In occasione da Vinitaly le nostre soste consigliate (e quelle no)

Locali sold out a Verona? Scaricate la nostra App Il Golosario Totale, innanzitutto, oppure, oltre ai nostri consigli di questa settimana, ecco altre cinque soste che abbiamo provato proprio fra venerdì e sabato in occasione di Vinitaly (Paolo, Marco e Fulvio)

Ripasso Osteria Vini e Cucina – Verona (via Umbria, 1/b - tel. 045 2523493)

Una Vineria con cucina in una zona defilata rispetto al centro, con comodo parcheggio. Qui ci si diverte con la selezione dei vini, anche al calice, che dimostra competenza e passione e con i piatti della cucina veneta che propongono in abbinamento. L’ambiente è raccolto, il personale giovane, svelto e preparato. Fra i nostri assaggi, l’uovo morbido fritto con asparagi marinati e fonduta di Monte Veronese, i tagliolini all’uovo con fegatini di pollo trifolati, la pasta e fasoi (eccellente), il trancio di ricciola in crosta di patate. Decisamente bravi, li troveremo presto nella nostra guida. Un plus: il posto vale anche come alternativa tranquilla al caos cittadino (Paolo Massobrio)

La Pigna – Verona (via Pigna 4/b tel. 045 2246691)

E a proposito di caos cittadino, non è facile trovare un tavolo con Vinitaly and the city in corso e poi Vinitaly. Ma non anzitempo avevamo prenotato in questo locale, ambientato su due livelli in una via dietro piazza dei Signori, aperto solo da un paio di mesi su fasti di un locale che già c’era. Ora, dopo qualche giorno in lista d’attesa, il tavolo per due alle 21,30 c’era. Il menu, a dire il vero non ha una sua identità, fra piatti della tradizione e piatti turistici. C’è una soddisfacente carta dei vini, i tavoli sono ravvicinati e nella bella sala di sotto con le volte farete fatica a parlare con chi sta con voi. Pasta e fagioli e bigoli all’anatra (con un sugo slegato) omaggiano la tradizione, mentre la cotoletta alla milanese un po’ bruciacchiata coi pomodorini e i saltimbocca alla romana strizzano l’occhio al menu turistico. La Pigna, non la troverete in guida. (Paolo Massobrio e Marco Gatti)

Osteria del Ponte a San Pietro in Cariano (Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, 1 - tel. 045 7703677)

Il paese non ha bisogno di presentazioni essendo un concentrato di straordinarie aziende vitivinicole. E questa osteria famigliare è davvero accogliente: prodotti di qualità (il prosciutto di Montagnana di Daniolo, il pomodoro di Petrilli, i formaggi di Corrado Benedetti, la giardiniera di Morgan). Ci si accomoda in una delle sale e dal menu si sceglie fra i tagliolini con sugo di cortile, il coniglio arrosto con polenta e l’ottimo involtino di pollo con verdure cucinate a modo, croccanti. Si beve bene e il conto lascia il sorriso. Lo troverete in guida (Paolo Massobrio)
Trattoria del Taio – Verona – fraz Parona (via fratelli Alessandri, 1 – tel. 045 941717)

Questa osteria è gettonatissima. Abbiamo provato ad andare a pranzo di sabato ma ci hanno rimandato alle 14; alla sera siamo riusciti a trovare un tavolo solo alle 21,30. Hanno tre ambienti per 70 posti e la sala ambientata in una grotta-cantina di tufo è molto suggestiva. Eccellente la selezione dei vini; di stampo umbro la cucina. La pasta è fatta in casa ogni giorno e le carni selezionate sono il piatto forte, messe a cuocere sul caminetto a legna. Ecco la torta al testo col prosciutto di Norcia; ghiotto il piatto cacio e pepe con aggiunta di polvere di caffè; quindi il petto d’oca affumicato da loro con agrumi e pistacchi e i carciofi e asparagi lessi e spadellati. Apprezzabile, al dessert, la selezione di cioccolati. E’ già in guida, ma sale di voto. (Fulvio Tonello)1-ori-tagliataoca.jpegDalla Rosa Alda – Sant’Ambrogio in Valpolicella (loc. San Giorgio – strada Garibaldi, 4 tel. 045 7701018)

Bellissima sosta in un locale che è già nella nostra guida, dove sabato a pranzo, sebbene fosse pieno e senza sapere chi fossimo perché la prenotazione avveniva come sempre in incognito, hanno comunque fatto miracolosamente saltare fuori un tavolo, pur di non lasciarci senza pranzare, dimostrando un gusto dell’accoglienza raro.  Della famiglia Sala dal 1853, oggi è condotto da mamma Severina, e dai figli Nicola (in sala) e Leonardo (chef). Con vini di una selezione che rivela curiosità e competenza e valorizza piccoli produttori del territorio, anche sconosciuti. via con salumi e formaggi della Lessinia, poi bigoli con le “sardèle” o pappardelle ai 40 tuorli con tartufo nero su fonduta di Monte Veronese. Quindi i piatti che valgono il viaggio. Fegatini di pollo al burro e salvia con polenta, da applausi! E “Pastissada de caval" con polenta, piatto tipico del veronese. "Pissota con l'oio" (dolce tradizionale lievitato con olio evo) a chiudere una sosta da ripetere! E’ già in guida, ma sale decisamente di valutazione (Marco Gatti)

ilGolosario 2025

DI PAOLO MASSOBRIO

Guida alle cose buone d'Italia

ilGolosario Ristoranti 2025

DI GATTI e MASSOBRIO

Guida ai ristoranti d'Italia