vini. Il Bianco di Vétua (da uve piccabùn, frappelà, brujapagià, bosco, vermentino, albarola) vinificato in acciaio senza l’utilizzo del freddo, con breve macerazione di circa 48/72 ore sulle bucce per favorire l’estrazione delle componenti aromatiche e un affinamento di circa sei mesi sui lieviti prima dell’imbottigliamento. Nel bicchiere ha profumi di agrumi, e in particolare di cedro, mineralità con sentori di erbe aromatiche e di macchia mediterranea, profumi di salvia, rosmarino e timo, sorso di grande eleganza e corpo, armonia e persistenza. Ö di Vétua, Bianco da uve bosco, vermentino, albarola, nasce da una macerazione a temperatura libera di circa 24 ore, e affinamento in acciaio per almeno un anno e in bottiglia per sei mesi; ha colore dorato, profumo di frutta gialla e iodio, salsedine, erbe aromatiche, sorso ampio e sapido. Il Sogno della Sirena (merlot 50% cabernet sauvignon 30% e sangiovese 20%) che prende il nome da un quadro di Rosy Scapparone, da cui anche l’etichetta, ha colore rosso rubino intenso, profondo, con leggeri riflessi purpurei, mentre al naso ha profumi di frutti rossi e di prugne, con un sorso di buona struttura, gusto di more e finale fruttato e persistente. Fiore all’occhiello è tuttavia lo Sciacchetrà, da selezione solo delle uve migliori piccabùn, frappelà, brujapagià, bosco, vermentino, albarola, lasciate in appassimento per 2 mesi, e prodotto solo nelle annate migliori, in versione riserva, e in uscita dopo almeno tre anni di affinamento in acciaio. Dal colore ambrato, ha profumi di cedro candito, datteri, note speziate, gusto caldo e morbido, dolce ma non stucchevole, persistenza infinita.