Brunello di Montalcino - Brunello di Montalcino “Vigneto Poggio Doria” - Rosso di Montalcino - Sant’Antimo Rosso “Turàn” - Toscana Rosso “43°” (sangiovese, merlot, petit verdot) - Vin Santo
TOP HUNDRED Brunello di Montalcino “Manachiara”

Clicca qui per leggere l’articolo di Paolo Massobrio uscito su La Stampa nel 2015

Testo publiredazionale

Solido spirito imprenditoriale (l’azienda di famiglia è leader nel campo della progettazione e costruzione di macchinari agricoli con sede a Città di Castello) e grande passione per questo lembo di Toscana hanno sancito la prima parte della storia vitivinicola aziendale, legata indissolubilmente alla figura di Silvio Nardi. Un secondo capitolo si apre nel 1990 quando sale al timone la seconda generazione; Emilia Nardi, la figlia più giovane,  titolo di studi enologici a Bordeaux, e i suoi fratelli. Con loro ha inizio un secondo percorso anche di ricerca scientifica (studi di zonazione, reimpianti di barbetelle solo nelle parcelle più vocate e una superselezione dei cloni). Oggi, che anche la terza generazione con il nipote enologo di Emilia, Emanuele, è in azienda, siamo a 80 ettari vitati per 250 mila bottiglie. Il secondo cru, il Brunello di Montalcino “Vigneto Poggio Doria”, colpisce per la sua mineralità ed eleganza. Spazio al Sant’Antimo Rosso Tùran, blend di petit verdot, sangiovese, syrah e colorino e il Vin Santo.